Luigi Monaco: Appunti di Rasatura Tradizionale

Luigi Monaco: Appunti di Rasatura Tradizionale

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Benvenuti

Ho creato questo diario perché la rasatura tradizionale, per me, non è solo un gesto quotidiano: è un momento tutto mio, fatto di calma, profumi, sensazioni e piccoli rituali che trasformano un’azione semplice in un piacere autentico.

30/09/2026

Buongiorno e buon mercoledì!

Oggi la rasatura non era prevista, ma visto che mi è arrivato un rasoio che avevo preso sul mercatino, ho deciso di provarlo subito.

◆ Rasoio: Lambda Athena
◆ Lametta: BIC Chrome Platinum
◆ Pennello: Simpson PL8 – Super Badger
◆ Crema/Sapone: Toscana Factory Lab – Sapore di Mare
◆ Dopobarba: Toscana Factory Lab – Sapore di Mare

Prima impressione? Decisamente particolare, ma positiva.

Tra quello che avevo letto e ascoltato su questo rasoio, mi ero fatto un’impressione diversa. Invece, questo primo utilizzo mi ha sorpreso, e anche positivamente… “chicazzo”.

Ovviamente continuerò ad utilizzare il Lambda Athena per conoscerlo meglio.

Poi ne riparleremo. 😉

E un piccolo appunto a Bruno: che peccato che questa fragranza e questo set non siano più in produzione!

Photos from Luigi Monaco: Appunti di Rasatura Tradizionale's post 27/09/2026

Buongiorno e buona domenica a tutti.

Questa mattina avevo deciso di utilizzare la Maggard V3 standard. Le due testine, la V3 e la V3A Aggressive, si assomigliano parecchio e, nel momento in cui ho preso il rasoio, evidentemente ho guardato poco quello che stavo montando. Me ne sono accorto soltanto quando l’ho appoggiato sul viso: quella che avevo in mano era la V3A Aggressive.

A quel punto ho pensato: ormai è qui, usiamo lei.

◆ Sapone: Ariana & Evans – Fruit of the Passion
◆ Aftershave: Ariana & Evans – Fruit of the Passion
◆ Rasoio: Maggard Razors – Testa V3A Aggressive con ma**co corto MR1
◆ Lametta: Gillette Nacet
◆ Pennello: Phoenix Artisan Accoutrements – Star Wisp 26 mm sintetico

Il sapone e l’aftershave sono quelli che mi ha prestato il mio amico Luca Livellara, che ringrazio ancora una volta.

E visto che oggi mi sono ritrovato tra le mani proprio la V3A, vale la pena spendere due parole sulla Maggard Razors, perché è una realtà americana che mi ha sempre incuriosito. Brad e Casie Maggard hanno iniziato questa avventura nel 2012 ad Adrian, nel Michigan, partendo dalla passione di Brad per la rasatura tradizionale e per il recupero dei vecchi rasoi. Da lì, quella che era nata come una passione è diventata nel tempo una realtà conosciuta nel mondo della rasatura tradizionale americana, con un catalogo molto ampio e una produzione propria di rasoi e accessori.

Quello che mi piace della Maggard è proprio questa impostazione molto concreta. Non mi dà l’idea del prodotto costruito per essere messo su un piedistallo, ma di qualcosa pensato per essere usato, provato, combinato e, nel caso dei loro rasoi, anche configurato scegliendo tra teste e manici diversi. È un modo di intendere la rasatura che personalmente trovo molto pratico e che, forse proprio per questo, mi ha sempre incuriosito del marchio.

La V3A Aggressive è poi un rasoio che, personalmente, trovo tremendamente efficace.
Ha qualcosa di vecchia scuola, è rustica nel modo giusto e, soprattutto, è un rasoio che ti comunica quello che sta facendo.
Il contatto con la lametta si sente, ma per i miei gusti non diventa mai una sensazione sgradevole.
Devi soltanto sapere quello che hai in mano: angolo e pressione contano, e bisogna accompagnarla senza cercare di forzarla.

