Studio Dentistico Bertucci
Chi sa ridere è padrone del mondo. (G. Leopardi)
Il nostro primo obiettivo è prenderci cura del paziente e delle sue esigenze a 360 gradi costruendo un rapporto basato sulla fiducia e sulla massima professionalità. In questo ci muovono primariamente la personale passione per il nostro lavoro e l’abnegazione nell’eseguirlo cercando di raggiungere i migliori risultati.
30/09/2022
La tua bocca sa parlare, ma tu la sai ascoltare? Approfitta del 42° Mese della Prevenzione e prenota subito una visita di controllo presso il nostro studio. Insieme, capiremo cosa ha da dirti.
09/06/2022
L' ortodonzia invisibile
Credo sia stato un gesto responsabile, dopo le parole del premier Conte di lunedì 9 Marzo, aver chiuso lo studio fino al 3 Aprile. La sicurezza di tutti ha la precedenza assoluta. Certi della vostra comprensione, ci rivedremo presto.
23/10/2019
Senza parole 😊
15/10/2019
Ai nostri pazienti offriamo anche l' arcobaleno 😂
Un doveroso plauso ad un amico, oltre che ad un eccellente parodontologo Filippo Graziani.
L’EVOLUZIONE DELLA PROFESSIONE: L'ODONTOIATRA COME SENTINELLA DELLA SALUTE
By Alessandro Genitori
Intervista al Prof. Graziani sui rischi della parodontite e delle malattie sistemiche come il diabete per la popolazione, soprattutto quando tali patologie non sono intercettate tempestivamente dal sistema sanitario. In quest’ottica il mondo odontoiatra, tra i sanitari oggi più visti dalla popolazione, può svolgere un ruolo fondamentale.
L’odontoiatria da molti anni conosce la correlazione tra le malattie paradontali e il diabete, ma solo ora sembra esserci una reale presa di coscienza.
Trovo che i tempi siano particolarmente maturi perché la comunità, e non solo quella odontoiatrica o quella degli igienisti, i quali hanno già raccolto da tempo il concetto di cura e prevenzione, ma anche buona parte della popolazione, percepisce oggi il fatto che la salute del cavo orale abbia un’importanza che va oltre il mero distretto ma che riguarda tutto il corpo. Per godere di una buona salute generale non si può più prescindere dalla salute orale. Oggi una comunità enorme di professionisti si sono raccolti nelle società scientifiche, tra cui voglio citare la Società italiana di Parodontologia ed Implantologia ma soprattutto la Federazione Europea di Parodontologia del quale sono un presidente eletto, le quali hanno cercato negli ultimi tempi di fare grandi campagne sanitarie. Questo è stato possibile non solo grazie al fatto che ci sono state delle persone di scienza e dei professionisti lungimiranti, ma anche perché ci sono state delle aziende che si sono mostrate molto sensibili verso questi argomenti. Per esempio, oggi qualsiasi pubblicità di dentifrici non parla più di denti forti ma di gengive sane, portando alla luce il fatto che il sanguinamento deve essere percepito come un campanello di allarme.
L’infiammazione della bocca è un tema importante ed eventi come quelli dell’Istituto Stomatologico Toscano sui rapporti tra l’odontoiatria e una malattia sistemica come il diabete sono fondamentali. Bisogna fare un plauso al professor Ugo Covani poiché un focus così serve a far aprire gli occhi alla comunità soprattutto in tema di prevenzione.
Lei parla di prevenzione, un tema molto caro in questo momento, ma secondo lei c’è una reale consapevolezza circa l’importanza di mantenere sano il cavo orale?
Sicuramente c’è stata un’ evoluzione in questi ultimi 20 anni, a me piace guardare il bicchiere mezzo pieno. Quindi c’è stato un grande cambiamento, c’è grande positività, oggi la prevenzione è un tema molto dibattuto e c’è grande interesse. Poi per quanto riguarda per esempio il diabete, è chiaro che nel momento in cui qualsiasi persona che ha una diagnosi di diabete o prediabete verrà mandata a fare anche una visita del cavo orale, allora si potrà dire di essere arrivati ad un buon punto. Per quanto invece riguarda tutti i pazienti diabetici che ignorano la loro condizione, il pericolo è enorme perché, come sempre succede con le patologie silenti, come per il diabete, ma lo stesso discorso potrebbe essere fatto per la parodontite, in certe situazioni danno segni di sé in stadi molto avanzati. È chiaro che la soluzione è la cultura della prevenzione, ancor più che la diagnosi o lo screening a tappeto.
