Studio Physiott di Gianclaudio Bassano

Studio Physiott di Gianclaudio Bassano

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Studio dedicato al movimento, al recupero fisico e all’educazione alla salute.

Oltre trent’anni di esperienza tra sport professionistico, terapia manuale, formazione e benessere.

31/08/2026

Il corpo non arriva mai da solo. Arriva insieme alla persona che lo abita.

La sua storia, le sue paure e le sue aspettative fanno parte di chi ho davanti. Le tecniche, senza una reale comprensione della persona, sono lame spuntate.

Prima viene la persona. Poi scelgo come aiutarla.

31/08/2026

La persona non è semplicemente destinataria di ciò che facciamo. È parte del percorso.
Quando lavoro con una persona che ha un problema alla spalla, alla schiena o al ginocchio, una parte fondamentale delle informazioni arriva proprio da lei.
Come si sente?
Come reagisce il suo corpo?
Cosa cambia nel corso delle giornate?
Per questo non mi interessa avere davanti qualcuno che esegua semplicemente ciò che gli viene proposto.
Mi interessa aiutarlo a osservare, ascoltare e conoscere meglio il proprio corpo.
Perché quando aumenta la consapevolezza, cambia anche il modo di partecipare al proprio percorso di cura.
Il mio obiettivo?
Creare autonomia.

31/08/2026

Ascoltare il proprio corpo non significa pensare che ogni sintomo abbia una causa emotiva.
Una malattia può essere una malattia.
Una lesione può essere una lesione.
E cercare necessariamente una spiegazione psicologica dietro ogni disturbo sarebbe un errore.
Ma sarebbe un errore anche ignorare ciò che sappiamo sull’interazione continua tra mente e corpo.
Pensiamo alla paura.
La paura è un’emozione, ma non rimane confinata nei nostri pensieri.
Il cervello riconosce una possibile minaccia e prepara l’organismo a rispondere: cambia il battito cardiaco, cambia la respirazione, cambia il tono muscolare, vengono attivati sistemi nervosi e ormonali, l’attenzione si modifica.
In pochi istanti qualcosa che abbiamo percepito diventa qualcosa che sta accadendo anche nel nostro corpo.
Ed è perfettamente normale.
Quella risposta esiste per proteggerci.
Il problema può nascere quando alcune risposte continuano ad accompagnarci anche quando non sono più necessarie, oppure quando diventano così abituali da non accorgerci più della loro presenza.
È qui che per me entra in gioco una parola importante: consapevolezza.
Consapevolezza significa prima di tutto ascolto.
Ascoltare il proprio corpo.
Ascoltare le proprie emozioni.
Accorgersi di come stiamo respirando.
Riconoscere una tensione che continuiamo a mantenere.
Accorgerci delle parole che ripetiamo a noi stessi.
Non possiamo decidere di non provare paura, rabbia o tristezza.
E certamente non possiamo controllare tutto ciò che accade al nostro organismo.
Possiamo però imparare a riconoscere alcune delle nostre risposte e, quando è possibile, intervenire su di esse.
A volte attraverso il respiro.
A volte attraverso il movimento.
A volte cambiando il dialogo che abbiamo con noi stessi.
A volte semplicemente imparando a lasciar andare una risposta che non ci serve più.
E quando scopriamo qualcosa che ci aiuta, possiamo conservarlo. Farlo diventare un riferimento, un piccolo “gancio” al quale tornare quando riconosciamo nuovamente quello stato.
Non significa pensare che la mente possa guarire qualsiasi cosa.
Significa qualcosa di molto più concreto:
non possiamo controllare tutto ciò che ci accade, ma possiamo diventare più consapevoli di ciò che accade dentro di noi.
E qualche volta quella consapevolezza ci restituisce una possibilità che non sapevamo di avere: scegliere una risposta diversa.
Per me, anche questo significa prendersi cura di sé.

31/08/2026

Grazie Seb per qs bellissima notizia. Sei il Nuovo Campione austriaco di Triathlon nella distanza IRONMAN. E' sempre un piacere lavorare con te! >Never give up!