Il ma**co MR1, corto e con una presa ben marcata, in questo senso mi piace parecchio. Mi permette di gestire bene il rasoio e di cambiare facilmente angolo nei vari passaggi. Già in passato avevo pensato che, rispetto al ma**co più lungo che avevo provato, avrei preferito qualcosa di più corto. Oggi ne ho avuto un’ulteriore conferma.

La Gillette Nacet, con una ricrescita di due giorni, ha lavorato benissimo. È una lametta che conosco già e che ho utilizzato anche su barbe con una ricrescita decisamente più lunga, quindi oggi non c’era molto da scoprire sul suo conto.

E devo dire che oggi mi sono proprio divertito con la V3A. È un rasoio che, quando riesci a trovare il suo modo di lavorare, ti permette di fare una rasatura molto profonda senza dover insistere troppo.
Ha divorato la barba senza esitazioni e, nonostante la sua efficacia e la sensazione abbastanza presente della lametta, alla fine lo stress sulla pelle è rimasto davvero contenuto. Per me è proprio questo il bello di questa testina: è diretta, comunica quello che sta facendo e, se la accompagni nel modo giusto, riesce a dare molto senza diventare necessariamente aggressiva sulla pelle.

Con il Fruit of the Passion di Ariana & Evans ho ritrovato le sensazioni che avevo già avuto utilizzandolo in passato.

È un ottimo prodotto e la base K2E si conferma molto strutturata, ma soprattutto molto piacevole da lavorare. Non ho bisogno di cercare una schiuma enorme: preferisco una consistenza più compatta e ben idratata, che in questo caso mi ha dato un’ottima protezione e una bella scorrevolezza anche secondaria (residua) durante tutta la rasatura.

Devo dire che, insieme alla V3A, ha fatto proprio il suo lavoro e mi ha permesso di affrontare una rasatura profonda mantenendo la pelle tranquilla.

Anche la profumazione è stata una bella scoperta, visto che è la prima volta che utilizzo questo sapone. La trovo molto piacevole, elegante e sfaccettata: c’è una componente che definirei “fruttata”, insieme a una parte floreale e ad altre sfumature che la rendono tutt’altro che semplice. È una fragranza che mi ha incuriosito fin dal primo utilizzo e che voglio sicuramente conoscere meglio.

L’aftershave, invece, per il momento mi è sembrato molto buono. Preferisco però aspettare e vedere come si comporta sulla pelle nelle ore successive, prima di farmi un’idea più precisa.

Il PAA Star Wisp da 26 mm l’ho scelto soprattutto per un motivo molto semplice: cromaticamente mi piaceva insieme al resto del setup. Oggi volevo anche quello. Sul lavoro, comunque, fa quello che deve fare e accompagna bene la preparazione del sapone.

Ed è forse qui che, alla fine, torna il discorso da cui sono partito.

Per me la rasatura tradizionale non è soltanto il risultato che ottieni quando appoggi il rasoio sulla pelle. C’è tutto quello che viene prima, quello che succede durante e quello che rimane dopo. C’è il modo in cui carichi un sapone, la consistenza della schiuma, il profumo che senti mentre lo lavori, il comportamento del rasoio, il rumore della lametta, la sensazione sulla pelle e poi quella dell’aftershave. E dentro tutto questo, qualche volta, entra anche la storia di ciò che stai usando: sapere da dove arriva un rasoio, perché è nato, che idea c’è dietro un marchio o semplicemente ricordarsi chi ti ha fatto provare quel determinato prodotto.

Sono tutte cose che, prese singolarmente, magari contano poco. Messe insieme, però, fanno parte dell’esperienza.

E stamattina, paradossalmente, tutto questo è partito proprio da una piccola svista: volevo prendere la V3 e ho preso la V3A.

A volte basta anche questo per cambiare il racconto di una rasatura.

E rimane un interrogativo: come andrà, invece, la testa V3 standard, che resta ancora tra le tante cose che devo provare?

