Parole in blu:un autismo consapevole

Parole in blu:un autismo consapevole

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L’autismo è un mondo completamente diverso da quello immaginato dalla maggioranza degli italiani, anche di quelli più colti, sensibili, informati ..

04/09/2026
06/12/2025

Il senso di totale solitudine. La paura che non vi sia una via d'uscita. La mancanza di sicurezza. Accade in Italia nel 2025, i supporti non sono efficaci. Nessuno può giudicare.

La tragedia di Corleone, una madre anziana di 78 anni che strangola la figlia autistica di 47 anni e poi si toglie la vita, è una ferita che ci obbliga a guardarci dentro.
Non è un episodio isolato: è il grido di tanti genitori che vivono nella paura del “dopo di noi”.

Lo ripeto da anni: il sistema non funziona.
I fondi non bastano.
La visione è sbagliata.
E troppo spesso chi decide non conosce davvero la vita, le fatiche, la solitudine delle famiglie con figli con disabilità. Le foto di rito e le inaugurazioni non bastano.

Serve un cambio totale di prospettiva:
la disabilità deve entrare in ogni scelta pubblica scuola, lavoro, autonomia, affettività, sessualità. Ovunque.

Forse sembrerò duro, ma la verità è questa: molti genitori temono che, quando loro non ci saranno più, i loro figli resteranno soli, abbandonati, invisibili.
E questo pensiero li schiaccia.
Ed è più che comprensibile.

Anch’io, quando penso alla mia vecchiaia e al futuro di Alba, sento quella stessa paura affacciarsi.

Ed è proprio per questo che il mio impegno, costi quel che costi, andrà nella costruzione di un sistema che finalmente inizi a funzionare.
Perché non ci siano più storie di disperazione.
Perchè ci siano famiglie che possano guardare con serenità al futuro dei propri figli con disabilità.
È un dovere!

13/07/2025

Il ritrovamento del piccolo Allen può considerarsi alla stregua di un miracolo. Quando tante cose lasciavano presagire al peggio, la preoccupazione si è sciolta lasciando spazio alla gioia. Un bambino di 5 anni è tra gli esseri più indifesi su questa terra. Un bambino di 5 anni autistico, non verbale lo è ancora di più. Abbiamo dovuto leggere sentenze becere filosofeggianti ai genitori: i bambini autistici spessissimo tendono a scappare, si dileguano, non ascoltano i richiami, seguono chiunque riesca a entrare in sintonia con loro, non hanno neppure il senso del pericolo. Nelle lacrime di gioia e di liberazione dei soccorritori, dei genitori vi erano anche tante altre di altri genitori, di altri esseri umani, che in queste ore hanno assaporato spesso nuovamente, il terrore di non trovare il proprio figlio.

21/03/2025

Oggi mentre accompagnavo Vincenzo a scuola,
Arrivati vicino all’istituto c’era un gruppetto di ragazzini e ragazzine.
Quando ho intravisto alcuni compagni di classe, ho alzato la testa facendo finta di niente per vedere la loro reazione. Perché il mio cuore per essere sicuro ha bisogno di vedere con i suoi occhi,
consapevole che poi avrebbe sofferto con i suoi battiti.
Passiamo davanti a loro con passo molto lento, io testa alta con sguardo appositamente puntato sull’altra direzione, Vincenzo invece li guarda, sul suo volto si accende quel sorriso di chi ha visto i suoi coetanei e conoscenti, poi parte la solita stereotipia con la mano, che sta per esprimere la sua emozione.
Di quel gruppetto nessuno che fa un passo avanti per salutare e richiamare Vincenzo per farlo stare insieme a loro.
Io sapevo che sarebbe andata così perché questo succede tutti i giorni, però visto che la speranza è l’ultima a morire allora uno ci spera sempre.
La verità è che quello strano, quello che per voi è strano! nessuno lo vuole con se o nel suo gruppo.
Se potessi chiedere un miracolo, non chiederei di far sparire l’autismo a mio figlio, perché forse questo mondo non merita la tua dolcezza e l’amore che sai donare.
Ma chiederei semplicemente di tornare un ragazzino della tua età, per farti vedere e sentire cosa significa avere un vero amico che non ti lascia mai indietro e ti dimostra il vero affetto.
Quello che troppe volte mi chiedi ogni giorno quando mi dici:
papà? Gli amici, giocare, correre gli amici.
Io ogni giorno con gli occhi lucidi ed il cuore a pezzi ti devo rispondere che non posso decidere per gli altri, magari sarà un altro giorno.

Il monologo di Eleonora Daniele - Le Iene 26/01/2025

Il monologo di Eleonora Daniele - Le Iene "Mio fratello non è morto, mi sta accompagnando nella lotta per sradicare l'indifferenza e i pregiudizi che noi abbiamo subito. E mi tiene in equilibrio tra cielo e terra". Le Iene puntata del 19 gennaio

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