Giovanni Giro

Giovanni Giro

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Il problema non è il mercato. Sono le abitudini tue e del team. 📩 DM → 1h analisi gratuita

24/09/2026

Sono nato in mezzo al banco di un bar, dai 14 ai 44 anni è stata la mia vita pub, bar poi ancora pub.

Poi uno schianto secco, fragoroso ma sopratutto doloroso.

La cosa di cui oggi da consulente sono certo è che al 99% se qualcuno fosse venuto ad offrirmi aiuto lo avrei mandato a stendere perché io “SAPEVO FARE IL MIO LAVORO” su questo non ci piove da me si mangiava e si beveva bene, i miei locali erano pieni…

Ero pieno di frustrazione a vedere quanto lavorassi e quanto poco mi restasse, davo la colpa al governo, alla crisi, ai competitor, peccato che se fossi stato perfetto in tutto sarebbe andata diversamente.

Se sei un ristoratore e fai la fatica che facevo io nonostante lavori 15/18 ore al giorno e le cose non vanno come vorresti.

Chiedi aiuto, questo evento è gratuito non ti impegna e ti dà un idea già concreta di cosa potrebbe essere il tuo “SO FARE IL MIO MESTIERE”

EDAC - OSM Partner Greta Fossati

15/09/2026

AIUTO, ho bisogno del tuo aiuto

Sei un mio contatto e fai l’imprenditore?
Scrivimi il tuo settore e quale senti sarebbe il principale problema da risolvere nel settore

Sto facendo una statistica
In cambio ti mando un regalo

15/09/2026

15 settembre 2012

Eravamo siamo e resteremo.

Certe persone arrivano nella tua vita senza fare rumore, giorno dopo giorno ci costruisci insieme ciò che diventerà, diventerete.
Passi momenti straordinari insieme e momenti che ti lasciano una paura indescrivibile, ma…. C’è un Ma grosso come una casa io con te so che posso navigare tutte le tempeste perché tu sei non al mio fianco ma tu sei me e io te intrecciati siamo diventati forti e indissolubili, errori, paure, persone, avvenimenti.

Tutto passa, noi restiamo, da 20anni insieme oggi sono 14 di matrimonio Irene Girò Cervi

11/09/2026

PRENDERSI CURA DI SÉ.

Stamattina il programma era semplice:
esami del sangue, barbiere, manicure.

Qualcuno potrebbe chiamarla vanità.
Io la chiamo responsabilità.

Perché prendersi cura di sé significa controllare la propria salute. Guardarsi allo specchio e piacersi. Avere rispetto del proprio corpo.

Ma questa è solo la parte che si vede.

La parte più importante è quella dentro.

Prendersi cura dei propri pensieri.
Della propria energia.
Delle persone che scegliamo di avere accanto.
Dei rapporti che abbiamo trascurato.
Della nostra famiglia.
Della nostra crescita.

E soprattutto avere il coraggio, ogni tanto, di guardarci dentro con la stessa attenzione con cui guardiamo un esame del sangue.

Perché puoi sistemare la barba, le mani, il fisico e il modo in cui ti presenti al mondo.

Ma se dentro continui a trascinarti ciò che non hai mai avuto il coraggio di affrontare, non ti stai davvero prendendo cura di te.

A 20 anni pensavo che crescere significasse diventare più forte.

Oggi penso significhi diventare più consapevole.

Un uomo curato fuori attira l’attenzione.
Un uomo solido dentro lascia il segno.

La versione migliore di noi non si trova.
Si costruisce. Ogni giorno.

E tu, da quanto tempo non ti prendi davvero cura di te?

Benessere MiglioramentoPersonale

02/09/2026

Due giornate di recupero dell’efficienza manageriale e personale, one to one per ridefinire obiettivi strategie e priorità del manager/imprenditore

E tu ti senti sgargi o efficiente e produttivo?
Scrivimi per saperne di più

26/08/2026

L’unica bugia che Pinocchio non ha mai detto: “me lo avete chiesto in tantissimi.”

Tradotto dal social-ese: “ieri ho visto il competitor incassare e mi sono illuminato.”

Tantissimi chi? Nessuno te l’ha chiesto. L’hai deciso tu. Va bene, sei libero di vendere. Il problema è la faccia commossa mentre lo fai.

Funziona ancora, ma solo su chi non ha visto lo stesso copione riciclato duecento volte. Agli altri viene da ridere. O da bloccare.

E la verità scomoda: nessuno diventa ricco con una frase in bio. Si diventa ricchi studiando, progettando, facendosi un mazzo esagerato, e diventando la miglior versione di te per il cliente. Quello che gli risolve il problema, non quello che gli vende il sogno.

Zero scorciatoie. Solo lavoro fatto bene, finché il risultato parla da solo.

Dì la verità, tanto per una volta: “Voglio i tuoi soldi e ti do qualcosa di valido in cambio.” Meno magico di Pinocchio. Ma il naso resta dov’è.

22/08/2026

3 segnali che stai demotivando il tuo team senza accorgertene.
(C’è un quarto, ed è il più pericoloso.)
Il primo: correggi gli errori in pubblico, non in privato.
Il secondo: è diventata un’abitudine quotidiana, non l’eccezione di una giornata storta.
Il terzo, quello che nessuno vede da dentro: non ti sei mai chiesto se il problema fossi tu.
Il quarto arriva dopo: il collaboratore smette di segnalare. Non protesta più. Sembra tranquillità. Non lo è.
Quanti di questi hai scambiato per pace, invece che per l’ultimo avviso prima che se ne andasse?

21/08/2026

3 segnali che hai messo la persona sbagliata nel ruolo sbagliato.

Il primo: ti chiede conferma anche per le cose che dovrebbe già padroneggiare.

Il secondo: rende bene finché nessuno la osserva, e cede sotto pressione.

Il terzo, quello che nessuno vede: è brava. Bravissima. Ma in un ruolo diverso da quello che le hai affidato.

Non è un problema di persone. È come le hai lette prima di collocarle lì.

Quale dei tre segnali riconosci nel tuo team in questo momento?

19/08/2026

Ristorante pieno ogni sera. Utile che si assottiglia ogni mese.

Il problema non erano i costi: chi sapeva cucinare serviva ai tavoli, chi sapeva stare in sala era chiuso in cucina. Da mesi.

Ho invertito i ruoli. Stessi coperti, stesso menu, margine raddoppiato in 3 mesi.

Il tuo team è nel ruolo giusto o solo nel primo posto libero che hai trovato? consulenzaaziendale imprenditoria pmi leadership crescitaaziendale teambuilding gestioneteam marginedicontribuzione foodbusiness ristorantiitaliani businesscoach vendite osmconsulting

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