Stefania Conturso

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Informazioni di contatto, mappa e indicazioni stradali, modulo di contatto, orari di apertura, servizi, valutazioni, foto, video e annunci di Stefania Conturso, Salute/bellezza, Via Gobetti 1/9/2'piano, Genova.

Operatore Olistico del Benessere specializzata in Biodiscipline & Tecniche del Massaggio e TuiNa
Professionista Disciplinato ai Sensi della Legge 4/2013 Iscritta al Registro Professionale Operatori Olistici ASPIN GE-0352-OP-P

05/04/2026

PERCHÉ É COSÌ IMPORTANTE TENERE AL CALDO LA ZONA LOMBARE E I RENI

Ti ricordi quando le nostre nonne ci dicevano:

“Copriti i reni, non stare con la schiena scoperta!”.

E non era solo un consiglio di buon senso, dietro c’è una verità biologica e, se guardiamo alla Medicina Cinese c’è un’intera visione energetica che spiega perché i lombi e i reni vadano custoditi con calore e attenzione.

In questo post voglio accompagnarti a scoprire il significato di questo gesto, unendo le conoscenze moderne e la visione millenaria della Medicina Cinese. Alla fine ti accorgerai che proteggere i lombi non è un dettaglio, ma un vero atto di cura verso la tua energia vitale.

Partiamo dal corpo, la zona lombare non è solo una parte della schiena. È un punto nevralgico che sostiene gran parte del nostro peso, ospita i reni e le ghiandole surrenali che regolano risposte fondamentali allo stress, l’equilibrio elettrolitico e il metabolismo.

I reni, da un punto di vista biologico, filtrano il sangue, eliminano tossine e regolano i liquidi corporei.

Le surrenali, posizionate sopra i reni, producono cortisolo, adrenalina, aldosterone: ormoni chiave per l’adattamento allo stress e la sopravvivenza.

Le vertebre lombari, infine, sono il cardine che permette di muoversi, piegarsi, reggere e dare stabilità a tutto il corpo.

Capisci subito che questa regione è fragile e potente allo stesso tempo. Tenerla scoperta al freddo o esposta a correnti d’aria non è solo una questione di raffreddamento muscolare, ma può avere conseguenze molto più profonde.

Dal punto di vista della fisiologia moderna, il freddo induce vasocostrizione: i vasi sanguigni si restringono, il flusso si riduce e i tessuti diventano più rigidi e vulnerabili. Questo può causare:

- Dolori muscolari e articolari,

- Irrigidimento lombare,

- Maggiore predisposizione a infiammazioni,

- Calo della circolazione nella zona renale.

Ma la Medicina Cinese va oltre questa spiegazione meccanica, interpreta il freddo come un vero e proprio fattore patogeno capace di penetrare nel corpo e disturbare le funzioni vitali.

Secondo la Medicina Cinese, i reni sono la radice della vita. Non si limitano a filtrare il sangue, ma custodiscono la nostra Jing, l’Essenza vitale, quella scintilla che ereditiamo dai genitori al momento del concepimento e che determina la nostra vitalità, la nostra crescita, la longevità e la capacità riproduttiva.

I reni governano le ossa, i denti, il cervello e il midollo.

Nutrono la forza di volontà (lo Zhi).

Contengono l’acqua del corpo, ma anche il fuoco originario che mantiene accesi tutti i processi vitali.

Ora, secondo questa visione, il freddo è il nemico diretto dei reni. Perché? Perché i reni appartengono all’elemento Acqua e sono naturalmente vulnerabili agli eccessi di freddo e umidità. Se questa energia penetra nella zona lombare, colpisce proprio la radice della nostra energia vitale.

Gli effetti, secondo la MTC, possono essere:

- Indebolimento della schiena e delle ginocchia,

- Disturbi urinari,

- Calo della vitalità e della Iibido,

- Stanchezza cronica,

- Difficoltà di concepimento,

- Dolori articolari aggravati dal freddo.

Non a caso, in Cina si raccomanda da sempre di proteggere i lombi, soprattutto in inverno o nelle donne durante il ciclo mestruale, gravidanza o post-partum, quando l’energia dei reni è più vulnerabile.

La Medicina Cinese ci spiega che i reni custodiscono due aspetti energetici fondamentali:

- Rene Yin: l’acqua, la freschezza, la riserva nutritiva.

- Rene Yang: il fuoco, il calore, la spinta vitale.

Se il freddo penetra nella zona lombare, può spegnere il Rene Yang, portando a sintomi come mani e piedi freddi, apatia, digestione lenta, stanchezza.

