Studio Abhaya - Yoga e Ayurveda
Corpo.Natura.Cielo. Guido all’ascolto onesto di sé, mettendo in relazione ciò che viviamo come separato.
Formatrice Yoga Planet e Ayurveda
Monaci Erranti
Portale Online
Yoga • Ayurveda • Embodiment • Formazione
05/10/2026
Ieri Remedia ha fatto viaggiare noi collaboratori tra piante e alberi, tra Spiriti degli Alberi e Fiori di Bach.
Negli appunti, accanto alla Quercia, ho scritto coerenza. Radice, farsi Casa, presenza. È molto di ciò che cerco di trasmettere attraverso il mio lavoro.
E mentre scrivevo, circondata letteralmente da ginepri, pensavo a una scelta che porto avanti da anni nell’Ayurveda: studiare anche le piante del territorio in cui vivo.
Non è casuale.
In Ayurveda il deśa, il luogo, riguarda sia la persona sia il rimedio. Dove siamo nati e cresciuti, il clima e le abitudini sviluppate nel tempo, fanno parte di ciò a cui il corpo si è adattato. Anche una pianta porta il proprio territorio con sé. Terreno, clima, stagione e raccolta contribuiscono alle sue qualità.
È da questa relazione tra persona, territorio e rimedio che anni fa ho inserito le piante mediterranee nel mio lavoro con Yoga e Ayurveda, dalla formazione ai trattamenti e oltre. Salvia, rosmarino, olivo, malva, ortica appartengono al paesaggio in cui viviamo. Possiamo conoscerle anche fuori dai libri.
Nei prodotti Remedia ho trovato un passaggio concreto tra questo principio ayurvedico e il territorio in cui vivo.
Lucilla e Hubert le piante e il territorio li incontrano davvero. Hanno costruito Remedia da quella relazione con la natura, rimanendo autentici e fedeli a sé stessi e alla natura.
In questo mi riconosco molto. Ho sempre fatto le cose al mio ritmo, anche quando intorno correvano tutti. La natura, su questo, è piuttosto chiara.
Una fioritura non arriva prima per stare al passo con qualcun altro, 𝐭𝐮𝐭𝐭𝐨 𝐡𝐚 𝐢𝐥 𝐬𝐮𝐨 𝐭𝐞𝐦𝐩𝐨 𝐞 𝐥𝐚 𝐬𝐮𝐚 𝐞𝐬𝐬𝐞𝐧𝐳𝐚.
Anche nell’embodiment il contatto con la natura è importante. Odori, temperatura, suoni, terra sotto i piedi. Il corpo torna a partecipare a ciò che ci circonda.
D’altronde nella relazione fra macrocosmo e microcosmo, 𝐚𝐬𝐜𝐨𝐥𝐭𝐚𝐫𝐞 𝐞 𝐜𝐨𝐧𝐨𝐬𝐜𝐞𝐫𝐞 𝐥𝐚 𝐧𝐚𝐭𝐮𝐫𝐚 𝐬𝐢𝐠𝐧𝐢𝐟𝐢𝐜𝐚 𝐚𝐧𝐜𝐡𝐞 𝐚𝐬𝐜𝐨𝐥𝐭𝐚𝐫𝐞 𝐞 𝐜𝐨𝐧𝐨𝐬𝐜𝐞𝐫𝐞 𝐧𝐨𝐢 𝐬𝐭𝐞𝐬𝐬𝐢.
In momenti così, l’anima canta.
Da quanto non vivi la natura ascoltando ciò che ha da dirti?
E da quanto tempo non ti ascolti con la stessa attenzione? 🌿
30/09/2026
A ottobre Sentiero di Luna cambia orario. Ci troviamo al mattino, in giardino, e questa volta ci fermiamo anche per il brunch! 🌑☕️
Nelle scorse edizioni è successo spesso che partendo da una carta, da un simbolo o da un passaggio astrologico, finissimo a guardare molto concretamente qualcosa che nella vita stavamo già vivendo. Una scelta continuata a rimandare, un ruolo che ormai ci stava stretto, un’intenzione che sulla carta sembrava importante ma a cui, nei fatti, non stavamo dando spazio.
È lì che questi strumenti diventano interessanti per me. Non quando ci dicono cosa fare, ma quando mettono a fuoco qualcosa a cui magari stavamo girando intorno da un po’.