Vabbè, questo lo sapremo più in là.

Photos from Luigi Monaco: Appunti di Rasatura Tradizionale's post 24/09/2026

Buongiorno e buon giovedì!

Oggi non provo una nuova lametta, ma mi faccio una rasatura con un setup quasi tutto turco. Buona parte dei componenti, inoltre, arriva dal mio amico Luca, che mi ha regalato il dopobarba e mi ha prestato il pennello per farmelo provare. Grazie Luca Livellara

◆ Rasoio: Gillette Tech Ball End – Made in England

◆ Lametta: Derby Usta

◆ Pennello: Yaqi Pure Badger 22 mm

◆ Sapone: Arko

◆ Dopobarba: Sinep After Shave Cream Cologne Flame

Partiamo dal Yaqi Pure Badger, un piccolo pennello in vero pelo di tasso, piuttosto rustico e con un buon backbone. Ha una bella presenza sulle punte ed è abbastanza coriaceo, ma per le mie esigenze è gestibile, anche considerando che mi rado al massimo ogni due o tre giorni.

Essendo piccolo, richiede un caricamento un po' più prolungato. Questo, secondo me, era rimasto fermo per un po' e, nonostante l'avessi già preattivato ieri, questa mattina inizialmente stentava un po' a caricare. Del resto, con i pennelli in pelo naturale, un utilizzo abbastanza costante aiuta a mantenerli nelle condizioni migliori.

Alla fine, però, si è comportato proprio come speravo: rustico, sfizioso e con carattere.

L'Arko non è certo una novità per me. È uno di quei saponi che si caricano rapidamente, montano senza particolari difficoltà e danno una buona scorrevolezza.

Ha anche quel suo profumo inconfondibile, che a me ricorda molto il classico sapone di Marsiglia.

L'Arko ha un ottimo rapporto prezzo/prestazioni e capisco perché continui ad avere tanti estimatori. Nella seconda insaponata, ed eventualmente nella terza, avverto però un leggero prurito sulla pelle, una sensazione che ritrovo, in modo simile, anche con il sapone Derby.

Non è qualcosa che mi impedisce di usarlo, ma è sicuramente il motivo per cui lo utilizzo meno di quanto potrei.

A completare il setup c'era un vero pezzo di storia: il Gillette Tech Ball End Made in England, dal peso di circa 55 grammi.

Il Gillette Tech è uno dei grandi classici della rasatura tradizionale. Con il giusto angolo, una pressione leggera e una buona lametta, sa fare molto bene il suo lavoro. E questa volta l'ha fatto anche con due giorni pieni di barba.

La cosa che continuo a trovare interessante nei Tech è il loro comportamento durante la rasatura: nella prima passata rimangono generalmente abbastanza miti e tranquilli, mentre quando si arriva al contropelo tirano fuori un carattere diverso.

Diventano più vivi, più presenti, e personalmente è proprio lì che li apprezzo di più.

Quando li provai qualche anno fa tendevo a considerarli quasi troppo tranquilli. Col tempo ho cambiato idea: il Tech è proprio un gran bel rasoio.

E poi c'è il Sinep After Shave Cream Cologne Flame, il dopobarba che Luca mi ha regalato.

È una crema-colonia turca, quindi un prodotto che unisce l'effetto rinfrescante e alcolico di una colonia a una componente più cremosa e idratante. Dopo la rasatura mi ha lasciato una sensazione piacevole e una buona idratazione, chiudendo bene il cerchio di questo setup.

Alla fine è stata una gran bella rasatura, che mi sono proprio goduto. Un setup particolare, quasi tutto turco, che mi ha fatto piacere provare anche per il fatto che buona parte dei prodotti arrivava da Luca.

Photos from Luigi Monaco: Appunti di Rasatura Tradizionale's post 22/09/2026

Buongiorno e buon martedì!

Oggi, con una ricrescita di due giorni, continuo il mio percorso di utilizzo delle lamette sfuse che ho da parte. Oggi è il turno della MÜSTER Super Quality.

