OSS IN AZIONE

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Questo progetto nasce per dare visibilità e i giusti riconoscimenti alla figura dell'operatore socio sanitario, con varie iniziative e tramite il confronto con altre figure socio sanitarie.

07/04/2026

Hai mai stretto la mano a un ragazzo di vent’anni mentre il calore abbandona il suo corpo e i suoi occhi diventano vetro?

Hai mai sentito lo schianto di quel silenzio, quando il monitor smette di suonare e le urla di una madre iniziano a strappare l’aria, rimbombando nel corridoio come un proiettile?

Hai mai dovuto pulire il sangue e il sudore dal volto di un padre, mentre sua figlia gli urla "svegliati" a un orecchio che non sente più nulla?

Se non hai mai masticato l’odore della morte in un turno di dodici ore, allora non parlare di noi. Non giudicateci se quando torniamo a casa siamo pietre. Se non rispondiamo ai messaggi, se non abbiamo voglia di sentire le vostre lamentele sul traffico o sul caffè freddo, non è perché siamo diventati cattivi. È perché siamo finiti.

Siamo gusci vuoti. Non è cinismo, è che abbiamo lasciato l'anima incastrata tra le lenzuola di un letto che è diventato una bara.

Abbiamo spremuto ogni goccia di umanità per accarezzare chi stava partendo, per dare un briciolo di dignità a chi non aveva più speranza.

Torniamo a casa con le ossa rotte e la testa piena di fantasmi che voi non potreste nemmeno sognare senza svegliarvi urlando.

Siamo quelli che raccolgono i pezzi quando tutto va in frantumi. Non giudicate il nostro silenzio: è l’unico modo che abbiamo per non crollare anche noi.


Matteo Lucio Maiolo

03/04/2026

Siamo tutti d'accordo?

03/04/2026
03/04/2026

L'orgoglio di pulire i culi!!!
Oggi ho sentito di nuovo "fai le pulizie di c**o" non è né la prima né l'ottava volta che lo sento. E sento il bisogno di rivendicare il mio lavoro, di gridare al Mondo quanto ne sono orgogliosa. Sì, signore e signori, orgogliosi di pulire i culi, tagliare le unghie, lavare la testa, vestirsi, fare la doccia, nutrire e prendersi cura delle persone tra le altre cose, sì, PERSONE, che non possono farlo da sole e hanno bisogno di aiuto. Ma riassumiamolo come "pulizia dei culi". Sono già un po 'stufa dei connotati negativi di questa espressione che è strettamente legata alla mia professione. È chiaro che non tutti siamo bravi a tutto. Ad esempio, non potevo lavorare in qualcosa che mi richiedesse di mentire, come un banchiere o qualcosa del genere. Eppure quella è una professione molto apprezzata, al contrario affrontare la mia è come l'ultima delle ultime. Dico a loro che la maggior parte di coloro che ci classificano in quel modo non hanno mai bisogno che qualcuno che si "pulisca il c**o": spero che non abbiano mai bisogno di qualcuno che lo faccia. Ma se arriverà il momento necessario, io o i miei colleghi professionisti saremo disposti ad aiutarti e farti avere la migliore qualità di vita possibile, e sempre con buon umore e amore. Ora diranno cosa è veramente importante il lavoro per persone come noi infermiere, ma per favore, non usate l'espressione "culi puliti" con disprezzo, perché forse un giorno qualcuno dovrà farlo per voi e credetemi che lo farete sentirsi grati❤.

29/03/2026

Mentre il silenzio avvolge le corsie, ci sono mani che non smettono di muoversi. Sono le mani degli OSS. Mani che sostengono corpi stanchi, che accarezzano solitudini, che ridonano decoro a chi si sente fragile. Essere OSS significa essere l'ultima luce accesa nella notte di un paziente. Siamo figli, nipoti e confidenti di chi non ha più nessuno. Non facciamo miracoli medici, facciamo qualcosa di più difficile: restiamo umani quando tutto intorno parla di dolore. Orgogliosi di essere la speranza che cammina

Matteo Lucio Maiolo

13/03/2026

"Essere OSS significa essere gli occhi, le mani e il sostegno di chi sta vivendo un momento di fragilità."

