Future Care
Future Care migliora la salute e la sicurezza delle persone con soluzioni tecnologiche innovative pensate per i bisogni quotidiani.
Unisce innovazione e usabilità per promuovere benessere e salute con prodotti semplici ed efficaci. Mettiamo la tecnologia al servizio delle persone. In Future Care, crediamo che l'innovazione abbia senso solo quando migliora concretamente la qualità della vita. La nostra Vision è chiara:
"Miglioriamo la salute e la sicurezza delle persone realizzando soluzioni tecnologiche per i loro bisogni quotidiani." Sviluppiamo soluzioni efficaci e user-friendly che mettono al primo posto l'esperienza di utilizzo. Sappiamo che la tecnologia migliore è quella che non ti accorgi di usare, ma che c'è quando ne hai bisogno. Per questo, i nostri dispositivi permettono alle persone di vivere in maniera sicura, monitorare la propria salute e sentirsi protette, senza complicazioni. Tutto ciò che facciamo si fonda su due pilastri:
Innovazione: Ricerchiamo costantemente nuove tecnologie per rispondere alle sfide di domani. Rispetto per le persone: La tecnologia deve essere accessibile, etica e rispettosa della dignità umana. Di cosa ci occupiamo
Assistenza agli Anziani: Strumenti per garantire autonomia e sicurezza alla terza età, offrendo tranquillità alle famiglie. Benessere e Salute: Soluzioni per il monitoraggio e la prevenzione, per prendersi cura di sé ogni giorno. Visita il nostro sito per scoprire come stiamo disegnando il futuro dell'assistenza: 👉 www.futurecare.it
21/09/2026
Sette persone su dieci darebbero volentieri al medico i dati del proprio orologio o braccialetto: passi, sonno, battito.
Meno di due lo fanno davvero. 🤷
Il dato viene da uno studio americano appena pubblicato, su oltre diciassettemila persone. Noi scommettiamo che in Italia la storia sia molto simile, ma preferiamo sentirlo da voi.
Rispondete con un numero 👇
1️⃣ Ho un dispositivo e l'ho fatto vedere al medico
2️⃣ L'ho fatto vedere, ma il medico non sapeva bene cosa farci
3️⃣ Ho un dispositivo e i dati restano nel telefono
4️⃣ Niente al polso, e sto benissimo così 😄
Taggate qualcuno che conta i passi da anni e non li ha mai mostrati a nessuno.
Fonte: JAMA Network Open, giugno 2026
20/09/2026
Voi lo sapete già chi cadrà.
Non ve lo dice un algoritmo: ve lo dice il fatto che quella signora l'avete vista camminare. Il passo che si accorcia di due dita, la mano che cerca il muro dove prima non lo cercava, il bicchiere sul comodino ancora pieno la sera. Ve ne accorgete il martedì.
Il guaio è che resta lì, nella vostra testa. Non arriva al medico, non sopravvive al cambio turno, e quando la famiglia chiede come mai nessuno se n'era accorto, "me lo sentivo" non è una risposta che vi protegge.
La tecnologia, in questo settore, ha dei precedenti: tablet comprati e mai accesi, gestionali che alla fine del turno vi hanno solo aggiunto un modulo da compilare. Lo scetticismo ve lo siete guadagnato sul campo.
Per questo il 19 ottobre a Merano non vi chiediamo di crederci. I dispositivi sono su un tavolo: si toccano, si indossano, si provano. Se dopo mezz'ora vi sembrano l'ennesima scatola inutile, lo dite, possibilmente ad alta voce.
Longennials — Viviamo di più. Viviamo bene?
Merano, Sala Civica · lunedì 19 ottobre, 14:00–18:00 · ingresso libero
se vuoi, puoi iscriverti in anticipo su: www.futurecare.it/merano2026.html
Intanto rispondete qui sotto, che siamo curiosi: quante volte avete detto "quella signora mi preoccupa" senza avere un posto dove scriverlo?