La Luna Nuova porta l’attenzione dentro, e quando ciò accade gli occhi si chiudono ma lo sguardo si apre. 👁️
Sabato 10 ottobre ci ritroviamo alle 10 e iniziamo con un’ora di Yoga sulle energie lunari, che sarà anche l’ultima pratica in giardino di questa stagione. 🍁
Poi entreremo nei temi della Luna Nuova e lavoreremo sulle intenzioni anche attraverso il proprio tema natale. Ci saranno i tarocchi con Catchy e inaugureremo il piccolo quaderno personale di Sentiero di Luna. ✨
Ci scriveremo intenzioni, appunti, simboli, domande e lo riapriremo anche negli appuntamenti successivi. Sarà bello vedere, con un po’ di distanza, cosa nel frattempo è cambiato davvero.
Potete restare per tutta la mattina oppure scegliere solo una parte.
📍 Santa Maria Nuova
Posti limitati, prenotazione necessaria.
Per partecipare scriveteci in privato. 🌙
19/09/2026
Antahkarana, nella tradizione yogica, è lo “strumento interno”. È ciò attraverso cui osserviamo, interpretiamo, ricordiamo, scegliamo. Riguarda anche il modo in cui reagiamo e il modo in cui scegliamo di stare in quello che accade.
Da qui è nato “The Inner Instrument”, il progetto che abbiamo portato a NanoInnovation 2026 a Roma insieme a Keke.
Il rapporto tra il mondo scientifico e quello spirituale continua ad affascinarmi sempre di più. Accorgermi che, cambiando punto di osservazione, emergono relazioni che prima non vedevo. E che escludere in partenza ciò che appartiene a un altro linguaggio significa, a volte, perdere una parte della domanda.
La mia breve esperienza nel semestre filtro di Medicina me lo aveva fatto capire ancora più chiaramente. Più mi addentravo nella fisica, nella chimica e nella biologia, più incontravo connessioni che non mi aspettavo. A volte erano gli stessi professori a fare paragoni con concetti che conoscevo attraverso l’Ayurveda.
Non penso che questi mondi vadano confusi o sovrapposti. Mi interessa però quello che succede quando smettiamo di considerarli incompatibili a priori e lasciamo che possano interrogarsi a vicenda.
Nella sessione abbiamo spostato l’osservazione sul corpo, sul respiro, sull’attenzione e su ciò che cambia quando cambia il nostro stato.
Grazie a Keke per aver condiviso con me questo lavoro, e a 𝐅𝐨𝐧𝐝𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐁𝐫𝐮𝐧𝐨 𝐊𝐞𝐬𝐬𝐥𝐞𝐫 e 𝐍𝐚𝐧𝐨𝐈𝐧𝐧𝐨𝐯𝐚𝐭𝐢𝐨𝐧 per l’invito e per aver dato spazio a un’esperienza di questo tipo all’interno di un contesto dedicato alla ricerca e all’innovazione.
Non so ancora dove porterà tutto questo. So però che è un punto da cui voglio continuare a guardare.
13/09/2026
Le parole possono essere limitanti. A volte non bastano a esprimere il linguaggio dell’anima.
Nei sogni, per esempio, non ragioniamo per definizioni. Arrivano immagini, associazioni, simboli. Il simbolo accompagna l’essere umano da sempre proprio perché può tenere insieme più significati e dare una forma a qualcosa che sentiamo, ma non sappiamo ancora nominare bene.
Venerdì sera, a Sentiero di Luna, lo abbiamo incontrato nell’astrologia, nella numerologia, nei tarocchi e nel rituale.
Proprio perché può portarci davanti a qualcosa che da soli facciamo fatica a riconoscere, credo vada usato con discernimento.
𝗜𝗹 𝘀𝗶𝗺𝗯𝗼𝗹𝗼 𝗻𝗼𝗻 𝘀𝗰𝗲𝗴𝗹𝗶𝗲 𝗮𝗹 𝗽𝗼𝘀𝘁𝗼 𝗻𝗼𝘀𝘁𝗿𝗼.
