Salute, Benessere e Nutrizione
Pagina informativa sulla salute e benessere fisico attraverso una corretta alimentazione.
27/09/2019
In aumento l’obesità fra adulti e bambini: colpa dell’alimentazione e della sedentarietà - La Stampa Livelli triplicati dal 1975. lo stile di vita e le maggiori comodità hanno influito sul fenomeno
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14/08/2019
La flora batterica intestinale
Avete mai sentito la frase: “L’intestino è il nostro secondo cervello”?
Le ragioni sono dovute sia alla complessità nelle attività del nostro apparato digerente ma soprattutto al fatto che talvolta è sufficiente un piccolo malfunzionamento, anche temporaneo, per creare delle ripercussioni nello stato del nostro benessere psicofisico generale.
Scopriamo ora qualcosa su un aspetto del suo funzionamento: la flora batterica intestinale.
Il nostro apparato digerente, ed in particolare il nostro intestino, è colonizzato da più di 500 specie diverse di microrganismi, noti come flora batterica. Alcuni di natura anaerobica (bifidobatteri), altri aerobica (lattobacilli).
In condizioni normali, si crea uno stato di simbiosi tra la flora batterica e l’intero organismo. Quest’ultimo fornisce ai batteri del materiale indigerito per il loro sostentamento ed in cambio loro svolgono diverse funzioni benefiche.
Quando questo rapporto funziona bene si parla di eubiosi.
Ruolo della flora batterica
1. Garantisce l’integrità della mucosa intestinale.
2. Produce sostanze che rappresentano una fonte di energia per le cellule epiteliali dell’intestino.
3. Ha una funzione protettiva contro l’invasione dei batteri patogeni grazie sia all’effetto barriera che alla produzione di sostanze antimicrobiche.
4. Promuove l’azione pro-infiammatoria del sistema immunitario intestinale.
5. Favorisce i processi digestivi e l'assorbimento, mantenendo sana ed efficace la mucosa intestinale.
6. Previene disturbi come colite, diarrea e stitichezza.
7. Produce alcune vitamine, tra le quali la vitamina B12 e la vitamina K.
8. Produce alcuni aminoacidi (arginina, glutammina e cisteina).
9. Interviene nel metabolismo degli acidi biliari e della bilirubina.
Disbiosi. Le cause
Una diminuzione del numero di “batteri buoni” causa uno squilibrio nell’azione simbiotica. In questi casi si parla di disbiosi.
Le cause della disbiosi possono essere molteplici:
1. Dieta povera di fibre o troppo ricca di cibi molto elaborati
2. Consumazione troppo veloce dei pasti e spesso associata ad una scarsa masticazione.
3. Presenza ormai frequente di inquinanti nei cibi che consumiamo.
4. Ritmi di vita irregolari che portano a consumare i pasti ad orari ed in quantità molto variabili.
5. La sedentarietà e lo stress contribuiscono in maniera significativa
6. L’abuso di lassativi o di alcune classi di farmaci con hanno effetti gastrolesivi.
7. Devastante infine è l’effetto degli antibiotici che, in un solo ciclo di cura, riescono a distruggere la quasi totalità della flora batterica intestinale.
Disbiosi. Le sue conseguenze
Le conseguenze possono essere:
1. Iperproliferazione di patogeni a livello intestinale.
2. Può portare nel tempo a patologie importanti tra le quali: diverticoli, morbo di Crohn e anche tumori dell’apparato digerente.
3. Compromissione della permeabilità intestinale con conseguente possibile sviluppo di allergie.
4. Alcune sostanze tossiche, in assenza di barriere protettive, vengono direttamente assorbite e vanno a nuocere a fegato e pancreas.
5. Alcuni dei sintomi meno gravi spesso non vengono immediatamente correlati a processi disbiotici in atto: ad esempio problemi digestivi o anche insorgenza di stanchezza cronica.
Come ristabilire il giusto equilibrio
In caso di disbiosi si può intervenire con l’assunzione di:
1. probiotici (microrganismi vitali capaci di mantenere o migliorare la flora batterica intestinale), da non confondere con dei semplici fermenti lattici.