20/05/2026

Perché il grasso addominale cambia dopo i 50 anni e con la menopausa?
Se accumuli grasso addominale dopo i 50 anni, che tu sia uomo o donna, nonostante dieta e allenamenti, non significa necessariamente che tu stia facendo qualcosa di sbagliato.�Molto spesso è cambiata la tua biologia.
Il punto fondamentale da capire è che dopo una certa età il corpo non gestisce più energia, ormoni e grassi come faceva a 20 o 30 anni.�Cambiano gli equilibri ormonali, cambia il metabolismo, cambia la risposta allo stress e cambia soprattutto il modo in cui il corpo decide dove accumulare il grasso.
Ed è proprio qui che nasce il problema del grasso viscerale.
Esistono due tipi di grasso addominale
Quando si parla di grasso addominale si tende a pensare che sia tutto uguale, ma in realtà esistono due forme molto differenti.
Il primo è il grasso sottocutaneo, cioè quello che si trova sotto la pelle.�È il grasso che puoi afferrare con le dita ed è principalmente una riserva energetica.
Il secondo invece è il grasso viscerale, che si accumula in profondità tra gli organi addominali.
Ed è qui che la situazione cambia completamente.
Il grasso viscerale infatti non è un semplice deposito passivo di energia, ma si comporta come un vero organo endocrino.�Produce sostanze infiammatorie chiamate citochine che mantengono il corpo in uno stato di infiammazione cronica di basso grado.
Queste sostanze infiammatorie colpiscono soprattutto il fegato, che progressivamente tende a diventare:
più infiammato;
più resistente all’insulina;
meno efficiente nella gestione degli zuccheri.
A questo punto il corpo inizia a produrre sempre più insulina per cercare di mantenere stabile la glicemia.
Ma qui nasce il problema.
L’insulina non serve soltanto a controllare gli zuccheri.�È anche uno degli ormoni principali coinvolti nell’immagazzinamento energetico.
Quindi:
più aumenta l’insulina;
più il corpo tende a stoccare energia;
più facilmente quella energia verrà accumulata come grasso viscerale.
Ed ecco che si crea un vero circolo vizioso:
il grasso viscerale produce infiammazione;
l’infiammazione peggiora la resistenza insulinica;
la resistenza insulinica aumenta l’insulina;
l’insulina aumenta il grasso viscerale.
Per questo motivo dopo i 50 anni il problema non può più essere affrontato semplicemente con:
“mangia meno e muoviti di più”.
Perché il corpo sta vivendo un cambiamento biologico molto più profondo.
Cosa succede nella donna con la menopausa
Nella donna gli ormoni dominanti sono gli estrogeni.
Gli estrogeni non regolano soltanto fertilità e ciclo mestruale, ma influenzano profondamente:
metabolismo;
sensibilità insulinica;
fame e sazietà;
distribuzione del grasso corporeo.
Ed è proprio quest’ultimo punto ad essere fondamentale.
Durante l’età fertile gli estrogeni aiutano il corpo femminile a convogliare il grasso soprattutto verso:
fianchi;
glutei;
cosce.
Questa distribuzione non è casuale.
È una strategia biologica legata alla funzione riproduttiva e alla gravidanza.
Il corpo femminile infatti, durante l’età fertile, tende a preferire un accumulo sottocutaneo periferico perché:
è metabolicamente meno infiammatorio;
è più stabile;
ed è energeticamente utile alla gestazione.
In pratica gli estrogeni “guidano” il grasso lontano dall’addome viscerale.
Allo stesso tempo aiutano anche a mantenere una migliore sensibilità all’insulina e migliorano il funzionamento della leptina, cioè l’ormone coinvolto nel senso di sazietà.
Finché questi equilibri restano presenti, il corpo riesce generalmente a:
controllare meglio l’appetito;
gestire meglio gli zuccheri;
limitare l’accumulo viscerale.
Con la menopausa però tutto questo cambia molto rapidamente.
Gli estrogeni diminuiscono bruscamente e vengono meno proprio quei segnali biologici che indirizzavano il grasso verso i depositi periferici.
Il corpo quindi cambia progressivamente strategia di accumulo.