Una carta, un numero o un transito possono aprire una domanda, mettere a fuoco qualcosa che stavamo trascurando. Ma possono anche diventare una scusa, un’identità a cui aggrapparsi, perfino una performance. Oppure un modo per sentirci dire quello che vogliamo e affidare altrove una scelta che resta nostra.
Venerdì il discernimento era già parte del lavoro, anche per la Luna Nuova in Vergine. Non bastava leggere un simbolo. Bisognava capire cosa farne.
Nel rituale il simbolo passa anche attraverso il gesto e la materia. Un’intenzione scritta, piegata e sigillata non è più soltanto un pensiero. Prende una forma concreta e resta lì, anche dopo che la serata è finita.
I nostri fogli rimarranno chiusi per sei mesi.
𝘐𝘭 𝘴𝘪𝘨𝘪𝘭𝘭𝘰 𝘱𝘶ò 𝘤𝘶𝘴𝘵𝘰𝘥𝘪𝘳𝘦 𝘶𝘯𝘢 𝘱𝘳𝘰𝘮𝘦𝘴𝘴𝘢. 𝘕𝘰𝘯 𝘱𝘶ò 𝘮𝘢𝘯𝘵𝘦𝘯𝘦𝘳𝘭𝘢 𝘢𝘭 𝘱𝘰𝘴𝘵𝘰 𝘯𝘰𝘴𝘵𝘳𝘰.
Da lì in poi resta il rapporto con noi stessi e con quello che abbiamo scelto.
Grazie a chi venerdì si è fidato di noi e si è messo in gioco davvero. E grazie a chi continua a darci fiducia e ci permette di fare un lavoro che amiamo così tanto. Non è una cosa che do per scontata. 🤍
E poi Maria ♥️ Della cena non abbiamo praticamente una foto, quindi chi c’era è pregato di testimoniare nei commenti la generosità e la bontà dei piatti.
Altrimenti sembra che vi abbiamo tenuti tutta la sera a tarocchi e tisane. 😂🙌
11/09/2026
Quando ho scelto Yoga e Ayurveda, le difficoltà mi sembravano parte della scelta.
Le ore in macchina o in treno per formarmi, le notti dormite per terra, studiare in lingue diverse dalla mia, tenere insieme tre lavori per anni.
Non pensavo fosse qualcosa di speciale, né vivevo tutto questo come una condanna. Era semplicemente quello che c’era da fare per continuare.
Desiderare una cosa è facile. Sceglierla ogni giorno molto meno.
Oggi un oggetto può arrivare domani con un click. Una risposta in pochi secondi. Anche un titolo può arrivare in fretta.
A forza di abituarci a questa velocità, finiamo per aspettarcela anche da cose che hanno bisogno di tempo.
Nelle relazioni, per esempio. Parlarsi davvero, attraversare un conflitto, vedere la propria parte richiede più impegno che chiudere o sparire.
Vale anche per ciò che impariamo. Possiamo accumulare corsi, strumenti, titoli. Ma incontrare qualcosa non significa averlo assimilato. Soprattutto se gli abbiamo concesso una settimana.
In Ayurveda, Agni trasforma ciò che entra, ne ricava nutrimento e distingue ciò che può essere assimilato da ciò che va lasciato andare.
E qui penso alla Luna Nuova in Vergine di oggi. La Vergine distingue, seleziona, affina. E per farlo serve anche restare abbastanza a lungo su una cosa da conoscerla davvero.
Penso anche a Vata. Quando aumenta troppo, può diventare difficile restare. Si cerca un altro stimolo prima che quello precedente abbia avuto il tempo di depositarsi.
Per questo la regolarità in Ayurveda conta così tanto.
Una pratica, se la ripeti abbastanza a lungo, a un certo punto il corpo la conosce. Diventa qualcosa a cui sa tornare.
Con le scelte credo succeda qualcosa di simile. Se continuiamo a sostenerle nel tempo, smettono di essere solo decisioni e diventano parte di noi.
Dopo le eclissi delle ultime settimane, questa Luna torna anche qui. A ciò che resta quando passa l’entusiasmo iniziale e non c’è più uno sguardo esterno a sorreggere la scelta.