2. prebiotici, sostanze che arrivano indigerite fino nel colon e lì producono delle sostanze che nutrono la flora batterica esistente. I prebiotici sono contenuti, anche se in concentrazione limitata, in vari alimenti come: cicoria, ca****fo, porri, asparagi, aglio, cipolla, miele, banane, soia e avena.
Per migliorare l’equilibrio del nostro apparato digerente è fondamentale evitare il più possibile ogni fonte di stress, seguire un’alimentazione equilibrata e svolgere una sostenibile attività fisica.
Alla base del nostro benessere c’è soprattutto la conduzione di un corretto stile di vita salutare.
Giovanni Ferlito
09/08/2019
L’importanza della prima colazione (scritto da Giovanni Ferlito)
Saltare la prima colazione è uno degli errori alimentari oggi più frequenti.
Una ricerca statistica condotta nel nostro paese da Eurisko nel 2005 indica che, sebbene il 90% della popolazione dichiari di fare la prima colazione, solo poco più del 30% consuma un pasto adeguato dal punto di vista quantitativo e qualitativo prima di affrontare la giornata. La maggior parte degli adulti si limita ad un caffè al bar o al massimo ad un cappuccino.
Perché si salta la prima colazione?
Un’indagine più approfondita condotta da Eurisko nel 2007 su un campione della popolazione italiana, mette in evidenza le cause principali che portano a non fare il primo pasto della giornata: l’abitudine, la fretta e la mancanza di appetito.
Perché la colazione è il pasto più importante della giornata?
Innanzitutto è il pasto che in genere segue il periodo più lungo di digiuno dell’organismo, considerando una regolare notte di sonno.
Costituisce circa il 20-30% dell’apporto calorico giornaliero. Saltarla può causare stanchezza, sonnolenza, difficoltà di concentrazione e ipoglicemia e nel tempo contribuisce notevolmente all'aumento di massa grassa.
E’ importante sapere che nelle prime ore del mattino si hanno i livelli più alti di cortisolo, rispetto all’intera giornata.
Il cortisolo è un ormone prodotto dalle ghiandole surrenali ed è famoso per essere l’ormone dello stress.
In presenza di alti livelli di cortisolo, l’organismo tende a bruciare meno calorie, rallentando il metabolismo e a trasformare il tessuto muscolare in tessuto adiposo. In tali condizioni, quindi, fornire un’adeguata alimentazione è fondamentale, ma attenzione: una colazione ricca di zuccheri avrebbe il solo scopo di fornire all’organismo materia prima da trasformare in massa grassa.
La letteratura scientifica ha dimostrato ampiamente la correlazione tra la prima colazione e la perdita di grasso corporeo.
Nel 1992 David G. Schlundt pubblicò il risultato di uno studio condotto su due gruppi di persone monitorate per 12 settimane. Entrambi i gruppi assumevano nel corso delle 24 ore lo stesso identico numero di calorie ma distribuito in un caso su 2 pasti e nell’altro su 3 pasti (in più avevano la prima colazione).
Alla fine del periodo di osservazione il gruppo che consumava la prima colazione aveva perso il 28% di peso in più rispetto ai membri dell’altro gruppo.
Un consiglio
Se il tuo obiettivo è ridurre la massa grassa, saltare la prima colazione, pensando magari di ridurre l’apporto calorico del tuo bilancio alimentare, è decisamente una scelta sbagliata. Il rischio? Nel giro di appena un anno potresti trovarti anche con due o tre chili in più di massa grassa solo per aver fatto questa scelta sbagliata.
Già che ci siamo, facciamola bene
Cosa evitare
Un’abbinata classica, soprattutto per chi fa colazione al bar, è cappuccino e brioche. Purtroppo, non si tratta di un menù sano: le brioches sono ricche di grassi idrogenati, contengono moltissime calorie e in più hanno un basso potere saziante. Attenzione anche ai cornflakes: spesso hanno poche fibre e un alto contenuto di zuccheri, soprattutto se sono abbinati a cioccolato e ad altri sapori dolci. Meglio controllare il contenuto riportato sulla confezione e verificare le quantità di zuccheri e il valore energetico (non dovrebbe superare le 300 calorie per 100 grammi). Se vi piacciono le fette biscottate, ricordate che hanno più calorie del pane: contengono infatti più grassi, necessari ad ottenere una buona tostatura.