Il calore sulla zona lombare, invece, sostiene il Rene Yang, riattiva la circolazione dell’energia e aiuta il corpo a mantenere vitalità e resilienza. Ecco perché nella Medicina Cinese si usano spesso rimedi come la moxibustione (applicazione di calore con artemisia sui punti energetici), Conturso le fasce di lana o di seta, le pietre calde, o anche semplicemente una borsa dell’acqua calda.

Proviamo a renderlo pratico. Coprire la zona lombare può sembrare un dettaglio, ma guarda come può trasformarsi in prevenzione quotidiana:

- In inverno, non lasciare mai scoperta la schiena, soprattutto con maglioni corti o pantaloni a vita bassa.

- Usa fasce di lana o cotone caldo per mantenere la zona protetta.

- Applica un termoforo o una borsa calda quando senti rigidità o dolore lombare.

- Dopo un periodo di stress intenso, dona calore ai reni per sostenere anche le surrenali.

È un gesto che vale per tutti, ma è particolarmente importante per:

- Chi soffre di dolori lombari ricorrenti,

- Donne durante il ciclo mestruale o in menopausa,

- Persone con problemi renali o vescicali,

- Chi affronta molta stanchezza e stress,

- Anziani con energia vitale più fragile.

Nella Medicina Cinese, ogni organo è collegato a un’emozione. I reni sono connessi alla paura e alla forza di volontà. Quando i reni sono forti, ci sentiamo stabili, determinati, capaci di affrontare la vita con resilienza. Quando sono deboli, subentrano paure, insicurezza, mancanza di energia per agire.

Proteggere con calore la zona lombare non è quindi solo un atto fisico, ma anche un modo per rinforzare la nostra volontà e radicarci nella vita.

Non dimentichiamo che, secondo la Medicina Cinese, i reni governano anche la sessuaIità e la fertilità. Il calore sulla zona lombare e pelvica stimola la circolazione, sostiene l’energia riproduttiva e può aiutare nei casi di infertilità legati a deficit di Rene Yang.

Non a caso, nelle pratiche tradizionali femminili, dopo il parto le donne venivano avvolte in panni caldi o trattate con moxa proprio sulla zona lombare: un modo per riportare calore, sostegno e vitalità dove più serviva.

Oggi la scienza conferma che il calore applicato alla zona lombare:

- Rilassa i muscoli,

- Aumenta la circolazione sanguigna,

- Riduce il dolore cronico,

- Stimola il rilascio di endorfine,

- Abbassa lo stress.

Quindi, anche senza parlare di energia e Jing, abbiamo prove concrete che un semplice termoforo o un indumento caldo può avere effetti terapeutici.

Proteggere la zona lombare e i reni è un gesto di amore verso se stessi. Nella nostra vita frenetica, fatta di vestiti leggeri anche d’inverno, sedute lunghe e stress continuo, dimentichiamo spesso che il corpo ha bisogno di calore, sostegno e protezione.

La Medicina Cinese ci insegna che i reni sono la radice della vita. Tenerli al caldo significa custodire la nostra energia vitale, la volontà, la fertilità e la longevità. La scienza moderna conferma che il calore ha effetti concreti su muscoli, circolazione e sistema ormonale.

Allora, la prossima volta che stai per uscire con la schiena scoperta, ricordati di questo: coprire i lombi non è un vezzo da nonne, ma un atto di intelligenza, prevenzione e cura profonda.

Perché un corpo protetto è un corpo che si sente al sicuro. E quando ci sentiamo al sicuro, la vita dentro di noi fiorisce.

15/03/2026

LA MALATTIA NON NASCE NELL’INTESTINO... NASCE MOLTO PRIMA

(Di Patrizia Coffaro)

Negli ultimi anni si sente ripetere ovunque una frase che ormai è diventata quasi uno sIogan, tutte le malattie iniziano nell’intestino. La si legge nei libri, nei post, nei protocolli nutrizionali, nelle conferenze.. è diventata una sorta di verità assoluta. Eppure ogni volta che la sento ripetere mi viene da pensare che qualcosa non torni, non perché l’intestino non sia importante, anzi. L’intestino è uno degli organi più straordinari che abbiamo, dentro quell’organo c’è una parte enorme del nostro sistema immunitario, c’è un microbiota che dialoga continuamente con il cervello, si producono neurotrasmettitori che influenzano l’umore, si regolano processi infiammatori che coinvolgono tutto l’organismo. Insomma, nessuno può negare che l’intestino sia centrale per la salute... ma dire che l’intestino è la causa principale delle malattie croniche è una semplificazione enorme, ed è proprio qui che nasce l’equivoco.

Molto spesso l’intestino non è la causa iniziale del problema, è piuttosto uno dei luoghi dove il problema si manifesta. È come quando sul cruscotto dell’auto si accende una spia, la spia non è il guasto del motore, è il segnale che qualcosa sta accadendo altrove e il corpo umano funziona in modo molto simile. Quando vediamo un intestino infiammato, una disbiosi, una permeabilità intestinale, dobbiamo sempre chiederci cosa è successo prima, quali processi hanno portato a quella situazione. Perché quasi sempre esiste una catena di eventi che parte molto più a monte.