𝗖𝗼𝘀𝗮 𝗿𝗲𝘀𝘁𝗮 𝗱𝗶 𝗰𝗶𝗼̀ 𝗰𝗵𝗲 𝗱𝗶𝗰𝗶𝗮𝗺𝗼 𝗱𝗶 𝘃𝗼𝗹𝗲𝗿𝗲, 𝗾𝘂𝗮𝗻𝗱𝗼 𝗮𝗿𝗿𝗶𝘃𝗮 𝗶𝗹 𝗺𝗼𝗺𝗲𝗻𝘁𝗼 𝗱𝗶 𝘀𝗰𝗲𝗴𝗹𝗶𝗲𝗿𝗹𝗼 𝗱𝗮𝘃𝘃𝗲𝗿𝗼?
Stasera a Sentiero di Luna partiamo da qui. 🌑
03/09/2026
𝐀 𝐬𝐞𝐭𝐭𝐞𝐦𝐛𝐫𝐞 𝐒𝐞𝐧𝐭𝐢𝐞𝐫𝐨 𝐝𝐢 𝐋𝐮𝐧𝐚 𝐬𝐢 𝐦𝐞𝐭𝐭𝐞 𝐚 𝐭𝐚𝐯𝐨𝐥𝐚 🌑
Venerdì 11 ci ritroviamo nel Giardino in Movimento di monica_bernardini_salute , per un’altra serata dedicata alla Luna Nuova!
Questa volta accompagnata da una 𝐜𝐞𝐧𝐚 𝐬𝐭𝐚𝐠𝐢𝐨𝐧𝐚𝐥𝐞 𝐝𝐢 𝐢𝐬𝐩𝐢𝐫𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐚𝐲𝐮𝐫𝐯𝐞𝐝𝐢𝐜𝐚 preparata dalla nostra Maria.
Parleremo dei temi di questa Luna, vedremo dove cade nel proprio tema natale, lavoreremo sulle intenzioni con un piccolo rituale pensato per questa serata e ci faremo accompagnare anche dai tarocchi e dalle carte intuitive di Catchy 🎴
Il resto ve lo lasciamo scoprire lì ✨
𝐕𝐞𝐧𝐞𝐫𝐝𝐢̀ 𝟏𝟏 𝐬𝐞𝐭𝐭𝐞𝐦𝐛𝐫𝐞 · 𝐝𝐚𝐥𝐥𝐞 𝟏𝟗:𝟎𝟎
📍 Santa Maria Nuova
𝐂𝐨𝐧𝐭𝐫𝐢𝐛𝐮𝐭𝐨 𝟑𝟓 € · 𝐜𝐞𝐧𝐚 𝐢𝐧𝐜𝐥𝐮𝐬𝐚
𝐏𝐫𝐞𝐧𝐨𝐭𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐞𝐧𝐭𝐫𝐨 𝐢𝐥 𝟗 𝐬𝐞𝐭𝐭𝐞𝐦𝐛𝐫𝐞
I posti sono limitati.
Per partecipare scriveteci in privato 🤍
30/08/2026
A novembre parte a Cesena un nuovo gruppo della formazione triennale in Ayurveda 🌿
Anche quest’anno lavorerò con tre persone.
Voglio poter seguire bene ogni persona, avere tempo per le domande, per la pratica e per tutto quello che inevitabilmente viene fuori quando si studia Ayurveda per tre anni e si comincia a portarlo davvero nella propria quotidianità.
Studieremo fisiologia e filosofia ayurvedica, trattamenti e pratica manuale, alimentazione, spezie, erbe mediterranee, femminile e autocura, aromaterapia.
Ci sarà teoria, naturalmente. E ci sarà molta pratica.
Per me conoscere l’Ayurveda significa imparare a osservare meglio. Il corpo, le abitudini, l’ambiente in cui viviamo, ciò che mangiamo, i ritmi, quello che cambia nel tempo e il modo in cui tutto questo si influenza continuamente.
Il percorso può essere fatto per sé oppure con l’intenzione di utilizzare, con il tempo e la preparazione necessaria, ciò che si è imparato anche nel lavoro con gli altri.
Gli incontri saranno infrasettimanali, ogni due settimane, a Cesena.
Si parte a novembre 2026.
Prima dell’iscrizione ci conosciamo con un colloquio.
La formazione è realizzata in collaborazione con Artemide 🤍
Se senti che potrebbe essere un percorso adatto a te e vuoi ricevere programma completo, costi e informazioni, scrivimi in privato.