Il grasso non viene più convogliato prevalentemente verso:
fianchi;
glutei;
cosce,
ma inizia progressivamente ad accumularsi nell’addome profondo.
Ed è qui che molte donne osservano il classico passaggio:
dalla forma “a pera”,
alla forma “a mela”.
Ma ancora una volta il problema non è soltanto estetico.
Perché il grasso che aumenta ora è soprattutto grasso viscerale.�E il grasso viscerale, come abbiamo visto, alimenta:
infiammazione;
resistenza insulinica;
aumento dell’insulina;
accumulo ulteriore di grasso addominale.
Nel frattempo aumenta anche l’effetto del cortisolo.
Il cortisolo infatti aumenta la glicemia perché il corpo interpreta lo stress come una richiesta di energia immediata.
Per fare questo:
aumenta il glucosio nel sangue;
aumenta le voglie;
aumenta il desiderio di zuccheri;
e inizia anche a degradare il tessuto muscolare per produrre energia.
Quel glucosio però, in presenza di resistenza insulinica, verrà molto facilmente trasformato ed immagazzinato come grasso viscerale.
Ed ancora una volta il circolo vizioso continua ad alimentarsi da solo.
Cosa succede nell’uomo dopo i 50 anni
Nell’uomo l’ormone dominante è il testosterone.
Il testosterone non serve soltanto alla sessualità o alla forza fisica.�Ha un ruolo centrale nel mantenimento dell’equilibrio metabolico.
Aiuta infatti:
a costruire e preservare la massa muscolare;
a mantenere più attivo il metabolismo;
a migliorare la sensibilità all’insulina;
a limitare l’accumulo del grasso viscerale;
a contrastare gli effetti catabolici del cortisolo.
Per capire cosa accade dopo i 50 anni bisogna però partire da un concetto fondamentale:
la massa muscolare è uno dei principali motori metabolici del corpo umano.
Più massa muscolare possediamo:
più glucosio riusciamo a consumare;
migliore sarà la sensibilità insulinica;
minore sarà la tendenza ad accumulare grasso viscerale.
Il problema è che il testosterone tende progressivamente a diminuire con l’età.�Questo calo inizia lentamente già dopo i 30 anni, ma diventa molto più evidente intorno ai 50.
Ed è qui che iniziano una serie di conseguenze concatenate.
Riducendosi il testosterone:
diminuisce la massa muscolare;
rallenta il metabolismo;
peggiora la sensibilità insulinica;
aumenta più facilmente il grasso viscerale.
Ma il punto davvero importante arriva adesso.
Il grasso viscerale contiene un enzima chiamato aromatasi.�L’aromatasi converte parte del testosterone in estrogeni.
Questo significa che:
più grasso viscerale accumuli;
più aumenta l’attività dell’aromatasi;
più testosterone viene convertito in estrogeni.
Ed ecco che l’equilibrio ormonale cambia ulteriormente.
Molte persone a questo punto pensano:
“allora basta assumere testosterone”.
Ma il problema non è così semplice.
Se il corpo si trova ancora in una situazione di:
forte accumulo viscerale;
infiammazione;
resistenza insulinica,
parte di quel testosterone rischia di essere nuovamente convertito.
Nel frattempo aumenta anche l’effetto del cortisolo.
Ed il cortisolo ha un ruolo devastante in questo contesto perché:
aumenta la glicemia;
favorisce il catabolismo muscolare;
peggiora la perdita di massa magra;
favorisce l’accumulo di grasso viscerale.
Ed è qui che il corpo entra progressivamente in una spirale metabolica negativa.
La cosa importante da capire è che solo una parte di questo processo dipende realmente dall’invecchiamento biologico.
Una parte enorme dipende invece dallo stile di vita:
sedentarietà;
scarso sonno;
stress cronico;
eccesso di zuccheri;
alimentazione industriale;
perdita progressiva di massa muscolare.
Ed è proprio lì che possiamo ancora intervenire.
Perché dopo i 50 anni “non funziona più nulla”?
Ed è qui che moltissime persone iniziano a sentirsi frustrate.
Perché:
mangiano come prima;
si allenano come prima;
fanno apparentemente le stesse cose di sempre.