Negli ultimi vent’anni la (vera) medicina funzionale ha fatto un lavoro importante nel riportare l’attenzione sull’intestino. Per decenni è stato trascurato e ridotto a un semplice tubo digestivo, mentre oggi sappiamo che è un organo complesso che dialoga continuamente con il sistema nervoso, con il sistema immunitario e con l’ambiente. Il problema nasce quando questa riscoperta diventa una nuova forma di riduzionismo. Prima si ignorava l’intestino, ora si rischia di attribuirgli tutto... ma la biologia umana è molto più complessa di così.

Se osserviamo veramente come funziona il corpo, vediamo che la catena degli eventi è molto più articolata. Il cervello percepisce qualcosa, il sistema nervoso reagisce, il sistema autonomo cambia il suo equilibrio, il nervo vago modifica il tono delle funzioni viscerali e a quel punto anche l’intestino cambia il suo funzionamento. In altre parole, spesso non è l’intestino che crea il problema... è il sistema di regolazione che sta sopra l’intestino ad aver cambiato il suo modo di funzionare.

Dentro di noi esiste una parte del cervello che non ragiona come la mente cosciente, è una parte molto più antica, un sistema automatico che ha un unico scopo... garantire la sopravvivenza. Questa parte del cervello non analizza la realtà come facciamo noi quando riflettiamo su una situazione. Non valuta se qualcosa sia giusto o sbagliato, se ci faccia arrabbiare o ci renda felici. Valuta tutto in termini molto più semplici e diretti, sicurezza o pericolo. Quando percepisce qualcosa che interpreta come una minaccia, attiva immediatamente dei programmi biologici di adattamento.

Questi programmi coinvolgono il sistema nervoso, gli ormoni, il sistema immunitario e anche gli organi. Il corpo entra in una modalità di risposta che ha lo scopo di gestire quella situazione. Il problema nasce quando quella condizione di allarme dura troppo a lungo. Il sistema nervoso rimane in uno stato di attivazione cronica e questo cambia profondamente il funzionamento dell’organismo. A quel punto iniziano ad apparire i sintomi che chiamiamo malattie croniche.

L’intestino è uno degli organi che risentono di più di questi cambiamenti perché è strettamente collegato al sistema nervoso, non a caso si parla di asse cervello-intestino. Se il sistema nervoso vive per lungo tempo in uno stato di allerta, la digestione cambia, la motilità intestinale cambia, le secrezioni digestive cambiano. Il microbiota, che è estremamente sensibile all’ambiente interno, cambia a sua volta. Ecco che compaiono disbiosi, fermentazioni, infiammazione della mucosa, permeabilità intestinale. Ma a quel punto bisogna fermarsi un attimo e fare una domanda semplice: davvero tutto è iniziato lì? Oppure l’intestino è semplicemente uno dei primi organi a manifestare un cambiamento che è partito altrove?

Pensiamo al nervo vago, che negli ultimi anni è diventato un tema molto discusso. Il nervo vago è una vera e propria autostrada di comunicazione tra cervello e organi interni. Attraverso di lui il cervello regola la digestione, la frequenza cardiaca, l’infiammazione e moltissime altre funzioni. Quando il tono vagale è equilibrato, il corpo è in modalità di sicurezza. La digestione funziona, il sistema immunitario lavora con precisione e l’infiammazione resta sotto controllo. Quando invece il sistema nervoso percepisce continuamente segnali di pericolo, il tono vagale cambia e tutto l’equilibrio fisiologico si modifica.

In quella situazione l’intestino non lavora più come dovrebbe, il movimento intestinale può rallentare o accelerare, gli enzimi digestivi possono diminuire, la barriera intestinale può diventare più permeabile e il microbiota può alterarsi. A quel punto si parla di disbiosi o di intestino permeabile. Ma in realtà quello che stiamo osservando è l’effetto finale di un cambiamento che ha coinvolto il sistema di regolazione del corpo.
Una delle cose più interessanti che emergono studiando la biologia è che il corpo raramente fa qualcosa a caso. Molte delle reazioni che interpretiamo come malattia sono in realtà tentativi di adattamento. Il corpo cerca continuamente di trovare un equilibrio tra le richieste dell’ambiente e la propria stabilità interna.