◆ Rasoio: Edwin Jagger DE89BL
◆ Lametta: MÜSTER Super Quality – Teflon Protection
◆ Pennello: Boti N3C sintetico
◆ Crema/Sapone: The Goodfellas’ Smile Abysso
◆ Dopobarba: The Goodfellas’ Smile Abysso

La MÜSTER Super Quality è una lametta in acciaio inox con rivestimento in PTFE (Teflon), dalle informazioni che ho reperito, commercializzata da Müster & Dikson, brand italiano, con probabile produzione in Pakistan.

Veniamo alla rasatura.

Devo dire che questa MÜSTER mi è piaciuta.

Non è una lametta dall’affilatura estrema, come alcune giapponesi o russe particolarmente affilate. La sua caratteristica, almeno sulla mia barba, mi è sembrata piuttosto l’equilibrio.

Con due giorni di ricrescita, anche nelle mie zone più critiche, ha lavorato in maniera fluida e coerente, senza strappi e senza creare disconfort. Anche nei passaggi successivi si è comportata bene.

Insomma, una bella sorpresa.

Mi è piaciuto proprio questo suo modo di lavorare: magari non ha un’affilatura estrema , ma nel mio setup e con il mio modo di radermi si è dimostrata piacevole e ben gestibile.

Come sempre, sono mie sensazioni, legate al mio setup e alle mie preferenze. Cambiando rasoio, barba, pelle o tecnica, possono cambiare anche completamente le sensazioni.

Per questa prima prova, la MÜSTER Super Quality mi ha lasciato una sensazione decisamente positiva.

Photos from Luigi Monaco: Appunti di Rasatura Tradizionale's post 19/09/2026

Buongiorno e buon sabato.

Setup odierno

◆ Rasoio: Christopher Bradley in ottone, piastra C
◆ Lametta: Wizamet Super Iridium
◆ Pennello: Phoenix Artisan, Star Wisp
◆ Sapone: Phoenix Artisan Accoutrements High Jump 47
◆ Dopobarba: Hai Karate

Una delle cose che mi piacciono di Phoenix Artisan è proprio il modo in cui Douglas Smythe costruisce storie e piccoli viaggi intorno ai suoi prodotti, invece di limitarsi a dare loro un nome e un profumo. High Jump 47, primo capitolo della trilogia Agharta, richiama Operation Highjump, la spedizione che la Marina americana condusse in Antartide nel 1946-47 sotto il comando dell'ammiraglio Richard E. Byrd. Un piccolo aneddoto storico, giusto per dare un contesto, prima di passare a quello che conta davvero.

Venendo al sapone, però, quello che mi intrigava davvero era vederlo alla prova: non avevo ancora provato nessun CK6 di Phoenix, ma ne conoscevo l'ottima nomea, e oggi finalmente ho potuto verificarla di persona.
È un sapone che vuole acqua: bisogna dargliene parecchia e continuare a lavorarlo anche quando sembra di averne già messa abbastanza.
Ma quando si trova il giusto punto di idratazione, succede qualcosa che con le basi vegetali non capita sempre: la schiuma si fa densa, quasi cremosa, e mantiene una scorrevolezza costante dall'inizio alla fine della passata, senza sgonfiarsi né seccare col passare dei minuti.
La protezione residua mi ha convinto altrettanto e a fine rasatura la pelle è rimasta rilassata e morbida. Per quello che ho sentito oggi, è probabilmente uno dei migliori saponi vegetali fino ad ora utilizzati.

E poi c'è lui, il Christopher Bradley finalmente il mio CB.

Non è stato semplicissimo trovarne uno in questo periodo, per una serie di ragioni che ormai fanno parte della storia di questo rasoio. Io, però, ero già riuscito a conoscerlo abbastanza bene grazie alla generosità di un amico, Roberto Baglivo , che a suo tempo me ne aveva prestato uno e con il quale avevo provato le piastre AA, B e D, e ne ero rimasto innamorato.