18/09/2026
«La palestra? Io la faccio al lavoro.» 🏗️
Quante volte l'avete sentita? Magari l'avete detta voi.
Uno studio appena pubblicato su The Lancet Public Health, con dati su 4,2 milioni di persone, racconta che per il cervello le cose vanno in un altro modo:
✅ chi si muove nel tempo libero ha un rischio di demenza più basso del 24%
⚠️ chi si muove per lavoro ha un rischio più alto del 20%
Stessa fatica. Risultato opposto.
Il motivo, secondo i ricercatori, è il «pacchetto». Al lavoro ci si muove con i tempi decisi da altri, con poco riposo, spesso con rumore e stress. Nel tempo libero si sceglie, ci si ferma quando si vuole, si sta in compagnia.
Due cose da sapere prima di licenziarsi 😄
1️⃣ Lo studio mostra un legame e da solo non dimostra la causa.
2️⃣ Il dato sul lavoro si basa su pochi studi, cinque. Ne serviranno altri.
Il consiglio pratico vale però già da stasera: il movimento del lavoro tenetevelo, e aggiungete mezz'ora di movimento scelto da voi. All'aperto e in compagnia, ancora meglio.
👇 Raccontateci: che lavoro fate, o facevate? E qual è il movimento che scegliete voi?
E taggate l'amico che dice sempre «io la palestra la faccio al lavoro» 😉
L'articolo completo di Enzo Felici è su LinkedIn: link nel primo commento.
16/09/2026
«Invecchiare è ancora il solo mezzo che si sia trovato per vivere a lungo.»
— Charles-Augustin de Sainte-Beuve, scrittore e critico francese dell'Ottocento
Da allora sono passati più di centocinquant'anni. Nel frattempo abbiamo inventato le creme anti-age, i sieri, gli integratori miracolosi e parecchi guru che spiegano tutto davanti a un anello di luce.
La frase regge ancora benissimo.
Anzi, fa sorridere: se invecchiare è l'unico modo per vivere a lungo, chi vi vende l'anti-age, a rigor di logica, vi sta vendendo l'anti-vivere-a-lungo.
Noi abbiamo scelto un'altra strada: invecchiare, e farlo bene.
Con questa frase si apre e si chiude Longennials, il libro di Enzo Felici. In mezzo ci sono ventidue capitoli sugli anni in più: acqua, muscoli, sonno, cadute, solitudine, soldi. Tanta ironia, e tutte le fonti citate.
E c'è un test che potete fare adesso, senza comprare niente.
🦩 Il test del fenicottero. In piedi, vicino a un muro o allo schienale di una sedia (vicino, non appoggiati). Sollevate un piede e contate. La soglia è 10 secondi.
Se vi sentite poco stabili, fatelo con qualcuno accanto.
Ce l'avete fatta? Scrivetelo nei commenti, onestamente 😄 Nel libro trovate perché proprio dieci secondi, e altri due test: quattro minuti in tutto, vestiti come siete.
📙 Longennials — Viaggio semiserio nel mondo serissimo della longevità
Su Amazon, cartaceo ed ebook, e su shop.futurecare.it
👉 Link nel primo commento
Condividetelo con chi dice sempre «io non invecchio» 😉
15/09/2026
Alle 20:30 squilla il telefono.
«Mamma, hai mangiato? Hai preso le pastiglie? Sei uscita?»
«Sì, sì, sì.»
Se questa telefonata la fate anche voi, questo post è per voi.
Secondo il Censis, quando un anziano ha bisogno di aiuto il 52,7% conta sui figli. Sull'assistenza domiciliare pubblica conta l'1,9%.
Tradotto: in Italia l'assistenza a domicilio ha il vostro numero di telefono.
Lunedì 19 ottobre, alla Sala Civica di Merano, c'è un pomeriggio pensato anche per chi fa quella telefonata.
👂 Si ascolta. Medici, operatrici e familiari raccontano come si organizza una vita intorno a un'altra vita.
🙋 Si chiede.