Quando percepisce un conflitto o una situazione che mette sotto pressione il sistema di sopravvivenza, attiva delle risposte biologiche per affrontarla. Se la situazione si risolve, anche la risposta biologica si spegne... se invece il conflitto rimane attivo per molto tempo, il corpo resta bloccato in quella risposta e i sintomi diventano cronici. È qui che diventa interessante osservare il linguaggio degli organi. Ogni organo ha una sensibilità particolare e reagisce a specifiche condizioni biologiche. L’intestino, per esempio, è estremamente sensibile alle situazioni che il cervello percepisce come difficili da elaborare o da digerire. Non è un caso che nel linguaggio comune esistano espressioni come “non riesco a digerire questa situazione” oppure “mi fa ve**re il voltastomaco”. Non sono solo modi di dire. Descrivono qualcosa che accade realmente nella fisiologia del corpo.

Quando il cervello automatico interpreta una situazione come irrisolvibile o minacciosa, può attivare programmi biologici che coinvolgono proprio l’apparato digerente. Questo non significa che ogni malattia abbia una causa emotiva o psicologica, come spesso viene banalizzato. Significa piuttosto che il sistema nervoso, il sistema immunitario e gli organi lavorano insieme in modo molto più integrato di quanto siamo stati abituati a pensare. Ed è proprio per questo che ridurre tutto all’intestino rischia di farci perdere la visione d’insieme. L’alimentazione è importante, certo, il microbiota è fondamentale, senza dubbio... ma la salute non nasce solo da ciò che mangiamo, nasce dall’interazione tra sistema nervoso, ambiente, esperienze, biologia cellulare e regolazione immunitaria.

Quando si osserva una malattia cronica, la domanda più interessante non è soltanto quale integratore prendere o quale dieta seguire. La domanda più interessante è capire quale processo biologico abbia portato il corpo a quella condizione. Cosa sta cercando di fare il corpo? A quale situazione sta cercando di adattarsi? Questo non significa ignorare l’intestino, ma smettere di considerarlo il punto di partenza di tutto. L’intestino è uno dei nodi centrali della rete biologica, ma la rete è molto più ampia. C’è il cervello che percepisce l’ambiente, c’è il sistema nervoso autonomo che regola gli organi, c’è il sistema immunitario che interpreta i segnali di pericolo, c’è la storia personale di ogni individuo che modella la risposta biologica.

Quando si comincia a guardare alla salute in questo modo, molte cose cambiano. I sintomi non sono più solo qualcosa da eliminare il più velocemente possibile. Diventano messaggi che raccontano cosa sta accadendo dentro l’organismo. Non sempre è facile interpretarli, ma spesso contengono informazioni preziose su come il corpo sta cercando di mantenere l’equilibrio. Negli ultimi decenni la medicina ha fatto passi enormi nello studio della biochimica, del microbiota e dell’immunologia. Oggi però stiamo iniziando a capire che queste dimensioni non funzionano isolate, sono parte di un sistema più grande, in cui cervello, organi e ambiente dialogano continuamente e forse la vera rivoluzione nella comprensione della salute non sarà scoprire un nuovo integratore o una nuova dieta miracolosa. Sarà imparare a osservare il corpo come un sistema intelligente che cerca costantemente di adattarsi alla vita.

Quando qualcosa si rompe, spesso non è perché il corpo ha fallito... è perché sta tentando di risolvere una situazione che noi non abbiamo ancora imparato a vedere con chiarezza. Se iniziamo a guardare la salute con questa prospettiva, anche l’intestino trova il suo posto reale nella storia, non come origine di tutte le malattie, ma come uno degli organi che più rapidamente riflette ciò che accade nei livelli più profondi della regolazione biologica e quando impariamo ad ascoltare seriamente quel linguaggio, il corpo smette di sembrare un nemico da combattere e diventa qualcosa di molto diverso... un sistema straordinario che, anche attraverso i sintomi, continua a cercare la strada dell’equilibrio.

XO - Patrizia Coffaro

18/11/2025

✨ LE ARTICOLAZIONI — LE SOGLIE SACRE DEL CAMBIAMENTO

Le articolazioni non sono solo “cerniere” meccaniche del corpo.
Sono portali simbolici, punti di passaggio dove la vita ci chiede flessibilità, capacità di scelta e apertura al movimento interiore.

Ogni volta che un’articolazione si irrigidisce, il corpo sta parlando chiaro:

👉 c’è una decisione che temi di prendere,
👉 un passaggio evolutivo che stai ritardando,
👉 una direzione che non osi imboccare.

Le articolazioni sono infatti l’espressione vivente del LEGNO nella Medicina Energetica:

🌿 Fegato → progettualità, impulso alla crescita, visione.
🌿 Vescica Biliare → decisione, coraggio, discernimento.

Quando queste energie fluiscono, il corpo si muove morbido, scorrevole, elastico.
Quando si bloccano, nasce la rigidità: fisica, emotiva, esistenziale.