20/08/2026
Sono passati alcuni giorni dalla fine dell’intensivo a Yoga Planet e continuo a pensare a una frase del libro che sto leggendo. “Siamo storie già raccontate.”
Mi è tornata in mente osservando le persone praticare, studiare, fare domande, insegnare.
Perché anche quando non stiamo cercando di raccontarci, qualcosa di noi passa comunque.
Si vede anche sul tappetino.
Non soltanto nella forma che prende un asana, ma nel modo in cui ci arriviamo. Nel respiro, nel ritmo, in quanto controlliamo, in dove insistiamo, in cosa evitiamo, in come reagiamo quando qualcosa non riesce come vorremmo.
Sono tutte cose che insegnando, imparo sempre più a guardare.
Perché davanti non ho una posizione da correggere, ma una persona che nella pratica porta già molto di sé.
E naturalmente anche il mio modo di osservare porta con sé esperienza, sensibilità e ciò a cui scelgo di dare importanza.
Questa dinamica si è palesata ancora di più quando io e Chiara T. Yoga ci siamo ritrovate a lavorare insieme per puro “caso” 😂♥️
Io avevo pensato alla pittura intuitiva dopo la meditazione, lei aveva con sé campane e altri strumenti, ed è anche arteterapeuta. Abbiamo unito le due cose.
Guardando poi i lavori era difficile non riconoscere quanto ognuno si fosse espresso sul foglio senza l’intenzione di raccontarsi.
Nei colori, nello spazio occupato, nelle forme, nei vuoti.
E spesso bastava lo sguardo di un’altra persona per far notare un dettaglio che chi aveva creato non aveva visto.
Forse facciamo molti più autoritratti di quanto pensiamo. Solo che quasi mai hanno la forma di un volto.
Li facciamo nel lavoro, nelle relazioni, nelle scelte, nel modo in cui pratichiamo, in quello che creiamo.
E in un periodo in cui tante definizioni stanno cambiando, forse vale la pena osservare anche questo.
Ciò che già emerge, prima ancora di riuscire a raccontarlo.
Questi giorni mi hanno ricordato, ancora una volta, perché amo formare.
Posso preparare bene un lavoro e sapere dove voglio portare l’attenzione. Quello che non posso, e non voglio, decidere è cosa ciascuno incontrerà lì dentro. 🤍
13/08/2026
Che bella serata, ieri. 🤍
Abbiamo parlato parecchio di identità.
Il Leone ci porta facilmente lì.
Al modo in cui ci riconosciamo, ci esprimiamo, occupiamo il nostro posto e ci rendiamo visibili.
E forse, prima di chiederci chi vogliamo diventare, vale la pena guardare quanto di quello che chiamiamo “io” sia ancora vivo e quanto continuiamo a sostenerlo perché è conosciuto, ci ha dato un posto, ci ha fatto sentire al sicuro.
Mi sembra che il 2026 stia portando tante persone proprio qui. A rivedere ruoli, relazioni, lavori, appartenenze e idee su di sé che fino a poco tempo fa sembravano molto più solide.
E anche a una certa stanchezza nel cercare continuamente di adattarsi e armonizzare ciò che succede fuori, a volte sacrificando parti di sé.
Forse adesso si tratta anche di trovare più armonia tra le diverse parti della nostra identità e lasciare che sia quella coerenza interna a riflettersi poi nel modo in cui viviamo.
Questa eclissi in Leone, almeno per come la sento io, non sembra chiedere subito di brillare di più.
Prima c’è qualcosa da togliere.
Rumore, sforzo, quella continua attenzione a come veniamo viste, accolte, confermate.
Poi il Leone resta.
Quello del cuore che conduce e della capacità di portare qualcosa di proprio nel mondo senza aggiustarlo continuamente in base alla risposta degli altri.
Ieri l’ho sentito anche nella serata.
Persone molto diverse che hanno condiviso domande, intuizioni, pezzi di vita, silenzi. Ognuno portando qualcosa di suo e, inevitabilmente, muovendo qualcosa anche negli altri.
È una delle cose che amo di più di questi incontri.
Accorgermi di quanto Yoga possa esserci anche completamente fuori dal tappetino.