🖐️ Soprattutto, si prova. Dalle 14 alle 18 l'area test resta aperta: il bicchiere che registra quanto si beve, il rilevatore di cadute che tiene le immagini dentro casa, la soletta che misura come si cammina. Li toccate, li provate, ci fate tutte le domande scomode.
Uscite dal lavoro alle 17? Venite lo stesso: l'area test chiude alle 18.
E portate con voi la persona che chiamate alle 20:30. La sala è senza barriere, e il suo parere sui dispositivi conta più del nostro.
📍 Sala Civica, via Otto Huber 8, Merano
🗓️ Lunedì 19 ottobre, 14:00–18:00
🎟️ Gratis
👉 Ci si iscrive in due minuti: www.futurecare.it/merano2026.html
Taggate qui sotto un fratello, una sorella o un'amica che fa la stessa telefonata. 👇
Fonte: Censis, «Invecchiare nell'Italia della longevità», luglio 2026
12/09/2026
Sullo shop di Future Care ci sono tre libri sulla longevità. Uno costa quanto due pizze, uno quanto tre, e uno non costa niente.
Cominciamo da quello che non costa niente, che è anche il più facile da consigliare.
💧 Acqua — gratuito Undici capitoli sull’unica "medicina" che costa quasi nulla. Dieci problemi di salute raccontati uno per uno, cinque studi internazionali citati, e undici abitudini da cominciare domani mattina. Dopo i 65 anni la sete arriva tardi e sottovoce: «non ho sete» smette di voler dire «sto bene». Si scarica e basta, senza comprare niente.
📙 Longennials — 15,59 € Viaggio semiserio nel mondo serissimo della longevità. In Italia si vive in media 83 anni e se ne vivono 58 in buona salute: venticinque anni di scarto. Ventidue capitoli su acqua, muscoli, sonno, cadute, solitudine, badanti e semafori tarati sulla velocità di camminata degli anni Cinquanta. Con una tesi scomoda: le cose che allungano la vita sana sono gratis, noiose, e le sappiamo già.
📗 Longevity Intelligence — 19 € Di Raffaele Forgione, fondatore di .dopo50, il primo portale italiano dedicato agli over 50. Centoventotto pagine su come trasformare la quotidianità in un investimento sulla salute futura: alimentazione, movimento, sonno, stress, mente. Con un test per misurare il proprio L.I.Q., che è il modo più intelligente di far fare a un lettore la cosa che nessun libro riesce a far fare — cominciare.
Tre libri, tre stili, una sola idea di fondo: la longevità si costruisce con quello che fate il martedì, non con quello che comprate a dicembre.
👉 Tutti e tre su shop.futurecare.it
E ditecelo qui sotto: da quale dei tre comincereste? Io ho un’opinione ovviamente di parte, ma il gratuito lo consiglierei anche se non l’avessi scritto io.
10/09/2026
Quando mandi il tuo prodotto a due giornalisti che non conosci, sai già che una parte della recensione ti farà male.
Il 30 maggio sono uscite tutte e due. Luca Viscardi su Libero, Stefano Regazzi su TechPrincess. Voto complessivo di Viscardi: 6,6.
Ve lo diciamo noi, prima che lo scopriate da soli. E adesso vi diciamo anche i tre punti su cui erano d’accordo, che sono la ragione per cui quel 6,6 ci va benissimo.
1. Il gesto resta quello di sempre. «Prende un gesto quotidiano e lo trasforma in un dato utile», scrive TechPrincess. Nessun braccialetto da indossare, nessuna app da aprire, nessuna abitudine nuova da imparare a settantasei anni. Si beve. Il resto lo fa il bicchiere.
2. La misura dell’idratazione funziona. È la voce con il voto più alto di tutta la recensione di Libero: 8 su 10. Ogni sorso registrato in automatico, senza che nessuno debba ricordarsi di premere niente.
