Christian Faffini Dietista
Ciao! Sono Christian Faffini e sono un Dietista. Se vuoi tornare in forma o sentirti sempre meglio
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Se vogliamo capire quanto calcio ci dà davvero un’acqua, sull’etichetta dobbiamo cercare la voce “Calcio” o “Ca²⁺”, espressa generalmente in mg/L.
E qui possiamo fare un calcolo semplicissimo.
💧 Un’acqua con 300 mg/L di calcio, bevuta per 1,5 litri durante la giornata, ci porta circa 450 mg di calcio.
Non sono pochi, soprattutto se pensiamo all’acqua semplicemente come qualcosa che serve a idratarci.
E il punto interessante è che questo calcio viene effettivamente assorbito: alcuni studi che hanno confrontato acque ricche di calcio e latte hanno trovato una biodisponibilità del calcio dell’acqua paragonabile a quella del latte.
Questo può diventare particolarmente utile per chi consuma pochi latticini o, più in generale, fa fatica a raggiungere un buon apporto di calcio attraverso l’alimentazione.
🥛 E ovviamente l’acqua non deve “sostituire” gli altri alimenti che contengono calcio.
Possiamo trovarlo anche in latte e derivati, alcuni pesci, legumi, frutta secca e determinati vegetali: quello che ci interessa è la somma di ciò che riusciamo ad assumere durante tutta la giornata.
Quindi la prossima volta che compriamo l’acqua, proviamo a girare la bottiglia e leggere anche quel numerino.
Potremmo scoprire che l’acqua che beviamo ogni giorno può contribuire molto più di quanto pensiamo. 💧
28/09/2026
Questo yogurt ha 6 g di grassi. Lo lasciamo sullo scaffale? 👀
Assolutamente no, e questo è uno dei motivi per cui vi dico sempre di non fermarci a un singolo numero quando leggiamo un’etichetta.
Questo yogurt greco di pecora ha una lista ingredienti semplicissima: latte intero di pecora e fermenti lattici vivi. Stop.
Non troviamo zuccheri aggiunti e abbiamo 5,6 g di proteine per 100 g, che diventano circa 8,4 g mangiando l’intero vasetto.
È vero, essendo prodotto con latte intero ha anche 6 g di grassi per 100 g. Ma questo non significa che dobbiamo scartarlo a priori per scegliere sempre la versione 0%.
Guardiamo la nostra alimentazione nel suo insieme e soprattutto impariamo a leggere le etichette senza avere paura di un singolo nutriente.
È proprio così che diventiamo più autonomi nelle nostre scelte al supermercato!
In questi giorni mi state scrivendo in tantissimi per chiedermi informazioni sulla promo e, dietro domande diverse, mi accorgo che spesso ci sono gli stessi dubbi.
“E se questo non fosse il momento giusto?”
“E se poi faccio fatica a seguire lo schema alimentare?”
“E se per me fosse un investimento importante?”
Sono domande assolutamente comprensibili. E proprio per questo la call conoscitiva viene prima di iniziare qualsiasi percorso.
Non dobbiamo decidere alla cieca.
Ci conosciamo, parliamo della tua situazione, dei tuoi obiettivi e dei dubbi che magari ti stanno facendo rimandare da tempo. Poi capiamo insieme se il mio Percorso di Affiancamento può essere davvero adatto a te.
E se iniziamo, non significa che da quel momento dovrai fare tutto perfettamente.
Lavoreremo fianco a fianco, adattando strada facendo alimentazione e strategie alla tua vita, con un obiettivo molto più grande del semplice “seguire bene lo schema”: arrivare a saperti gestire in autonomia.
Fino a stasera a mezzanotte, in occasione del lancio della mia nuova piattaforma, puoi accedere ai Percorsi di Affiancamento con uno sconto fino a 500€. I posti sono limitati e si stanno esaurendo.
Se hai ancora qualche domanda:
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e ne parliamo direttamente insieme!
Quando vediamo il colesterolo alto nelle analisi, spesso la prima reazione è iniziare a chiedersi: “Cosa devo togliere?”
Ma vale la pena farci anche la domanda opposta: cosa manca nella nostra alimentazione?
Nel caso di Antonio uno dei punti su cui abbiamo lavorato è stato proprio l’apporto di fibre.
E qui c’è una distinzione interessante.
🌾 Non tutte le fibre sono uguali.
Tra quelle più studiate per la gestione del colesterolo ci sono le fibre solubili e viscose, presenti per esempio in avena e orzo grazie ai beta-glucani.