💠 Psicosomatica delle Articolazioni

Le articolazioni raccontano:

• La tua capacità di “piegarti” senza spezzarti
• La tua abilità di negoziare con la vita
• La tua fluidità nel cambiare direzione quando serve
• La tua forza nel lasciare ciò che non è più utile
• La tua maturità nel chiudere o aprire cicli importantissimi

Dolori, rigidità, infiammazioni articolari spesso parlano di:
• decisioni rinviate,
• rabbia trattenuta,
• coraggio mancato,
• eccessivo controllo,
• lotta interiore tra ciò che desideri e ciò che “credi di dover fare”.

🌌 AstroSomatica del Legno: I Pianeti che Governano il Movimento Interiore

Nel linguaggio astrosomatico, le articolazioni risuonano con due archetipi potenti:

🌟 Giove (Espansione – Crescita – Spinta Evolutiva)
È la forza che ti dice:
“Vai oltre ciò che conosci. Cresci. Spingiti oltre.”
Quando Giove è compresso, l’articolazione perde libertà.
Quando Giove è in equilibrio, ti senti capace di avanzare, decidere e osare.

🔥 Marte (Azione – Coraggio – Movimento)
È l’energia che rompe gli indugi e ti porta nel mondo.
Quando Marte è deviato: infiammazioni, dolorini, scricchiolii.
Quando è centrato: determinazione, chiarezza, passo deciso.

Assieme incarnano il viaggio del Legno:
la forza di spingere e il coraggio di decidere.

✨ Messaggio Evolutivo

Ogni articolazione è un bivio:
dove puoi restare fermo nel tuo passato…
o scegliere di muoverti verso ciò che realmente sei.

Ogni rigidità è un invito:
“Lascia andare ciò che ti trattiene.
Prendi la tua decisione.
Muoviti. Cresci. Evolvi.”

P.S.
Scopri il linguaggio psicosomatico del corpo dei meridiani e dei psicopunti, vai al primo commento sotto!

Ogni movimento è un atto di libertà.

Photos from Stefania Conturso's post 15/11/2025

🐦‍🔥 la terapia a raggi infrarossi fa bene?

Cosa sono i raggi infrarossi
Spesso sentiamo parlare di terapia a raggi infrarossi. Cosa significa?
è efficace?

I raggi infrarossi sono onde elettromagnetiche a bassa frequenza. La loro peculiarità è la capacità di infondere calore e questo li rende adatti agli scopi terapeutici. Sempre più studi fisioterapici e ambulatori medici ne sono provvisti, ed ora anche nel mio studio si può prenotare una seduta di infrarossi

Il calore trasmesso da questi raggi viene facilmente assorbito dal nostro corpo, provocando una benefica vasodilatazione e stimoli al sistema nervoso e muscolare.
Apparato scheletrico, circolatorio e struttura muscolare sono i principali beneficiari della terapia a raggi infrarossi.
La terapia a raggi infrarossi permette un irroramento termico con effetti sia analgesici che distensivi per tutti i nostri muscoli.

Anche la circolazione del sangue ne trae vantaggio, la dilatazione consente una più veloce ed efficace eliminazione delle tossine, favorendo un flusso più ampio di ossigeno e sostanze nutritive.

Curarsi con la terapia a raggi infrarossi fa bene

Quali dolori può curare la terapia con IR?
La TERAPIA con RAGGI INFRAROSSI è consigliata nel trattare situazioni post traumatiche, artrosi cervicale o lombare, dolori e disturbi dell'apparato muscolare, torcicollo e lombalgia.
Ultimamente si utilizzano i raggi infrarossi anche per le lesioni (come le piaghe da decubito), il rilascio di calore favorisce e stimola i processi riparativi naturali del corpo.

25/10/2025

☯️IL FIORE DEL RESPIRO – Il muscolo che ti tiene in vita anche quando ti dimentichi di respirare ✨

C’è un muscolo silenzioso, invisibile, che lavora per te anche quando non lo ringrazi.
È il diaframma, il fiore nascosto che si apre e si chiude al ritmo della tua esistenza.

Non fa rumore, non si mostra, eppure è il ponte tra Cielo e Terra.
Una cupola viva che separa il torace dall’addome, e unisce dentro di te ciò che spesso la mente divide: il pensiero e l’emozione, la volontà e il sentire.

Ogni volta che inspiri, il diaframma discende come un petalo che si apre, accogliendo la vita.
Ogni volta che espiri, risale e libera, lasciando andare ciò che non serve più.
Lo fa circa 20.000 volte al giorno, senza chiedere nulla in cambio.

💓 È il custode del cuore, perché aiuta il sangue a ritornare alla sua sorgente.
🍽️ È il compagno silenzioso della digestione, che accompagna il cibo nella trasformazione.
🧘‍♀️ È il pilastro della stabilità: quando lui è libero, anche tu lo sei.

