SoulSpension - la sospensione posturale
SoulSpension, nato come SoulMat, è un tappetino per l’Anima
È uno strumento per l’AutoTrattame
SoulSpension, nato come SoulMat, è un tappetino per l’Anima
È uno strumento per l’AutoTrattamento del MaldiSchiena e della Rigenerazione CorpoMenteSpirito
SoulSpension è semplice, leggero, studiato appositamente per essere anche portatile, rilassa e mobilizza le fasce muscolari e nervose che sostengono la colonna vertebrale. SoulSpension e in particolare gli elementi che lo compongono, assicura con pochi e semplici gesti un auto massaggio su tutto il rachide ottenuto per effetto della pressione del corpo stesso.
26/09/2026
✨ QUI ED ORA — IO SONO IL CIELO, NON SONO LE NUVOLE
📍sabato 17 e domenica18 ottobre - presso Sala del respiro Vitale:
2 sessioni esperienziali, 2 al giorno
Una di mattina (10.30-11.00) e una di pomeriggio (16.00-17.00)
Il 17 e 18 ottobre saremo a Lucca, ospiti della rassegna Qui ed Ora, con conferenze e classi esperienziali dedicate alla presenza, al corpo e a quello spazio interiore che rimane aperto anche quando la vita attraversa cieli molto nuvolosi.
Insieme esploreremo il corpo, il respiro e la presenza, attraverso la pratica e l’utilizzo degli strumenti della SOSPENSIONE POSTURALE.
Che cosa succede quando ciò che comprendiamo smette di essere soltanto informazione intellettuale e mentale e diventa esperienza incarnata?
Un’esperienza da vivere insieme, per tornare al Qui ed Ora, ascoltare ciò che c’è e lasciare spazio a ciò che può emergere.
Le nuvole passano, il cielo rimane.
E noi possiamo imparare a incarnare la presenza di essere il cielo, non le nuvole.
Hai il tuo Soulspension®️? Portalo.
Non ce l’hai? Te lo prestiamo noi.
Vi aspettiamo a Lucca. 🌿
Info e contatti:
📞348 354 3096
✉️ [email protected]
🌐 www.soulspension.com
05/09/2026
04/09/2026
Cogliere la Trama - Vedere Oltre
Non si tratta di scavalcare e salire sopra ciò che sento, ma di scendere più intimamente dentro ciò che sono.
Osservare come la moda di alzare l’energia rischia, a volte, di allontanarmi da ciò che sto vivendo.
Posso invece avvicinarmi a ciò che sento, fino a trovare, dentro quella stessa esperienza, qualcosa di più ampio.
Di infinito ♥️
Pat🌹
14/08/2026
14 agosto 2026
Nono giorno fuori dall’ospedale
40 gradi all’ombra 😵💫
Oggi ci sono due cose che voglio fissare qui, perché non voglio dimenticarle.
La prima riguarda la macchia al seno.
Perché l’ospedale è un po’ come il meccanico: parti per cambiare le pasticche dei freni e non sai mai con quale pezzo di ricambio tornerai a casa. Io ero entrata con una polmonite e adesso, andiamo a vedere questa macchia al seno.
Oggi sono andata a parlarne e lunedì mattina alle 10:30 ho appuntamento con il chirurgo senologo. E mi sono resa conto di quanto, in questi giorni, abbia lottato dentro di me per non accettare questa parte della mia vita.
Era come se dicessi: il seno no. Non ci voglio andare. È brutto. Non è vero.
E invece, proprio mentre mi sto esercitando a ricevere, mi sono accorta di una cosa: se voglio davvero imparare a ricevere, non posso ricevere soltanto quello che mi piace, quello che desidero, quello che ho voglia di ricevere.
Oggi mi sono accorta che il mio ricevere aveva ancora delle condizioni.
E quindi… Anche questo.
Anche quello che mi spaventa, su cui ci costruisco subito una storia spaventosa e drammatica.
Anche quello che non “capisco”.
Anche quello che non avrei scelto.
Perché bello e brutto, giusto e sbagliato, sono forse soltanto categorie che la mia mente utilizza per dividere la realtà.
E questa consapevolezza mi ha fatto cambiare completamente atteggiamento.
Adesso sono curiosa. Sono curiosa di andare lunedì e vedere che cosa viene fuori da questa visita. Non so che cosa succederà e non ho bisogno di saperlo adesso.
Adesso respiro e mi amo.
Posso semplicemente andare incontro a quello che c’è.
La seconda cosa che oggi mi ha toccato molto è arrivata ascoltando un bellissimo podcast di un medico americano che ho amato molto, non ricordo esattamente il cognome.
Ascoltandolo, mi sono resa conto di quanto, soprattutto nel nostro mondo occidentale, ci sia questa continua ricerca del divino, dello spirituale.
Cerchiamo il divino nelle cerimonie, nei ritiri, nei corsi sempre più fighi ed esotici, nelle esperienze particolari, nelle cose che hanno un’apparenza spirituale.
E invece mi sono accorta, prima che ci estinguiamo per stupidità’!
che il divino è ovunque.
È proprio qui. Molto vicino!
Magari nel mio seno!
In ogni momento. In ogni respiro.
In ogni battito di ciglia.
In ogni cosa che accade.
E forse la vita vera è vivere ogni momento come qualcosa di sacro, senza doverlo per forza trasformare in qualcosa di speciale.
Perché altrimenti rischiamo di creare ancora più divisione: dividiamo ciò che è spirituale da ciò che non lo è, ciò che è bello da ciò che è brutto, ciò che è giusto da ciò che è sbagliato e le persone “giuste” da quelle “non troppo giuste”.
E io ora scelgo di smettere di vivere così.
È troppo faticoso 😓
Scelgo di essere presente.
In ogni luogo. In ogni minuto. Dentro me stessa.
Scelgo di smettere di giudicare tutto e tutti.
Scelgo di smettere di parlare delle altre persone.
Scelgo di essere presente alla meraviglia della mia vita e di me stessa.
E forse oggi mi sono accorta che le due cose sono la stessa cosa.
Ricevere tutto.
Riconoscere il sacro in tutto.
Non soltanto in ciò che scelgo.
Non soltanto in ciò che mi piace.
Ma nella vita, esattamente così com’è.
Hai visto mai 😉
Con affetto Pat 🌹
Ps: foto, con il mio meraviglioso “nipotino”
E magliette sagge nell’ ascensore dell’esselunga
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