Eppure il corpo cambia completamente.
La ragione è che nel frattempo sono cambiate le istruzioni biologiche con cui il corpo gestisce:
energia;
ormoni;
zuccheri;
grassi;
muscoli.
Ed è proprio per questo che strategie che prima funzionavano perfettamente, improvvisamente smettono di funzionare.
Perché il solo cardio spesso non basta
Molte persone cercano di contrastare questo processo aumentando il cardio.
Ma il problema è che il cardio, da solo, spesso non riesce ad invertire il meccanismo metabolico.
Anzi, se svolto ad intensità troppo elevate, soprattutto in un corpo già stressato ed infiammato, può aumentare ulteriormente il cortisolo.
Quando infatti ci alleniamo sempre con battiti troppo alti:
utilizziamo prevalentemente zuccheri;
aumentiamo la produzione di cortisolo;
aumentiamo lo stress metabolico.
Per questo motivo il lavoro cardiovascolare dovrebbe essere monitorato attraverso un cardiofrequenzimetro, così da mantenere il corpo in una fascia metabolica più favorevole all’utilizzo dei grassi.
Ma soprattutto bisogna capire una cosa fondamentale:
dopo i 50 anni il vero obiettivo non è semplicemente “bruciare calorie”.
Il vero obiettivo diventa:
preservare il tessuto muscolare;
migliorare la sensibilità insulinica;
ridurre l’infiammazione;
ridurre il cortisolo;
aumentare la capacità metabolica del corpo.
Il ruolo fondamentale del muscolo
Il muscolo non serve soltanto a muoversi.
Il tessuto muscolare è uno dei più potenti regolatori metabolici dell’organismo.
Durante l’esercizio il muscolo utilizza enormi quantità di glucosio.�In pratica funziona come una vera “spugna metabolica”.
Quando invece siamo sedentari, il glucosio dipende molto di più dall’insulina per entrare nelle cellule.
E se siamo insulino-resistenti il sistema diventa inefficiente:
aumenta la glicemia;
aumenta l’insulina;
aumenta il grasso viscerale.
Per questo motivo l’allenamento di resistenza diventa fondamentale con l’avanzare dell’età.
Perché:
preserva la massa muscolare;
migliora il metabolismo;
migliora la gestione del glucosio;
aumenta la longevità e la qualità della vita.
Cosa serve davvero per interrompere il circolo vizioso
A questo punto diventa chiaro che il grasso addominale dopo i 50 anni non può essere affrontato con soluzioni rapide o superficiali.
Serve un cambiamento metabolico profondo.
Le strategie più importanti sono:
1. Ridurre l’insulina
Limitando:
zuccheri;
farine raffinate;
cibi ultraprocessati.
2. Ridurre la frequenza dei pasti
Per permettere al corpo di abbassare più facilmente i livelli insulinici.
3. Aumentare progressivamente le proteine
Per proteggere la massa muscolare.
4. Allenare forza e resistenza muscolare
Per migliorare metabolismo e sensibilità insulinica.
5. Dormire meglio
Perché dormire poco altera profondamente:
cortisolo;
fame;
metabolismo;
recupero.
6. Ridurre lo stress cronico
Perché il cortisolo elevato:
aumenta il grasso viscerale;
aumenta la glicemia;
accelera il catabolismo muscolare;
mantiene l’infiammazione.
Respirazione e meditazione: perché possono cambiare realmente il metabolismo
Ed infine esiste un aspetto che troppo spesso viene sottovalutato quando si parla di grasso addominale, metabolismo ed invecchiamento biologico:
il sistema nervoso.
Molte persone pensano che stress, ansia e stato emotivo siano soltanto condizioni psicologiche.�In realtà ogni stato mentale produce conseguenze biologiche reali.
Ogni pensiero, ogni emozione ed ogni stato di allerta modificano continuamente:
ormoni;
frequenza cardiaca;
pressione;
glicemia;
infiammazione;
produzione di cortisolo;
qualità del sonno;
gestione energetica del corpo.
Il cervello infatti non distingue particolarmente bene tra:
un pericolo reale;
ed un pericolo costantemente immaginato o percepito.
Per lui entrambe le condizioni richiedono adattamento biologico.
Ed è proprio qui che entra in gioco il sistema nervoso autonomo.