Come va in mio CB con piastra C e ma**co da 3.5

Non amo parlare di "rasoio definitivo": mi sembra sempre una definizione un po' forzata e abusata . Però, se devo essere sincero, il Christopher Bradley è tra i rasoi più belli che abbia mai provato e, forse, quello con cui mi sento più in sintonia indipendentemente dalla piastre fino ad ora utilizzate , la geometria della sua testina è veramente fantastica.

Sul pennello non mi dilungo: è un sintetico Phoenix Artisan che fa il suo, senza intoppi. Rispetto ad altri pennelli Phoenix già provati, però, lo sento un gradino più ordinario — bravo e onesto, ma senza quel carattere in più a cui questo marchio mi ha abituato.

Per il dopobarba ho scelto Hai Karate, che ha alle spalle una storia piuttosto curiosa. Nato nel 1967 dalla divisione Leeming di Pfizer, aveva come slogan "Be careful how you use it", cioè "fai attenzione a come lo usi". Le pubblicità, soprattutto quelle britanniche con l'attrice Valerie Leon tra il 1969 e il 1976, giocavano sempre sulla stessa idea: un uomo qualunque, quasi impacciato, che dopo essersi messo il dopobarba si ritrovava assalito da donne fuori controllo. Al punto che ogni confezione comprendeva persino un foglietto con alcune mosse di autodifesa :-) :-)

Non avendo tra i miei dopobarba quello abbinato specificamente a High Jump 47, ho scelto di usare Hai Karate perché ci sento una similitudine olfattiva.
E qui una piccola curiosità che mi sono tolto: Hai Karate costruisce il suo fondo su eliotropio, vaniglia e fava tonka, una combinazione che in profumeria è la firma classica dell'accordo "cipriato" — quello che ricorda proprio il borotalco. High Jump 47, sulla carta, è tutta un'altra fragranza: resina di breu branco, ambra, arancia amara e muschio animalico. Eppure ambra e muschio, quando si posano sulla pelle, possono restituire una morbidezza molto simile, pur partendo da ingredienti diversi. Due strade diverse che, almeno sul mio naso, portano a sensazioni olfattive molto simili almeno per il mio olfatto fallibile.

Un grazie va a Donato Adelfio, con cui ho preso questo sapone, e a Roberto che, con la sua solita disponibilità, a suo tempo mi ha fatto conoscere il Christopher Bradley molto prima che ne avessi uno mio.

Alla fine, una rasatura che mi è piaciuta davvero tanto. Ho ritrovato le sensazioni magnifiche che il Christopher Bradley mi aveva regalato a suo tempo , e sono finalmente riuscito a provare anche il sapone Phoenix: confermo che la loro base CK6 è veramente ottima. Poi certo, le fragranze restano un fatto soggettivo — possono piacere o meno — ma qui parliamo di un prodotto oggettivamente ben fatto. Mi dispiace non aver avuto a disposizione l'aftershave abbinato specificamente a High Jump 47, ma ho rimediato con Hai Karate, che non delude mai: ogni volta che lo uso mi piace ancora di più, al punto che dovrei procurarmene una seconda boccetta, visto che anche questo non è facilissimo da reperire.

Un discorso che vale, purtroppo, anche per il rasoio di oggi: da un po' Karve ha sospeso le spedizioni verso alcuni paesi europei per via delle nuove normative UE sugli imballaggi (PPWR/EPR), troppo onerose da gestire per una piccola realtà artigianale. Il mio Christopher Bradley, alla fine, l'ho preso per il rotto della cuffia .

Photos from Luigi Monaco: Appunti di Rasatura Tradizionale's post 16/09/2026

Buongiorno e buon mercoledì!

Oggi continuo il mio percorso di prova delle lamette e lo faccio con una Gillette che non avevo mai utilizzato prima e che mi è stata regalata ieri dal mio caro amico Donato Adelfio

Una di quelle lamette che, prima ancora di metterla nel rasoio, mi hanno fatto ve**re voglia di andare a vedere un po' di storia e capire cosa avessi realmente tra le mani.