Per darci un riferimento concreto, EFSA riconosce che un’assunzione quotidiana di 3 g di beta-glucani da avena o orzocontribuisce al mantenimento di normali livelli di colesterolo nel sangue.
🫘 Anche i legumi sono molto interessanti perché, oltre alle fibre, ci permettono di portare a tavola una fonte proteica vegetale e di aumentare la varietà della nostra alimentazione.
E poi c’è un altro punto importante: non concentriamoci su un singolo alimento.
Quando parliamo di colesterolo dobbiamo guardare l’alimentazione nel suo complesso, insieme al movimento, allo stile di vita e naturalmente alla situazione clinica della singola persona.
Per Antonio aumentare gradualmente fibre e varietà è stato uno dei tasselli del percorso e nel tempo abbiamo osservato un miglioramento anche dell’LDL.
Questo però è il suo caso, non significa che lo stesso intervento produca lo stesso risultato per tutti.
Davanti ad analisi alterate non abbiamo bisogno di creare una lista sempre più lunga di alimenti da eliminare. Abbiamo bisogno di capire su cosa possiamo lavorare concretamente noi.
23/09/2026
Una cosa che ci tengo sempre a chiarire è che il primo incontro non serve a raccogliere informazioni per poi consegnarti uno schema alimentare standard.
Serve a capire come possiamo costruirne uno che funzioni davvero per noi!
Perché magari sulla carta sarebbe perfetto fare una determinata colazione ogni mattina… ma magari tu alle 6:30 sei già in macchina per andare al lavoro.
Oppure potrei proporti un pranzo spettacolare dal punto di vista nutrizionale, ma se hai 15 minuti e mangi davanti al computer…
Non abbiamo risolto nulla!😅
Sono proprio questi dettagli, insieme alla nostra situazione clinica, agli esami, alle misurazioni e agli obiettivi, che mi permettono di prendere delle decisioni insieme a te.
Non voglio che la tua vita debba adattarsi allo schema alimentare.
È quello che costruiamo insieme deve riuscire a diventare parte di te!
Così sarà tutto più semplice.
E da lì, piano piano, lavoriamo per arrivare al nostro vero obiettivo: renderti sempre più autonomo nella gestione della tua alimentazione.
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Quando confronti due confezioni di tonno, ricordati una cosa: guarda i valori nutrizionali sullo stesso riferimento, per esempio 100 g di prodotto sgocciolato.
Altrimenti rischi di confrontare numeri che si riferiscono a quantità diverse.
🐟 E il tonno sott’olio una volta sgocciolato?
Una parte dell’olio rimane comunque nel prodotto e contribuisce all’apporto energetico. Non è necessariamente un problema: va semplicemente considerato nel contesto del pasto e delle tue esigenze.
🧂 Occhio anche al sale.
Più che fermarti alla lista degli ingredienti, confronta i grammi indicati nella tabella nutrizionale: tra due prodotti possono esserci differenze interessanti.
Come riferimento, l’OMS raccomanda agli adulti di rimanere sotto i 5 g di sale al giorno, equivalenti a circa 2 g di sodio.
Un’altra cosa che nel Reel non abbiamo approfondito: variare il pesce che portiamo a tavola è sempre una buona idea!
Lo scatolame non sostituisce in alcun modo il pesce fresco o surgelato come qualità…è sempre buona abitudine tenerlo come emergenza!
Il tonno è un pesce predatore e alcune specie di maggiori dimensioni possono accumulare quantità più elevate di mercurio. Quindi è bene alternarlo durante la settimana con altre specie, compresi pesci più piccoli.
Il nostro percorso deve funzionare anche quando la vita non è perfetta.
Sai… essere super rigidi per qualche settimana può anche darci la sensazione di stare facendo tutto bene: niente sfizi, niente cene fuori, allenamenti tutti i giorni, alimentazione seguita alla lettera.
Ma quanto riusciamo davvero ad andare avanti così?
È proprio per questo che nei miei Percorsi di Affiancamento preferisco lavorare in maniera diversa.
Inseriamo gradualmente nuove abitudini e diamo loro il tempo di diventare parte della nostra normalità. Non dobbiamo stravolgere tutto dall’oggi al domani.
Voglio che arrivi un momento in cui organizzare i nostri pasti, muoverci, concederci uno sfizio o gestire una cena fuori non significhi più essere “dentro” o “fuori” dal percorso.
Semplicemente, sappiamo come gestirci.