Quando il corpo vive costantemente in “modalità sopravvivenza”
Se viviamo continuamente:
sotto pressione;
in ansia;
con pensieri ossessivi;
senza pause mentali;
dormendo poco;
iperstimolati,
il corpo tende a rimanere attivato in modalità simpatica, cioè nella modalità biologica della sopravvivenza.
In questa condizione il cervello invia continuamente segnali di allerta all’organismo.
Il risultato è:
aumento del cortisolo;
aumento della glicemia;
aumento dell’infiammazione;
peggioramento della sensibilità insulinica;
aumento delle voglie;
maggiore accumulo di grasso viscerale.
Il problema è che questo stato, utile per affrontare un pericolo acuto, diventa devastante quando rimane attivo per mesi o anni.
Ed è qui che respirazione e meditazione smettono di essere semplici “tecniche rilassanti” e diventano strumenti biologici.
Perché la respirazione può influenzare il metabolismo
La respirazione è uno dei pochi sistemi del corpo che può essere:
automatico;
ma anche controllato volontariamente.
Ed è proprio questo che la rende così potente.
Il modo in cui respiriamo invia continuamente informazioni al sistema nervoso.
Una respirazione:
rapida;
alta;
corta;
toracica,
viene interpretata dal cervello come un segnale di pericolo o stress.
Al contrario una respirazione:
lenta;
profonda;
diaframmatica;
con espirazione lunga,
comunica al cervello che il corpo è al sicuro.
Ed è qui che iniziano a cambiare le risposte biologiche.
La respirazione diaframmatica e il nervo vago
Quando respiriamo utilizzando bene il diaframma, si attiva maggiormente il sistema parasimpatico, cioè la parte del sistema nervoso associata a:
recupero;
digestione;
rilassamento;
riparazione dei tessuti;
riduzione dello stato infiammatorio.
Uno dei protagonisti principali di questo processo è il nervo vago.
Il nervo vago collega cervello, cuore, polmoni, intestino e numerosi organi interni.�Quando viene stimolato attraverso una respirazione lenta e controllata:
rallenta la frequenza cardiaca;
abbassa gradualmente lo stato di allerta;
riduce la produzione di cortisolo;
migliora la regolazione del sistema nervoso autonomo.
Ed è qui che il corpo può finalmente uscire dalla modalità cronica di sopravvivenza.
Come respirare concretamente
Uno dei metodi più semplici ed efficaci è la respirazione diaframmatica lenta.
Per esempio:
inspirare lentamente dal naso per circa 4 secondi;
espandendo soprattutto l’addome e non il torace;
espirare lentamente per 6 secondi;
senza forzare.
L’espirazione più lunga dell’inspirazione aiuta ulteriormente l’attivazione parasimpatica.
Bastano anche:
5-10 minuti;
una o due volte al giorno,
praticati con costanza,
per iniziare gradualmente a modificare il livello di attivazione del sistema nervoso.
Perché la meditazione può influenzare il corpo
Anche la meditazione viene spesso fraintesa.
Molte persone la immaginano come qualcosa di spirituale o astratto.�In realtà la meditazione è soprattutto un allenamento neurobiologico dell’attenzione e della regolazione emotiva.
Quando la mente rimane continuamente:
iperattiva;
preoccupata;
dispersa;
in stato di allerta,
il cervello mantiene più facilmente il corpo in una condizione di stress cronico.
Meditare non significa “smettere di pensare”.�Significa imparare gradualmente a:
osservare i pensieri;
ridurre la reattività;
interrompere il flusso continuo di allerta interna.
Con il tempo questo modifica realmente:
il sistema nervoso;
la risposta allo stress;
il livello di cortisolo;
la qualità del sonno;
perfino il rapporto con fame e compulsioni alimentari.
Il corpo ascolta continuamente il cervello
Quando ci guardiamo allo specchio vediamo una sola persona.�Ma biologicamente siamo un sistema formato da decine di migliaia di miliardi di cellule costantemente in ascolto dell’ambiente interno nel quale vivono.
Ed il cervello contribuisce continuamente a creare quell’ambiente.