In generale un elevato contenuto di zuccheri al mattino causa un rapido innalzamento dei valori della glicemia (iperglicemia) e costringe il pancreas a secernere dosi elevate di insulina per riportare questi parametri a valori standard. L'insulina prodotta però è così elevata da far abbassare troppo questo valore, causando nel giro di qualche ora uno stato di ipoglicemia. Questo fenomeno è il motivo per cui a metà mattina avvertiamo quel senso di fame che spesso cerchiamo di spegnere con uno spuntino, che nella maggior parte dei casi è ricco di zuccheri o comunque non rappresenta un alimento nutrizionalmente sano per il nostro corpo.
Cosa preferire
Una colazione bilanciata dovrebbe contenere un apporto calorico pari almeno al 20% del nostro fabbisogno giornaliero. Ma soprattutto la scelta degli alimenti deve essere fatta in modo da evitare l’innalzamento repentino del picco glicemico.
Un corretto bilanciamento tra grassi, carboidrati, proteine, fibre e sali minerali.
Latte o yogurt parzialmente scremato, un biscotto secco (no ai frollini, troppo calorici), pane integrale con marmellata o miele, the e caffè. Evitare in ogni modo di usare zucchero. Preferiamo un frutto di stagione o il succo di frutta fatto in casa (no a quelli confezionati). Chi preferisce i sapori salati può optare per un formaggio magro e fresco da spalmare su una fetta di pane integrale, oppure per un po’ di bresaola, sempre da accompagnare a una fetta di pane, o per il classico uovo, meglio alla coque, il più digeribile in assoluto. Infine, chi ha un’attività fisica intensa, può concedersi qualche quadratino di cioccolato fondente o una manciata di muesli, per fare il pieno di energia.
Giovanni Ferlito
Bel video che spiega come devono essere distribuiti gli alimenti durante la giornata.
Video molto interessante sui nutrienti e sulla loro funzione.
29/07/2019
Il Senso di stanchezza (scritto da Claudio Guglielmino)
Oltre a varie cause patologiche, il senso di stanchezza può essere dovuto ad una cattiva alimentazione o ad uno stile di vita poco sano.
Un'alimentazione che riduca il senso di stanchezza deve essere equilibrata e ricca di alimenti che garantiscano un apporto costante di energia al nostro organismo.
In quest'ottica è importante fare piccoli pasti ad intervalli regolari e non lasciare quindi il nostro organismo a digiuno per troppo tempo per evitare i cali glicemici.
È importantissimo anche riequilibrare l'apporto dei sali minerali (magnesio e potassio in particolare) e delle vitamine. Quando si parla di stanchezza fisiologica, infatti, un'alimentazione che garantisca all'organismo una giusta quantità di sali minerali e vitamine, può essere sufficiente a ridurre i sintomi di spossatezza.
Talvolta la stanchezza può essere dovuta ad una alimentazione eccessivamente ricca di zuccheri in quanto, ad un iniziale aumento del livello di energia, segue un successivo crollo nel quale l'individuo si sente stanco e tende ad avere bisogno di altri cibi dolci innescando così un pericoloso circolo vizioso.
Questo tipo di stanchezza genera una forma di dipendenza in quanto tanto maggiore è il consumo di zuccheri tanto maggiore è il bisogno di consumarli per fornire energia all'organismo.
Chi soffre di stanchezza dovrebbe invece consumare cibi che forniscano energia che duri più a lungo come, ad esempio, frutta secca e semi.
Il peso corporeo, infine, può incidere sul senso di stanchezza e chi si trova in una situazione di sovrappeso spesso accusa sintomi di affaticamento cronico.
Claudio Guglielmino
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