Che tipo di lavoro a livello parodontale si sta facendo in questo momento a livello di prevenzione?
Come parodontologo devo dire che abbiamo fatto dei passi avanti, per esempio abbiamo rifatto la nuova classificazione della malattia parodontale un anno e mezzo fa a Chicago e abbiamo inserito fra i criteri determinati per la diagnosi anche il controllo glicemico. In quel momento erano presenti alcune personalità come il prof. Robert Genco presente anche al congresso dell’Istituto Stomatologico Toscano e questo passo avanti è stata una cosa voluta da tutta la nostra comunità. Con la consapevolezza che aumentare lo screening medico anche negli studi odontoiatri, anche con delle semplici domande, può dare davvero un grande contributo. Ricordiamoci sempre che l’odontoiatra e l’igienista sono oggi tra le figure sanitarie più viste dalla popolazione.
Un’evoluzione verso studi odontoiatri che siano anche sentinelle della salute?
Ecco, questa è una delle evoluzioni a cui dobbiamo arrivare, è la vera evoluzione della professione. Lo studio odontoiatrico dovrebbe essere un HUB della salute sistemica del benessere del paziente. Per intercettare una patologia a volte basta fermarsi e far compilare correttamente un questionario o fare poche domande in più. Alla fine l’odontoiatra o l’igienista con poche domande intelligenti potrebbero dare un grande beneficio al paziente e alla società.
Dovendo fare un riassunto dello stato dell’arte sull’odontoiatria oggi dinanzi tali patologie, quale sarebbe?
Partendo dal tema del congresso dell’Istituto Stomatologico Toscano, se trattare la parodontite di un paziente diabetico gli permette di tenere i denti in bocca, migliora la sua salute sistemica e diminuisce i costi medici, allora non ci sono controindicazioni al trattamento. Per quanto riguarda il discorso generale, se esistono pazienti diabetici che sono centinaia di milioni al mondo, 400 milioni e probabilmente di 100-200 non diagnosticato, i pazienti con la parodontite al mondo superano il miliardo. Quindi sono due piaghe sociali, sono due malattie croniche, entrambe non curabili. Tuttavia sono patologie che, se controllate, permettono a chi ne soffre di vivere una vita comunque sana ed è quindi un dovere della società e della popolazione informarsi, perché oggi abbiamo le competenze per controllare la maggior parte di questi casi.
INCIDENTI STRADALI: IL DENTISTA PUO' EVITARNE ALCUNI?
Una stima sulla sindrome delle apnee indica il 7% d'incidenti stradali che possono essere attribuiti a disturbi
curabili dai dentisti.
Suona molto strano leggere che a un convegno di
dentisti in quel di Torino (ANDI) previsto questa settimana, si parli anche di incidenti
automobilistici. Eppure così è, secondo la stima che indica addirittura un 7% dei circa 175.000
incidenti stradali registrati annualmente in Italia, attribuibili alla Sindrome delle Apnee
Ostruttive nel Sonno (Osas). L'approccio multidisciplinare alla sindrome apre ad aspetti di
ogni tipo, tra cui la guida e le cifre divulgate in tema d'incidenti sono sempre drammatiche
(250 morti e oltre 12mila feriti al volante) nonostante i sistemi ADAS; per cui l'attenzione è
dovuta anche dai dentisti, se possono dare una mano. Come? Il dentista può individuare
alcuni sintomi della malattia e stabilire se indirizzare un paziente automobilista presso un
centro specializzato, per la conferma diagnostica o addirittura, in certi casi, proporre una
terapia. I casi più lievi vengono infatti gestiti con "apparecchi" di avanzamento mandibolare e
non da pneumologi o chirurghi.