17/02/2026

Oggi, di nuovo, mi sono sentito dire:
"Ah, fai le pulizie di c**o!"
E no, non è la prima volta. Né la seconda.
Ormai ho perso il conto.

Ma ogni volta sento un nodo nello stomaco.
Non per vergogna.
Ma per il bisogno urgente di dire le cose come stanno.

Sì, signore e signori: siamo orgogliosi di pulire.
Di lavare. Di tagliare le unghie. Di nutrire.
Di aiutare qualcuno a vestirsi, a fare la doccia.
Di accompagnare persone che non possono più farcela da sole.

Perché è questo che facciamo.
E sapete come si chiama? Prendersi cura.

Ma voi, certi di avere il mondo in mano,
la riassumete con quel tono di scherno:
“Pulizia di culi.”

Bene.
Tenetevi pure il vostro sarcasmo.
Io intanto continuo a fare il mio mestiere con dignità.
Perché non tutti possono farlo.
Perché non tutti riescono a stare davanti al dolore, alla fragilità, alla nudità della vita.
Io e i miei colleghi, sì.

E no, non potrei mai fare un lavoro dove bisogna mentire, ingannare, o mascherarsi dietro titoli eleganti.
Preferisco mani n**e e cuore pulito.

Forse un giorno capirai.
Quando avrai bisogno di qualcuno che ti lavi, ti aiuti, ti guardi con rispetto.
Quando le forze verranno meno,
e ti troverai nella condizione di chiedere aiuto.

Quel giorno, ci saremo.
Noi.
Gli stessi che oggi snobbi, deridi, sottovaluti.

Ci saremo con amore. Con delicatezza. Con professionalità.

E, magari, allora riuscirai a dire grazie.
Non con le parole, ma con uno sguardo.
Quello sguardo che vale più di qualsiasi riconoscimento.

Siamo OSS.
Siamo infermieri.
Siamo le mani che non si voltano.
E sì: siamo orgogliosi di prenderci cura.


Matteo Lucio Maiolo

16/02/2026

Le pacche sulle spalle non pagano le bollette. Le chiamate "eroi" non coprono i turni massacranti. Spesso veniamo celebrati come "il cuore della sanità", ma un cuore che non viene protetto e rispettato finisce per stancarsi.

Essere OSS significa dare dignità agli altri ogni giorno, ma chi pensa alla nostra di dignità? È ora di smettere di accettare i complimenti come sostituti dei diritti. Non siamo angeli, siamo professionisti. E il rispetto per un professionista passa anche per una busta paga equa e tutele reali.


Matteo Lucio Maiolo

15/02/2026

🤣🤣🤣

15/02/2026

Esattamente così...

01/02/2026

Ci sono giorni in cui chiudi la porta del reparto o lasci la casa di un assistito e senti che la stanchezza non è solo nelle gambe, ma anche nei pensieri. Eppure, in ogni gesto che hai compiuto oggi, c’è una dignità che non si impara sui libri di testo, ma si coltiva con l'esperienza e l'umanità.

Essere un OSS significa essere il primo volto che una persona vede al risveglio e l'ultima parola di conforto prima della notte. Significa saper leggere un disagio in uno sguardo senza bisogno di parole e avere la forza di prestare le proprie mani a chi non può più usarle. Non è una questione di eroismo, ma di professionalità vera, quella fatta di competenza tecnica e di una pazienza infinita.

Ogni volta che hai regalato un momento di sollievo, ogni volta che hai restituito un sorriso a chi pensava di averlo perso, hai fatto la differenza. Il tuo lavoro è il pilastro invisibile che sorregge la vita degli altri, un impegno quotidiano che merita tutto il rispetto e il riconoscimento possibile.

​A testa alta, sempre, perché quello che fai ha un valore immenso.

Orgoglio OSS. 💙


Matteo Lucio Maiolo OSS IN AZIONE

12/12/2025

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