3. Sa chi sta bevendo. Il sensore d’impronta nel punto di presa distingue i profili: un bicchiere solo, più persone in casa. «Una buona intuizione», l’ha chiamata TechPrincess. È nato guardando le case vere, dove non c’è mai una persona sola.
E adesso la parte che nessuno pubblicherebbe volentieri. Design 6. App 6. Saturazione dell’ossigeno 6. Entrambi lo definiscono un prodotto di prima generazione, e hanno ragione: perché è un prodotto di prima generazione.
Quel 6 sull’app è superato, l'app è stata aggiornata proprio seguendo le indicazioni delle recensioni e i commenti dei nostri clienti.
Nel frattempo la cosa che Drinky fa meglio la fa già: alla fine della giornata sapete quanti bicchieri sono stati bevuti davvero, invece di quanti ne ricordate.
👉 Drinky, 69 €, su shop.futurecare.it
Fonti: Luca Viscardi, «Drinky Smart Glass: il bicchiere che monitora idratazione e salute», Libero Tecnologia, 30 maggio 2026 · Stefano Regazzi, «Drinky recensione: com’è il bicchiere smart nato in Italia», TechPrincess, 30 maggio 2026
07/09/2026
Il 2 luglio il Censis ha fatto agli anziani italiani una domanda semplice: quand’è che si diventa vecchi?
Le risposte sui compleanni sono andate in ordine sparso — c’è chi dice a settanta, chi a ottanta, chi a ottantacinque. Poi hanno chiesto quale evento segni davvero l’ingresso nella vecchiaia, e lì la sala si è compattata:
il 69,4% ha risposto «quando si perde l’autosufficienza».
Il pensionamento l’ha detto l’8%.
Tradotto: la vecchiaia ha smesso di essere una data sul calendario. È diventata il giorno in cui smetti di fare le cose da solo.
E quel giorno, a differenza di un compleanno, si può spostare in avanti.
Il 19 ottobre, alla Sala Civica di Merano, ci prendiamo un pomeriggio intero per parlare di come si sposta: medici, direttori di struttura, chi assiste ogni giorno, chi la longevità la allena in palestra. Con l’area test aperta dall’inizio alla fine — i dispositivi si toccano, non si guardano in fotografia.
Merano poi è il posto giusto per antonomasia. Da centocinquant’anni vende una promessa che oggi chiameremmo longevity: aria, acqua, movimento, tempo. La novità è che adesso quella promessa si può misurare.
📍 Sala Civica, Merano — lunedì 19 ottobre 2026 🎟️ Ingresso libero
Intanto rispondete qui sotto, e rispondete sinceramente: qual è la prima cosa che vi dispiacerebbe smettere di fare da soli? Guidare. Cucinare. Fare la spesa. Allacciarvi le scarpe.
Noi abbiamo fatto la prova in ufficio e sono uscite quattro risposte diverse in quattro persone.
Fonte: Censis, Rapporto «Invecchiare nell’Italia della longevità. Come costruire un Paese a misura di anziani», 2 luglio 2026
05/09/2026
A ogni fiera si ripete la stessa scena, con una fedeltà che ha del comico.
Sono lì con Drinky, il bicchiere che misura quanto bevi. Qualcuno si avvicina, lo guarda, e dice la stessa identica frase:
«Mi servirebbe proprio. Io non bevo mai.»
E io rispondo, semplice: «Ok. Prendilo.»
Qui succede ogni volta la stessa cosa. Una risatina. Un’alzata di spalle. Un «eh, vabbè…». La persona ha appena ammesso di avere un problema, e un secondo dopo lo archivia come una battuta.
Per un po’ ho pensato fosse questione di prezzo. Poi ho capito che è più semplice e più profondo: nella testa di quasi tutti l’acqua è acqua. Non è una cura, non è una medicina, è quella cosa gratis che esce dal rubinetto. Berne poca sembra al massimo una cattiva abitudine, come non fare le scale.
Ecco allora un numero, che ha il pregio di non avere opinioni.