Ogni stato emotivo genera segnali biochimici che vengono trasportati dal sangue in tutto il corpo.
Per questo motivo il modo in cui viviamo ogni giorno:
non modifica soltanto il nostro stato mentale;
ma influenza direttamente metabolismo, infiammazione, ormoni e invecchiamento biologico.
Ed è proprio per questo che imparare:
a respirare meglio,
a rallentare,
a recuperare,
a ridurre lo stato cronico di allerta,
non rappresenta soltanto un beneficio psicologico.
Diventa una vera strategia biologica per proteggere metabolismo, muscoli, cervello e salute nel tempo.
Occorre una presa di coscienza
Il grasso addominale dopo i 50 anni non è semplicemente una questione estetica, né soltanto il risultato di “mancanza di volontà”.�Molto spesso è il segnale visibile di un cambiamento biologico profondo che coinvolge ormoni, metabolismo, sistema nervoso, infiammazione e tessuto muscolare.
Per questo motivo non può essere affrontato con soluzioni rapide, approcci estremi o sensi di colpa.
Il corpo non sta “tradendo” la persona.�Sta semplicemente rispondendo alle condizioni biologiche nelle quali è stato costretto a vivere per anni:
stress cronico,
sedentarietà,
scarso recupero,
alimentazione moderna,
perdita progressiva di massa muscolare,
alterazioni ormonali e metaboliche.
Ma comprendere questi meccanismi cambia completamente il modo di guardare il problema.
Perché quando si comprende davvero cosa sta accadendo nel corpo, smettiamo di combatterlo come un nemico e iniziamo finalmente ad aiutarlo a ritrovare equilibrio.
Ed è proprio qui che nasce il vero cambiamento.
Non nel tentativo ossessivo di “dimagrire velocemente”, ma nella capacità di ricreare giorno dopo giorno un ambiente biologico più favorevole alla salute delle nostre cellule.
Perché il nostro organismo ascolta continuamente tutto ciò che facciamo:
come mangiamo,
come dormiamo,
come respiriamo,
come ci muoviamo,
ma soprattutto come viviamo.
E col tempo ogni abitudine diventa biologia.
Ogni scelta quotidiana può:
alimentare infiammazione e declino metabolico,�oppure
favorire adattamento, recupero e salute.
Ed è forse questa la cosa più importante da ricordare:
invecchiare è inevitabile.�Ma il modo in cui accompagneremo biologicamente il nostro corpo attraverso gli anni dipende, almeno in parte, dalle condizioni che ogni giorno scegliamo di creare dentro di noi.
Gianclaudio Bassano Trainer Certificato di Camminata Metabolica Imperia e Monza, Professionista delle Arti Ausiliarie Sanitarie, Titolare di Studio Physiott in Piazza Dante 8 ad Imperia e Personal Trainer con oltre 30 anni di esperienza.
Telefono: 392 230 9937

Photos from Studio Physiott di Gianclaudio Bassano's post 03/12/2025

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03/12/2025

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26/09/2025

Se ti offrissi 20 milioni di euro, immagina come sarebbe la tua vita. Continueresti ad arrabbiarti con quello che quando è Verde non parte? Non credo c’hai 20 milioni in tasca.. che c***o te ne frega.?
Continueresti a sentirti offeso per quel commento dell’amica?continueresti a preoccuparti delle dichiarazioni dei redditi ? Dai su … hai 20 milioni in tasca!

Però c’è una condizione per avere questi 20 milioni in tasca. Domattina tu non ti svegli! Ti do 20 milioni però domattina non ti svegli.

Non accetti eh? E allora pensaci: il fatto che tu stamattina ti sia svegliata/svegliato vale più di 20 milioni di euro!

Il fatto che tu stamattina ti sia svegliata/o non ha prezzo! Quindi smetti di lamentarti, goditi la fortuna che hai….perché sei ricca/o e non te ne accorgi.. (cit. Paolo Ruffini)

Nella vita, come nel recupero da un infortunio, il MINDSET è parte integrante del processo e fa la differenza. Esattamente come Studio Physiott

Studio Physiott Piazza Dante 8 IMPERAI tel: 39223099378

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