Ma quando il diaframma si irrigidisce, anche la vita lo fa con te.
Il respiro si accorcia, il petto si chiude, la mente si agita.
È come se un velo separasse te dal tuo centro.

👉 Ritrova il tuo respiro.
👉 Risentiti vivo.
👉 Rientra nel corpo.

Ogni respiro consapevole è un atto d’amore verso te stesso.
Il tuo diaframma lavora per te in silenzio, ogni istante.
Forse è arrivato il momento di ricambiare, con un ascolto, una gratitudine, un respiro pieno. 🌿

📥 Salvati questo promemoria: potresti averne bisogno quando la vita ti “toglie il fiato”.
IL DIAFRAMMA
(Il muscolo del respiro profondo e dell'anima incarnata)

Il raffreddore e la Medicina Cinese 15/10/2025

https://www.medicina-cinese.it/index.php/blog/185-raffreddore-medicina-cinese

Il raffreddore e la Medicina Cinese Il raffreddore è una visita inaspettata, un soffio di vento che si insinua nel nostro corpo, rompendo il ritmo armonioso del respiro e del benessere. Nella visione della Medicina Tradizionale Cinese (MTC), il raffreddore non è solo un disturbo comune, ma il segno di un disequilibrio tra l’uomo e...

06/10/2025

I problemi dello Psoas moderno
Nella società di oggi in cui costantemente corriamo, siamo in competizione, in ansia per quello che deve accadere e proiettati verso l’obiettivo, lo psoas è portato ad uno stato di contrazione e stress costante. Questo col tempo causa problemi alla schiena, all’anca, al ginocchio ma anche problemi digestivi e disfunzioni respiratorie. Lo psoas contratto manda continui segnali di tensione al sistema nervoso centrale, condizionando lo stato emotivo che sarà più portato a stati di ansia e di paura.
fatto stesso di non poter avere una respirazione completa e profonda, come accennato, influisce sul nostro stato emotivo e psicologico. Va tenuto presente che un respiro completo (col diaframma) è anche un continuo massaggio agli organi interni e quindi un toccasana di cui possiamo beneficiare.
Distendere lo Psoas conduce al benessere psicologico
* Lo psoas consente di riposare nel momento presente quando è disteso e la tensione viene rilasciata dal corpo;
* Permette di sentirsi radicati;
* Rende la respirazione profonda e rilassata;
* L’allineamento della postura non ci fa sforzare per stare dritti;
* Migliora la centratura;
* Migliora la digestione e risolve problemi intestinali;
* Risolve i problemi alla schiena, anca e ginocchia;
* Scioglie le rigidità del bacino rendendolo fluido.
Vari problemi interiori sono associati infatti ad un muscolo psoas stressato:
* Influisce negativamente sullo stato emozionale;
* Impatta sulle relazioni con gli altri;
* Influisce sul sentirsi soddisfatti nella vita.
Ecco perchè viene chiamato “MUSCOLO DELL’ANIMA”
In oriente lo Psoas è conosciuto come “il muscolo dell’anima”: quanto più lo psoas è flessibile e forte, tanto più la nostra energia vitale potrà fluire attraverso le ossa, la muscolatura e le articolazioni. Lo psoas sarebbe dunque come un organo di canalizzazione di energia, un nucleo che ci connette alla terra, permettendoci di creare un supporto solido ed equilibrato dal centro del nostro bacino.

Nei trattamenti Tuina da me svolti #
c’è la possibilità su richiesta di effettuare esercizi per esercitare stretching all’ileopsoas

06/10/2025

Ottimo per questo momento

TE5 - Waiguan (Barriera esterna)

Questo punto è localizzato sulla faccia dorsale dell'avambraccio, 3 dita sopra la piega del polso.

Secondo la tradizione, Waiguan espelle il vento calore e libera la superficie, rimuove le ostruzioni dal meridiano, benefica l'orecchio, sottomette lo Yang di Fegato e regolarizza Yang Wei Mai.

Come dice il nome stesso, TE5 è il punto che attiva le barriere difensive che proteggono l'organismo delle energie perverse esterne. Secondo l'Huang Di Nei Jing Su Wen questo punto tratta tutte le affezioni di origine esterna e in particolare l'eccesso di Yang in alto. Traducendo questa indicazioni tradizionale, Waiguan deve essere sistematicamente utilizzato in situazioni come raffreddore, sinusite, mal di gola, mal di testa, influenza e febbre.

Questo punto può essere stimolato non solo in fase acuta ma anche in una logica di prevenzione: dopo una giornata particolarmente fredda e ventosa in cui ci si sente le ossa tutte infreddolite stimolare TE5 può essere molto utile per evitarsi un brutto raffreddore.