Setup utilizzato

◆ Rasoio: Edwin Jagger DE89

◆ Lametta: Gillette Bleue Extra

◆ Pennello: Boti N3C

◆ Sapone: The Goodfellas' Smile Abysso

◆ Dopobarba: The Goodfellas' Smile Abysso

◆ Gillette Bleue Extra

La prima cosa interessante è proprio la confezione.

Questa Bleue Extra è prodotta da Petersburg Products International, nello stabilimento di San Pietroburgo, quello che negli anni è diventato uno dei nomi più conosciuti tra gli appassionati di rasatura tradizionale quando si parla di produzione Gillette. La fabbrica nasce dalla collaborazione tra Gillette e il gruppo russo Leninets, avviata all'inizio degli anni '90, e negli anni ha prodotto una quantità enorme di lame destinate a mercati diversi.

La Bleue Extra, in particolare, è legata al mercato francese: il nome stesso richiama la tradizione Gillette francese e il codice EAN presente sulla confezione è quello associato proprio a questo prodotto. È interessante anche il retro della confezione, dove oltre all'indicazione dello stabilimento russo compaiono Procter & Gamble UK e Procter & Gamble International Operations in Svizzera.

Sul materiale e sul rivestimento, invece, bisogna andarci un po' più piano. Questa versione viene generalmente indicata come acciaio inox, mentre non ho trovato una documentazione Gillette sufficientemente chiara per affermare con certezza quale sia il trattamento del filo. In rete si trovano infatti informazioni diverse anche sul possibile rivestimento al platino, quindi preferisco non trasformare un'ipotesi in un dato certo.

E poi c'è la parte che interessa maggiormente me: come si comporta?

Perché di Gillette ne ho provate diverse e, fino a oggi, è un marchio con il quale mi sono trovato quasi sempre bene. Rubie, 7 O'Clock nera, Wilkinson Sword prodotta in Cina e altre Gillette che ho avuto modo di provare mi hanno dato sensazioni diverse tra loro, ma raramente mi hanno lasciato quella sensazione di rasatura poco fluida o tendenti a strappare nelle mie zone ostiche che invece ho trovato in altre lame.

Questa Bleue Extra, oggi, mi ha confermato abbastanza questa impressione.

È una lama che sento precisa, fluida e molto scorrevole, con una buona efficacia , e potenza senza impuntamenti in tutte e tre le passate , in pelo traverso e contropelo.

Non la sento aggressiva, ma nemmeno debole. La sensazione è quella di una lama capace di affrontare bene la barba senza dover insistere troppo e senza quella ruvidità che a volte si può incontrare in altre produzioni.

Ed è interessante anche il confronto con le altre Gillette.

Non direi che sia semplicemente una Silver Blue o una Platinum con un'altra confezione: non ci sono elementi sufficienti per sostenerlo. Tra gli appassionati, però, la Bleue Extra viene spesso avvicinata per comportamento ad alcune delle Gillette e delle Astra prodotte a San Pietroburgo.

Per quanto riguarda invece la mia esperienza di oggi, la metterei tranquillamente nel gruppo delle Gillette che mi hanno dato una sensazione positiva.

È una di quelle lame che, finita la rasatura, mi fanno pensare semplicemente: questa la riutilizzerei volentieri.

Ovviamente queste sono solo le mie impressioni personali.

Photos from Luigi Monaco: Appunti di Rasatura Tradizionale's post 14/09/2026

Buongiorno e buon lunedì

Oggi torno a provare la Treet Carbon Steel, una lametta che avevo già utilizzato tempo fa e volevo riprovarlo ricordi non particolarmente positivi.

Setup utilizzato

◆ Rasoio: Edwin Jagger DE89

◆ Lametta: Treet Carbon Steel

◆ Pennello: Boti N3C sintetico

◆ Sapone: The Goodfellas' Smile Abysso

◆ Dopobarba: The Goodfellas' Smile Abysso

Treet Carbon Steel

La Treet Carbon Steel è una lama particolare già per il materiale con cui è realizzata: acciaio al carbonio n**o, senza rivestimento.