Ed è questa l’autonomia che voglio costruire insieme a te: raggiungere i nostri obiettivi è importante, ma voglio anche darti gli strumenti per mantenerli nel tempo senza avere sempre bisogno di qualcuno accanto.
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Ti aspetto in call! 🙌
19/09/2026
Questi sono 3 yogurt greci che per me sono veramente tanta roba, ma più che dirti quale comprare, voglio lasciarti qualche indicazione per riuscire a sceglierlo anche da solo.
🥛 Partiamo dagli ingredienti: in uno yogurt greco bianco possiamo trovare una lista molto semplice, composta essenzialmente da latte e fermenti lattici vivi. In alcuni prodotti può esserci anche crema di latte, soprattutto nelle versioni più grasse, e non significa automaticamente che siano peggiori.
💪 Guardiamo poi le proteine... Il processo di produzione dello yogurt greco porta a concentrare maggiormente alcuni nutrienti e possiamo trovare tranquillamente prodotti con circa 9-10 g di proteine per 100 g. In un vasetto da 150 g arriviamo quindi intorno ai 15 g.
E lo 0% di grassi? Non è necessariamente “migliore”. Se vogliamo un prodotto meno energetico può essere comodo, mentre una versione con più grassi può avere perfettamente spazio nella nostra alimentazione. Dipende sempre da cosa ci serve e da come componiamo il resto della giornata.
🇬🇷 Una chicca che in pochi guardano: se vogliamo acquistare uno yogurt effettivamente prodotto in Grecia, non fermiamoci alla scritta “yogurt greco” davanti alla confezione. Giriamola e controlliamo l’origine del latte e il luogo di produzione!
Alla fine non ci serve ricordare a memoria tre vasetti da comprare...
Ci serve imparare a girarli, leggere quello che c’è scritto e scegliere quello più adatto a noi🙌
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Quando riceviamo una diagnosi di insulino-resistenza, una delle prime paure è spesso questa: “Quindi adesso devo eliminare i carboidrati?”
Non necessariamente.
Pane, pasta, patate o una pizza non diventano improvvisamente alimenti proibiti. Quello su cui possiamo lavorare è come li inseriamo all’interno della nostra alimentazione e del nostro stile di vita.
Per esempio, possiamo scegliere più spesso cereali integrali e altre fonti ricche di fibre e costruire pasti in cui i carboidrati siano accompagnati da verdure, una fonte proteica e grassi.
Ma c’è un altro pezzo importantissimo che va oltre quello che mettiamo nel piatto: il movimento.
🚶 Anche una semplice camminata può avere un ruolo interessante. La contrazione muscolare favorisce infatti l’utilizzo del glucosio da parte del muscolo e l’attività fisica regolare è uno degli strumenti su cui possiamo lavorare per migliorare la sensibilità insulinica.
E non significa che da domani dobbiamo allenarci sette giorni su sette.
Significa trovare un'attività che riusciamo davvero a portare avanti con costanza, proprio come abbiamo fatto con Chiara.
Perché davanti a una condizione clinica abbiamo bisogno di indicazioni personalizzate, certo, ma non necessariamente di una vita fatta di rinunce.
Dobbiamo capire cosa possiamo mangiare, come possiamo gestirlo e costruire insieme qualcosa che sia sostenibile anche tra qualche anno.
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16/09/2026
Raggiungere il nostro obiettivo è importante, ma una delle domande che dovremmo farci durante il percorso è: “Quello che sto facendo oggi, riuscirò a portarlo avanti anche dopo?”
Perché è proprio qui che spesso nasce il problema.
Se per arrivare all’obiettivo abbiamo bisogno di controllare tutto, rinunciare continuamente alle occasioni sociali e vivere ogni deviazione dallo schema alimentare come un errore, sarà molto difficile immaginare di continuare così negli anni.
Nel nostro metodo infatti, lavoriamo anche su situazioni molto più concrete!
🍕 Come gestire una cena fuori senza pensare di aver rovinato la settimana.
🏃 Come mantenere il movimento anche nei periodi in cui abbiamo meno tempo.
🍝 Come regolare quantità e pasti senza avere bisogno di controllare tutto alla perfezione.
E soprattutto, come riconoscere quando possiamo essere più flessibili senza avere la sensazione di stare mollando.
Perché mantenimento non significa continuare per sempre a fare esattamente quello che facevamo durante la fase di cambiamento.
Significa arrivare gradualmente a un nuovo equilibrio, compatibile con il nostro corpo ma anche con la nostra vita.
Il mio obiettivo è arrivare al punto in cui, il mio cliente, sa gestirsi da solo.
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