Oltre che con l'ago, la stimolazione può essere fatta anche con le dita, massaggiando TE5 per circa un minuti in maniera decisa ma non dolorosa da ambo i lati.

11/09/2025
11/09/2025

FÙ LIŪ (Corrente che ritorna) KD7: punto chiave per la regolazione dei liquidi corporei, tradizionalmente utilizzato per favorire il corretto equilibrio tra sudorazione e ritenzione. La sua stimolazione sostiene il Qi e lo Yang del Rene, promuovendo la circolazione delle acque interne in caso di gonfiore, edemi e ritenzione idrica.

Secondo la tradizione, la stimolazione di KD7 è indicata nei casi di sudorazione anomala, minzione difficile o troppo frequente, gonfiore alle gambe e affaticamento cronico legato a una debolezza dell'energia renale. Rafforza la funzione di trasformazione e trasporto dei liquidi, sostiene la vitalità e contribuisce a riequilibrare il calore interno quando lo Yang del Rene non è sufficiente a riscaldare correttamente il corpo.

La pressione bilaterale di questo punto, eseguita con respiro lento e costante, favorisce la stabilità emotiva, calmando ansia e insicurezza connesse a un disequilibrio energetico del Rene.

Se ne consiglia la digitopressione per circa 60 secondi per lato, con pressione ferma ma dolce. Il punto si trova sulla gamba, lungo il bordo interno del tendine d’Achille, tre dita sopra il malleolo.

Photos from Stefania Conturso's post 09/09/2025

🍂🍁🍇Autunno in medicina cinese🍇🍁🍂
un invito all’introspezione

In medicina cinese ogni stagione ha un movimento energetico che si riflette sul nostro corpo e sulle nostre emozioni. L’autunno porta un movimento verso l’interno: raccogliersi, proteggersi, prepararsi al freddo inverno.

Dal punto di vista della medicina cinese, in sostanza, non è un caso se, in questo periodo, spesso percepiamo una sottile malinconia o un senso di solitudine.

È la tristezza dell’autunno, considerata dalla visione cinese naturale e necessaria. Non si tratta di un’emozione da respingere, ma un passaggio che ci aiuta a rientrare in noi stessi e a fare chiarezza.

Il Polmone in medicina cinese e la stagione autunnale

Il protagonista della stagione autunnale è, secondo la medicina cinese, il Polmone. Questo è l’organo più esposto al mondo esterno, fragile e delicato, ma anche il Maestro del qi, l’energia vitale.

Il suo compito è portare ordine e continuità.La sua lezione in autunno è chiara: per respirare pienamente occorre saper lasciare andare. Così come gli alberi si spogliano delle foglie, anche noi siamo invitati ad alleggerirci di ciò che non ci serve più.

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Lasciare andare in autunno: equilibrio e rinnovamento interiore

Dopo l’espansione estiva, arriva il tempo di fare spazio. Non solo dentro di noi, rivedendo abitudini e priorità, ma anche intorno a noi, in modo molto semplice, riconsiderando con pazienza i nostri ambienti quotidiani.

Ogni oggetto che tratteniamo racconta un frammento del passato. Alcuni oggetti ci sostengono, altri invece ci appesantiscono. L’autunno ci ricorda che per accogliere il nuovo occorre liberarsi del superfluo. image.jpg

Una pratica per l’autunno: rivedere i propri spazi

Vuoi sentire davvero la forza trasformativadi questa stagione? Prova a guardarti intorno. Osserva la tua casa, il tuo studio, gli ambienti in cui trascorri più tempo. Nota le stanze che ti trasmettono benessere e quelle che invece ti sembrano più “pesanti”.

Poi passa all’azione, iniziando da piccoli gesti:

lascia andare oggetti rotti, vecchi appunti, giornali accumulati,

elimina piante secche e oggetti che non apprezzi più,

libera l’armadio da abiti e scarpe che non ti rappresentano o non usi da tempo.

Ogni volta che togli qualcosa, chiediti:

perché lo conservo?

ha ancora un senso nella mia vita?

mi rappresenta oggi?

Mentre compi questo rito, mantieni la presenza sul respiro. Senti il peso che se ne va insieme agli oggetti e lo spazio che si apre, pronto ad accogliere nuova energia.

Autunno come stagione del rinnovamento

L’autunno non è solo malinconia: è il tempo in cui la natura ci mostra il valore della trasformazione silenziosa. Le foglie cadono non per perdita, ma per preparare la terra a nutrirsi e rigenerarsi. Allo stesso modo, anche noi siamo chiamati a lasciare andareciò che non serve più.

In medicina cinese, questa capacità di lasciar andare è legata al respiro del Polmone: ogni espirazione ci insegna che per accogliere aria nuova dobbiamo prima svuotare i polmoni. Così accade nella vita: liberandoci di vecchi oggetti, abitudini o emozioni che non ci appartengono più, creiamo spazio perché qualcosa di nuovo possa germogliare.