Sul sito dove l’ho acquistata viene descritta come una lama dall’affilatura media, con una sensazione abbastanza decisa e un buon equilibrio tra efficacia e comfort.

Ed è proprio questo che oggi volevo capire: quanto quelle caratteristiche avrebbero trovato riscontro nella mia prova, soprattutto considerando le sensazioni non proprio positive che avevo avuto la prima volta.

Con una barba di due giorni, qualche strappo l’ho sentito, soprattutto nella prima passata e nelle zone dove la barba è più f***a e dura. Superato quel momento iniziale, però, la rasatura è proseguita senza particolari problemi.

Non la sento come una lametta particolarmente affilata, la sensazione è piuttosto quella di un’affilatura abbastanza dolce.

Rispetto alle Tatra Carbon e alle Tiger Carbon, che avevo provato in precedenza, la differenza per me è abbastanza evidente: loro erano decisamente più spiacevoli. Con questa, invece, la rasatura è stata tranquillamente gestibile.

Non è una lametta che sceglierei tra le mie preferite e, se un domani dovessi ridurre il numero di lame che possiedo, difficilmente sarebbe tra quelle da ricomprare.

Però oggi devo ammettere una cosa: la ricordavo peggio di quanto si sia dimostrata.

Queste, naturalmente, sono le mie sensazioni e il modo in cui questa lametta si è comportata nel mio setup e sulla mia barba. Altri appassionati potrebbero tranquillamente trovarsi molto bene e considerarla anche una delle loro preferite. Ed è proprio questo il bello di condividere queste esperienze: una stessa lametta può raccontare qualcosa di molto diverso da persona a persona.

11/09/2026

Buongiorno e buon venerdì. Oggi avevo voglia di una rasatura tranquilla e, visto che probabilmente nel fine settimana non riuscirò a radermi, ho deciso di anticiparla.

◆ Rasoio: Mühle R89 Black

◆ Lametta: Wizamet Super Iridium

◆ Pennello: PAA Star Wisp, 26 mm

◆ Sapone: XPEC Unscented Vintage Shaving Cream

◆ Dopobarba: Mennen

Il campioncino di XPEC mi è stato "donato" da Donato Adelfio :-) , che me ne aveva già parlato molto bene.

E devo dire che oggi ne ho avuto una bella conferma: un gran bel sapone, molto scorrevole, capace di gestire bene l’acqua e di produrre una schiuma veramente ben strutturata, con un’ottima scorrevolezza anche secondaria ed un ottima tenuta della schiuma\struttura per tutto il tempo della rasatura.

Il PAA Star Wisp è un buon pennello, con un buon backbone e punte morbide che non pungono.

Tra i pennelli PAA che ho provato è forse quello con un po’ meno personalità, più usuale, e per certi versi mi ricorda alcuni buoni sintetici Yaqi.

Ma resta comunque molto piacevole da usare.

E oggi avevo voglia anche di un Mennen, di quel genere di dopobarba classico che fa sempre piacere ritrovare.

Il risultato mi ha dato una rasatura rilassata e molto piacevole.

Secondo me, il risultato finale della rasatura dipende molto dalla sinergia tra i diversi prodotti che compongono il setup. Non basta avere una buona lametta, un buon rasoio o un buon sapone presi singolarmente: è il modo in cui riescono a lavorare insieme che, alla fine, può fare la differenza.

Oggi questa combinazione mi ha dato una bella sensazione, una di quelle che ti viene semplicemente voglia di condividere.

