Origini
Riequilibrio dell'unità mente-corpo-spirito grazie alla completa naturalezza di trattamenti ayurveda
operatore olistico disciplinato ai sensi della legge 14 gennaio 2013, n.4 (G.U. 26 gennaio 2013, n. 22)”
25/09/2026
7️⃣5️⃣° Festa Dell’Uva di Vo
🛳 Il carro vincitore realizzato da iragazzidellaportaccanto è stato reclamato dal legittimo proprietario .
📌 Da ieri lo potrete trovarlo presso il seguente indirizzo:
📍 Isola Che Non C'è seconda stella a destra e poi dritto fino al mattino
⚠️ Non si preoccupino i genitori dei nostri Dancers... prima o poi saranno restituiti alle rispettive famiglie...
‼️ FORSE
💃Choreo by Lucia Baggio
🕺Dancers Sharon de santi hayet🫶🏻 Elena , Caterina , Sara , Annarosa e Matilde
16/09/2026
È di nuovo tempo di prepararsi per la stagione invernale ❄️
Prepara mente corpo e spirito con le abbinate si trattamenti detox durante il periodo autunnale 🍂🍁
Vi aspetto per le PROMO COMBO!
Per info contattatemi inviando un messaggio whatsapp al numero 📲3461533000
09/09/2026
se sapessi che dopo mille fallimenti
raggiungeresti il tuo sogno,
con quanta gioia vivresti
il conto alla rovescia dei tuoi schianti?
festeggeresti ogni caduta
perché sapresti che toglie un numero
dal conto,
celebreresti la disfatta
brinderesti al guaio accaduto
guarderesti le linee delle ferite
come corde che legano
lo striscione del traguardo
non busseresti più alle porte chiuse
perché ora sai che
il percorso si apre altrove
se sapessi che dopo mille fallimenti
raggiungeresti il tuo sogno,
al novecentesimo
non dormiresti per gli entusiasmi
e porteresti con eleganza e carisma
i primi cento disastri addosso,
medaglie al contrario
di tutte le volte che hai scelto
l’amore al podio
ti verrebbero fuori emozioni a forma di festa
perché sapresti che il coraggio di gettarsi
conduce alla via della beatitudine
ma l’universo è simpatico
e la vita ci fa perdere il conto,
così non sai
a quanti inciampi sei dalla felicità,
e considera che potresti essere
a una caduta da te.
[gio evan]
disegno gumtio
09/09/2026
Non mi è mai piaciuta la parola resilienza! Prelevare dalla fisica un termine (resilienza) impiegato per indicare la capacità di un materiale di resistere agli urti senza spezzarsi, significa trattare l’uomo alla stregua di un oggetto. Significa trascurare il fatto che l’uomo non è una cosa. Perché in lui si agitano passioni, emozioni, sentimenti, angosce, dolori, fantasie in quel gioco vertiginoso e incerto che è la vita!
Ecco, io vorrei sapere se i resilienti sono anche capaci di comprendere chi non ce la fa, e quindi di assisterli, confortarli, aiutarli. Se conoscono, oltre alla resilienza, anche l’accudimento, il soccorso, la cura. Perché solo chi conosce la propria debolezza è in grado di comprendere la debolezza altrui. Solo chi è caduto può sostenere chi sta cadendo. E sa soccorrere con parole che non siano di generico incoraggiamento, ma di autentica partecipazione, quella che i greci chiamavano compassione, nell’accezione non di compatire ma di partecipare a quel « patire» comune di cui nessuno può dirsi immune.
Di partecipazione abbiamo bisogno. Di socialità e non di orgoglio individuale ostentato da chi ce l’ha sempre fatta. Mettere in comune le sconfitte mi pare molto più interessante che resistere o vincere a tutti i costi. Confucio una volta disse: Un uomo è grande non perché non ha fallito. O perché si è rialzato. Ma perché da quel fallimento ha imparato che quella che ora vedi come una debolezza, un giorno diventerà la forza di qualcun altro. Perché la vera forza non è sorpassare chi ti sta davanti, ma tendere la mano verso chi ti cammina dietro.
Umberto Galimberti
"Seto Laura, se tornasse indrío ea risposaria de novo ea me Gina... Ea me ga dà do splendidi fiori... Ea se ga sempre preoccupà de tutti noialtri... Ghe vujo tanto ben!"
"Sai Laura, se tornassi indietro la risposerei di nuovo la mia Gina... Mi ha dato due splendidi figli... Si è sempre presa cura di tutti noi... Le voglio tanto bene!"
83 anni... Se n'è venuto fuori così, dal nulla, rompendo un silenzio quasi meditativo durante il massaggio...
Poi di nuovo silenzio: quello delle nostre anime commosse...
10/08/2026
Chi mi conosce sa bene quanto io dia scarsa importanza al valore economico del regalo... E quanto invece sia importante per me il "pensiero" e la "cura" dei dettagli che lo rendono speciale.
Beh... Questo supera di gran lunga qualsiasi mia aspettativa!!!
La confezione è una meravigliosa scatola magica, realizzata interamente a mano, creata come un cryptex, la cui apertura è tutta da scoprire (poche cose amo di più degli enigmi)...
E uno scrigno così prezioso cosa potrà mai contenere???
Ambra, il profumo che adoro e che mi inebria, ma in versione "élite" (per non dire "inaccessibile per me" 😅)
Ciò che ho apprezzato di più? Tutto:
Ogni
Minimo
Importante
Dettaglio
Grazie ❤️
18/07/2026
Yama (यम): il primo passo dello yoga non è fare, ma non fare
Quando si parla di yoga, si pensa subito ad āsana (posizioni), prāṇāyāma (respirazione) o dhyāna (meditazione). Eppure, Patañjali apre il proprio percorso con gli yama, le cinque grandi astensioni (Yogasūtra II.30):
ahiṁsāsatyāsteyabrahmacaryāparigrahā yamāḥ
"Il non nuocere (ahiṁsā), la non falsità (satya), il non appropriarsi di ciò che non è proprio (asteya), la non dispersione [o contenimento di energia] (brahmacarya) e il non trattenimento [di nulla per sé (aparigraha), costituiscono] gli yama"
Per capire in modo pregnante questo primo "gradino", tuttavia, è necessario entrare in intimità con questa parola da un punto di vista etimologico. Il sostantivo maschile sanscrito yama deriva dalla radice verbale √yam, il cui significato fondamentale è «trattenere», «frenare», «controllare», «soggiogare». Lo yoga, dunque, inizia anzitutto come arte del dominio di sé attraverso lo sviluppo di un approccio "contrastivo" rispetto a determinate tendenze naturali ma tossiche per il fine sommo (liberazione).
Va evidenziato, infine, che non si tratta di semplici norme morali. Nel Pātañjalayogaśāstra gli yama rappresentano un'autentica disciplina "radicale" capace di interrompere le abitudini cognitive che alimentano attrazione e repulsione verso gli oggetti, preparando gradualmente la mente al discernimento (viveka) e, infine, all'isolamento (kaivalya) della propria natura intangibile ed eterna dalle pastoie coinvolgenti della natura materiale.
In altre parole, lo yoga comincia molto prima del tappetino: comincia dal modo in cui scegliamo di vivere.
Cit. Diego Manzi
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