Lasciare andare non è una perdita, ma un atto di fiducia. Significa riconoscere che ciò che abbiamo già vissuto ci ha dato ciò che doveva, e che ora è tempo di aprirci a nuove possibilità.

Come la natura si rinnova nel suo ciclo, anche noi possiamo scegliere di alleggerirci. Possiamo tornare a respirare più liberamente, a sentire più leggerezza dentro e fuori di noi.

Questo è il dono dell’autunno: trasformare la malinconia in consapevolezza, il vuoto in spazio fertile, la fine in un nuovo inizio. image.jpg 🍂🍇🍁
in medicina cinese:
un invito all’introspezione

In medicina cinese ogni stagione ha un movimento energetico che si riflette sul nostro corpo e sulle nostre emozioni. L’autunno porta un movimento verso l’interno: raccogliersi, proteggersi, prepararsi al freddo inverno.

Dal punto di vista della medicina cinese, in sostanza, non è un caso se, in questo periodo, spesso percepiamo una sottile malinconia o un senso di solitudine.

È la tristezza dell’autunno, considerata dalla visione cinese naturale e necessaria. Non si tratta di un’emozione da respingere, ma un passaggio che ci aiuta a rientrare in noi stessi e a fare chiarezza.

Il Polmone in medicina cinese e la stagione autunnale

Il protagonista della stagione autunnale è, secondo la medicina cinese, il Polmone. Questo è l’organo più esposto al mondo esterno, fragile e delicato, ma anche il Maestro del qi, l’energia vitale.

Il suo compito è portare ordine e continuità.La sua lezione in autunno è chiara: per respirare pienamente occorre saper lasciare andare. Così come gli alberi si spogliano delle foglie, anche noi siamo invitati ad alleggerirci di ciò che non ci serve più.

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Lasciare andare in autunno: equilibrio e rinnovamento interiore

Dopo l’espansione estiva, arriva il tempo di fare spazio. Non solo dentro di noi, rivedendo abitudini e priorità, ma anche intorno a noi, in modo molto semplice, riconsiderando con pazienza i nostri ambienti quotidiani.

Ogni oggetto che tratteniamo racconta un frammento del passato. Alcuni oggetti ci sostengono, altri invece ci appesantiscono. L’autunno ci ricorda che per accogliere il nuovo occorre liberarsi del superfluo. image.jpg

Una pratica per l’autunno: rivedere i propri spazi

Vuoi sentire davvero la forza trasformativadi questa stagione? Prova a guardarti intorno. Osserva la tua casa, il tuo studio, gli ambienti in cui trascorri più tempo. Nota le stanze che ti trasmettono benessere e quelle che invece ti sembrano più “pesanti”.

Poi passa all’azione, iniziando da piccoli gesti:

lascia andare oggetti rotti, vecchi appunti, giornali accumulati,

elimina piante secche e oggetti che non apprezzi più,

libera l’armadio da abiti e scarpe che non ti rappresentano o non usi da tempo.

Ogni volta che togli qualcosa, chiediti:

🍁perché lo conservo?

🍂ha ancora un senso nella mia vita?

🍇mi rappresenta oggi?

Mentre compi questo rito, mantieni la presenza sul respiro. Senti il peso che se ne va insieme agli oggetti e lo spazio che si apre, pronto ad accogliere nuova energia.

L’autunno non è solo malinconia: è il tempo in cui la natura ci mostra il valore della trasformazione silenziosa. Le foglie cadono non per perdita, ma per preparare la terra a nutrirsi e rigenerarsi. Allo stesso modo, anche noi siamo chiamati a lasciare andareciò che non serve più.

In medicina cinese, questa capacità di lasciar andare è legata al respiro del Polmone: ogni espirazione ci insegna che per accogliere aria nuova dobbiamo prima svuotare i polmoni. Così accade nella vita: liberandoci di vecchi oggetti, abitudini o emozioni che non ci appartengono più, creiamo spazio perché qualcosa di nuovo possa germogliare.

Lasciare andare non è una perdita, ma un atto di fiducia. Significa riconoscere che ciò che abbiamo già vissuto ci ha dato ciò che doveva, e che ora è tempo di aprirci a nuove possibilità.

Come la natura si rinnova nel suo ciclo, anche noi possiamo scegliere di alleggerirci. Possiamo tornare a respirare più liberamente, a sentire più leggerezza dentro e fuori di noi.

Questo è il dono dell’autunno: trasformare la malinconia in consapevolezza, il vuoto in spazio fertile, la fine in un nuovo inizio e con i trattamenti TuiNa puoi alleviare contratture e disarmonie portate dal cambio di stagione

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