09/09/2026

BUONGIORNO E BUON MERCOLEDÌ

◆ Rasoio: Design94 Aviation94 – alluminio
◆ Lametta: Astra Superior Platinum
◆ Pennello: Phoenix Shaving – The Green Ray, 24mm Hybrid Tribble Synthetic, Retro
◆ Crema: Truefitt & Hill Authentic No.10
◆ Dopobarba/Colonia: 4711 Original Eau de Cologne

Questa mattina la barba non era nemmeno prevista. Era ancora corta, ma i due nuovi arrivi erano lì da qualche giorno e mi è venuta voglia di provarli, un po' per curiosità e un po' per il piacere di farmi la barba con calma.

Il pennello si fa notare subito: morbidissimo, piacevole sul viso, bello anche solo da vedere, con quella livrea "Green Ray" che ha una personalità tutta sua. Il rasoio invece è un medio peso, non leggerissimo, ma con un bel ma**co dal diametro abbastanza importante che si impugna bene e offre un ottimo grip. È molto delicato e scorrevole, ma allo stesso tempo profondo, e l'angolo corretto si trova abbastanza agevolmente grazie alla particolare conformazione del cap. Con la barba corta, che per me è spesso la più difficile da togliere bene, si è comportato davvero bene fin dal primo passaggio.

A completare il quadro c'è la profumazione della crema, particolare e piacevole, che stamattina mi andava proprio di sentire.

Sono solo le prime sensazioni. Rasatura dopo rasatura vedremo cos'altro avranno da raccontarmi questi due nuovi compagni di viaggio, e poi le condividerò sulla pagina

Photos from Luigi Monaco: Appunti di Rasatura Tradizionale's post 08/09/2026

BUONGIORNO E BUON MARTEDÌ

Il percorso di verifica delle lamette continua.

In questo periodo sto utilizzando alcune lamette singole che avevo nelle mie scorte e che, per un motivo o per l'altro, non avevo mai provato.

Non avendo il pacchetto completo, erano rimaste lì, in attesa del loro momento.

Oggi proviamo la Kingston Ultra Platinum-XT.

SETUP

◆ Sapone: The Goodfellas' Smile Abysso

◆ Dopobarba: The Goodfellas' Smile Abysso

◆ Rasoio: Edwin Jagger DE89BL

◆ Pennello: Boti sintetico N3C

◆ Lametta: Kingston Ultra Platinum-XT

QUALCHE NOTA SULLA KINGSTON ULTRA PLATINUM-XT

La Kingston Ultra Platinum-XT è una lametta in acciaio inossidabile prodotta in India e caratterizzata, come suggerisce il nome, da un rivestimento al platino.

È una di quelle lamette sulle quali non è semplicissimo trovare informazioni dettagliate. Non sembra infatti appartenere a uno dei grandi marchi internazionali più conosciuti del settore e la sua storia commerciale è piuttosto poco documentata.

Quello che sappiamo è quindi soprattutto legato alle caratteristiche della lama e alla sua produzione.

Il rivestimento al platino è naturalmente uno degli elementi che caratterizzano questa Kingston e, almeno sulla carta, dovrebbe contribuire a rendere il filo più scorrevole durante la rasatura.

Ma, come abbiamo visto tante volte in questa rubrica, leggere le caratteristiche di una lametta è una cosa.

Metterla sulla barba è tutta un'altra storia.

COME È ANDATA

La ricrescita era di due giorni: corta, f***a e dura.

La Kingston Ultra Platinum-XT mi ha dato fin dalle prime passate una sensazione abbastanza positiva.

Non è una lametta particolarmente aggressiva, anzi l'ho trovata abbastanza morbida e soprattutto scorrevole.

Il filo lavora bene sulla barba e non ho avvertito quella fastidiosa sensazione di strappo che a volte può comparire con alcune lame meno equilibrate.

La capacità di taglio è buona, anche se non la definirei una lametta particolarmente affilata o aggressiva. Il suo punto di forza, almeno in questa prima prova, mi è sembrato proprio l'equilibrio tra efficacia, scorrevolezza e comfort.

Anche nei ritocchi la Kingston si è comportata bene, senza diventare ruvida o fastidiosa sulla pelle.

Insomma, una rasatura piacevole, senza particolari sorprese negative e con una sensazione finale decisamente buona.

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