In uno studio britannico su pazienti anziani ricoverati d’urgenza, chi arrivava in ospedale disidratato aveva fino a sei volte il rischio di morire durante il ricovero rispetto a chi arrivava ben idratato. A parità di età. A parità di altre malattie. A parità di gravità del quadro clinico.
Non sei volte perché erano più vecchi o più malati. Sei volte a parità di tutto il resto.
E dopo i 65 anni il corpo smette di avvertirvi: la sete arriva tardi e sottovoce, i reni trattengono meno acqua, le scorte si riducono. «Non ho sete» smette di voler dire «sto bene».
Su questo abbiamo scritto un ebook. Si chiama Acqua: undici capitoli, dieci problemi di salute raccontati uno per uno, cinque studi internazionali citati per esteso con nome e anno, e undici abitudini pratiche da cominciare domani mattina.
È gratis. 👉 Link nel primo commento.
Dentro, per chi arriva in fondo, c’è anche uno sconto su Drinky. Ma l’ebook si legge benissimo senza comprare niente — e se dopo averlo letto vi alzate solo per andare a bere un bicchiere d’acqua, ha già fatto il suo mestiere.
Fonte: El-Sharkawy A.M. et al., Hydration and outcome in older patients admitted to hospital (HOOP study), Age and Ageing, 2015
03/09/2026
Una mattina il mio misuratore di pressione mi ha annunciato, con quella voce robotica che hanno tutti:
«Complimenti. La sua pressione è 189 su 120.»
Complimenti.
Per delicatezza aveva evitato di aggiungere che ero quasi morto.
Verrebbe da riderci sopra e buttare via l’apparecchio. Sarebbe un errore, perché il numero era giusto — e senza quell’apparecchio quel numero non l’avrei mai saputo.
A maggio l’Istituto Superiore di Sanità ha pubblicato i dati dell’ultima indagine del Progetto CUORE, rilevazione 2023-2025. Fra gli uomini italiani di 35-74 anni con la pressione alta o già in terapia, il 41% non sa di essere iperteso. Fra le donne, il 31%.
E fra quelli che lo sanno va peggio di quanto immaginiate: la pressione risulta adeguatamente controllata nel 24% degli uomini e nel 19% delle donne.
Uno su quattro. Una su cinque.
L’ipertensione ha una caratteristica che la rende unica: non fa male. Non dà sintomi, non toglie il sonno, non impedisce di lavorare. Lavora in silenzio per anni e presenta il conto tutto insieme, una mattina qualunque. Si scopre soltanto andandola a cercare.
Cercarla costa quindici euro e due minuti.
👉 Misuratore di pressione da polso, 14,99 €, su shop.futurecare.it — link nel primo commento.
E adesso le istruzioni che nessuno legge, che valgono più dell’apparecchio.
Seduti, schiena appoggiata, piedi a terra, cinque minuti di calma prima. Niente caffè e niente sigaretta nella mezz’ora precedente. Il polso all’altezza del cuore, non appoggiato sul tavolo: è l’errore che falsa quasi tutte le misurazioni da polso. Due misurazioni a un minuto di distanza. Sempre alla stessa ora. E i numeri scritti su un foglio, perché un dato che non si annota è un dato che non esiste.
Una precisazione doverosa, anche se non aiuta a vendere: l’American Heart Association raccomanda il misuratore da braccio, non quello da polso. Quello da polso è più piccolo, costa meno e sta in valigia — e il miglior misuratore resta quello che si usa davvero. Ma se in casa avete già quello da braccio, tenetevi quello. Ve lo diciamo noi, che l’altro lo vendiamo.
Se assistete un genitore: la misurazione fatta insieme, alla stessa ora, diventa un rito. Fatta addosso a lui diventa una visita medica. La differenza la sentirete tutta nel tono con cui vi risponde.
Fonti: ISS, Italian Health Examination Survey — Progetto CUORE, rilevazione 2023-2025, pubblicata il 15 maggio 2026 · American Heart Association, Monitoring Your Blood Pressure at Home