Articolo pubblicato su automoto.it del 18/11/2018
CATTIVA IGIENE ORALE LEGATA ALLA PRESSIONE ALTA
Attenzione ai sorrisi poco curati: secondo
una ricerca italiana le persone con ipertensione e in cura con farmaci ad hoc hanno maggiori
probabilità di beneficiare della terapia, se hanno una buona Salute orale.A cura di Antonella Petris
22 ottobre 2018 - 23:19
Attenzione ai sorrisi poco curati: secondo una ricerca italiana
le persone con ipertensione e in cura con farmaci ad hoc hanno maggiori probabilità di
beneficiare della terapia, se hanno una buona Salute orale. I risultati dell'analisi
dell'Università dell'Aquila, pubblicata su 'Hypertension', sono basati su una revisione dei dati
relativi ad esami medici e dentistici di oltre 3.600 persone con pressione alta. Ebbene, i
pazienti con gengive più sane hanno una pressione più bassa e hanno risposto meglio ai
farmaci per l'ipertensione rispetto ai soggetti afflitti da parodontite. In particolare, i pazienti
con malattia parodontale avevano il 20% in meno di probabilità di raggiungere livelli di
pressione sani, rispetto a quelli con una buona Salute orale. "I medici dovrebbero prestare
molta attenzione alla Salute orale dei loro pazienti, in particolare quelli che ricevono il
trattamento per l'ipertensione, e sollecitare quelli con segni di malattia parodontale a
sottoporsi a cure dentistiche", ha detto l'autore principale dello studio, Davide Pietropaoli
dell'Università dell'Aquila. "Allo stesso modo, gli specialisti di Salute dentale dovrebbero
essere consapevoli" dei riflessi sullo stato cardiovascolare. Nello studio, i pazienti con grave
parodontite avevano una pressione sistolica che era, in media, 3 mmHg più alta di quelli con
una buona Saluteorale. Anche se apparentemente piccola, questa differenza è simile alla
riduzione della pressione arteriosa che può essere ottenuta riducendo l'assunzione di sale di 6
grammi al giorno, hanno detto i ricercatori. La presenza di malattia parodontale ha ampliato
ulteriormente il divario, fino a 7 mmHg, tra le persone con ipertensione non trattata. Il
sospetto è che la malattia parodontale possa in qualche modo interferire con l'efficacia della
terapia per 'imbrigliare' la pressione. "I pazienti con pressione alta e i medici che li hanno in
cura devono essere consapevoli che una buona Salute orale può essere importante nel
controllo della condizione come interventi mirati sullo stile di vita: da una dieta a basso
contenuto di sale, al regolare esercizio fisico e al controllo del peso", ha detto Pietropaoli.
LA PAURA DEL DENTISTA: INUTILE MA SI PUO' SUPERARE
Una delle principali cause della diffidenza nei confronti della cura odontoiatrica è l’angoscia di soffrire nel corso del trattamento. La paura del dolore rappresenta uno dei principali motivi per il quale molte persone rimandano, fino a quando possibile, l’appuntamento per un controllo o una cura dal proprio dentista.
Tante possono essere le cause della “fifa” verso il dentista: precedenti esperienze negative, la difficoltà nell’accettare l’invasione di un proprio spazio corporale da parte di un “estraneo”, la proiezione nella bocca di messaggi provenienti dall’inconscio, racconti di amici o familiari. In particolare la trasmissione intrafamiliare della odontofobia è la causa più comune della paura del dentista nei bambini, che assumono su di loro ansie e timori dei genitori. Una curiosità è che come principale responsabile di tale atteggiamento è stato identificato il papà.
La paura del dentista si traduce spesso in vere e proprie manifestazioni cliniche, i cui sintomi sono tachicardia, tremore, sudore eccessivo, nausea, conati di vomito, calo di pressione.
Sappiate tuttavia che i dentisti ANDI conoscono bene l’odontofobia e sono formati per affrontarla, tramite l’utilizzo di appropriate tecniche di approccio, di motivazione e di rinforzo comportamentale. Dove non si raggiunga la giusta motivazione del paziente è possibile intervenire con procedure di sedazione cosciente raggiungendo uno stato di rilassamento del sistema nervoso centrale che pone il paziente in uno stato di calma ed tranquillità mantenendo comunque lo stato di veglia.
Bisogna però ricordare che oggi lo studio odontoiatrico è dotato di tecnologie e strumentazioni in grado di agire senza determinare nessun disagio ai pazienti.
Per la corretta risoluzione del “disturbo odontofobico” il migliore consiglio è quello di parlarne senza riserbo alcuno con il proprio dentista. Affidarsi a lui, ai suoi consigli e alle soluzioni che vi descriverà ed offrirà per superare la vostra paura è l’unica concreta modalità per oltrepassare quel timore che spesso impedisce di intercettare per tempo patologie della bocca e dei denti che, se non curate, possono poi diventare troppo gravi e richiedere interventi più complessi.
LO SAPEVI CHE:
L’erosione dentale è un problema emergente negli adolescenti
a causa dell’assunzione di bevande a base di frutta e quelle
analcoliche, come soft-drink e energy-drink. Queste bevande
oltre a contenere elevate quantità di zuccheri, sono anche
acide producendo danni allo smalto, rendendolo meno duro
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