Nel fermarsi e vedere meglio. Nel farsi una domanda vera. Nel riconoscersi nelle parole di qualcun altro. Nel cambiare idea. Nel lasciare emergere qualcosa senza dover sapere subito cosa farne.
Io e Monica siamo davvero felici di poter creare serate così, portando le cose che amiamo nel modo che ci somiglia.
Poi arrivano le persone, ognuno porta il suo pezzo, e succede il resto.
Sentiero di Luna, ieri sera. 🌙
Grazie 🤍🙏
14/07/2026
C’è stata talmente tanta energia che una luce ha iniziato a sfarfallare, un’altra si è fulminata e sono arrivati anche i gatti a curiosare 😂🤍
Abbiamo iniziato con il canto della civetta e abbiamo finito sotto una Luna completamente nascosta.
Non si vedeva, ma c’era. 🌑
E proprio quel buio ha portato lo sguardo a illuminare qualcosa dentro.
Perché ciò che si muoveva non era visibile, ma lavorava comunque.
A un certo punto qualcuno ha detto:
«Io l’energia posso anche non sentirla.»
Ed è vero.
Non tutti percepiamo le cose nello stesso modo, e questo non toglie nulla a nessuno.
Ma a volte ciò che non sappiamo nominare emerge in una reazione, una resistenza, una domanda che torna, o in una persona che ci mette alla prova.
È 𝐧𝐞𝐥 𝐪𝐮𝐨𝐭𝐢𝐝𝐢𝐚𝐧𝐨 𝐜𝐡𝐞 𝐥’𝐢𝐧𝐯𝐢𝐬𝐢𝐛𝐢𝐥𝐞 𝐩𝐫𝐞𝐧𝐝𝐞 𝐜𝐨𝐫𝐩𝐨.
Ieri, nel cerchio, tutti diversi. Eppure tutti lì.
Sono emerse domande, convinzioni, resistenze, botte e risposte.
Non è stato sempre semplice tenere insieme tutto.
Alla fine, però, qualcosa si è fatto spazio.
Anche solo la possibilità di restare davanti a ciò che di solito si evita.
Ed è anche qui che questa Luna ci porta:
𝐝𝐚𝐫𝐭𝐢 𝐢𝐥 𝐩𝐞𝐫𝐦𝐞𝐬𝐬𝐨.
𝐂𝐡𝐢 𝐬𝐞𝐢 𝐪𝐮𝐚𝐧𝐝𝐨 𝐧𝐞𝐬𝐬𝐮𝐧𝐨 𝐭𝐢 𝐠𝐮𝐚𝐫𝐝𝐚?
Osserva cosa emerge spontaneamente, prima che lo sguardo degli altri ti influenzi.
𝐂𝐡𝐢 𝐬𝐞𝐢 𝐪𝐮𝐚𝐧𝐝𝐨 𝐝𝐚𝐢 𝐮𝐧 𝐧𝐮𝐨𝐯𝐨 𝐬𝐢𝐠𝐧𝐢𝐟𝐢𝐜𝐚𝐭𝐨 𝐚𝐥𝐥𝐚 𝐭𝐮𝐚 𝐬𝐭𝐨𝐫𝐢𝐚?
Osserva cosa continua ad attivarsi in automatico.
È lì che riconosci quale vecchia narrazione continua ancora a guidarti.
Ringrazio Monica per questa collaborazione.
Si sta creando qualcosa di prezioso ✨
E ringrazio tutte le persone che hanno scelto di esserci e di mettersi in discussione. 🪷
A tratti non è stato semplice tenere un’energia così intensa.
Ma è stato vero.
Ed è stato meraviglioso.
Sentiero di Luna tornerà ad agosto, con l’eclissi.
𝐃𝐨𝐩𝐨 𝐮𝐧𝐚 𝐬𝐞𝐫𝐚𝐭𝐚 𝐜𝐨𝐬𝐢̀ 𝐧𝐨𝐧 𝐩𝐨𝐭𝐞𝐯𝐚𝐦𝐨 𝐟𝐞𝐫𝐦𝐚𝐫𝐜𝐢 𝐪𝐮𝐢.
Questo percorso è nato qualche tempo fa, da un cammino personale che porto avanti da anni.
Ritrovarlo ogni volta così vivo è un dono enorme.
Grazie dal cuore per questo Ritorno. 🤍
Buona Luna Nuova 🌑
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