Double B

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"La pelle assorbe: leggi l'INCI"
Cosmetici 100% naturali🌿 vegan🌱cruelty-free🐰
#StiamoBio No!

Tailored beauty: “La mia crema viso…” Quante volte avete usato queste parole? Se l’avete comprata in profumeria, in farmacia o in erboristeria, quella non è “la vostra” crema viso, al massimo è il vostro barattolo. La "mia" crema viso è quella formulata per me, adatta alla mia pelle e con il mio profumo preferito. La mia crema viso è realizzata su misura, come un abito di sartoria, e la posso modificare in base alle diverse stagioni dell’anno (d’estate vi mettete i maglioni di lana? E allora perché usare la stessa crema?) perché non sono io che mi devo adattare ad una delle migliaia di creme in commercio, ma è la crema che deve adattarsi alla mia pelle! Ecco cosa intendiamo per #tailoredbeauty: una volta capito quale sia il procedimento base per realizzare una crema, potete personalizzarla in base alle esigenze specifiche: farla più ricca per una pelle molto secca o più leggera per una pelle oleosa, aggiungere un infuso di erbe lenitive per aiutare la pelle sensibile o uno di the verde per quella impura, riempirla di attivi antiage, scegliere il profumo preferito….potete fare tutto, anche personalizzare l’etichetta per fare un regalo speciale!

14/10/2026

Mio papà con le mani sa fare qualunque cosa. Letteralmente: se gli serve qualcosa, lo costruisce. Il che vuol dire anche che ha le mani sempre rovinate, da sempre.

Quando ho cominciato a formulare per conto mio volevo una cosa semplice, che però funzionasse davvero. E mi sono detta: adesso a papà gli faccio una crema mani. È nata così, dalle sue mani rovinate.

Che poi, a pensarci, veniamo da una famiglia dove si autoproduce tutto: i miei genitori hanno sempre fatto da sé qualunque cosa. Lui costruisce, io formulo. Cambia solo il materiale.

La crema mani è ancora la stessa formula di allora. Non l’ho mai rifatta, perché funzionava già.

Dodici anni.

14/10/2026

Formulo cosmetici da dodici anni e il motivo, quasi sempre, è che scegliamo partendo dalla promessa sulla confezione, prima ancora di sapere cosa chiede la nostra pelle.

Qualche esempio:

👉🏻 Compri un antirughe perché hai compiuto 40 anni, e intanto la pelle che tira ti sta chiedendo idratazione.

👉🏻 Compri un prodotto “per pelli sensibili” quando il rossore arriva solo dopo un certo detergente.

👉🏻 Compri il siero che ha funzionato su tua sorella. Sulla pelle di tua sorella, appunto.

Prima di scegliere, descrivi la tua pelle con un segnale fisico: tira, luccica, si arrossa, si squama. Il segnale ti dice da dove partire.

Mandalo a chi ha appena comprato la terza crema del mese.

Per imparare a leggere cosa c’è dentro prima di comprare, commenta EBOOK: ti mando la mia guida.

Photos from Double B's post 13/10/2026

Butyrospermum parkii: il parkii viene da Mungo Park, l’esploratore scozzese che alla fine del Settecento, in Senegal, si fece raccontare di un albero da cui si ricavava un burro. Tornò in Europa, scrisse, e il suo cognome è rimasto attaccato al karité per sempre.

I nomi botanici sono quasi sempre descrizioni, e spesso anche piccole storie. Persea gratissima, l’avocado, vuol dire letteralmente “la graditissima”. Un giudizio, scritto in latino, da gente che probabilmente l’aveva appena assaggiato.

Il latino dei botanici, poi, è un latino un po’ farlocco: metà delle radici sono greche, latinizzate a forza. Al liceo questa cosa mi avrebbe fatta arrabbiare. Oggi la trovo quasi tenera.

Io gli INCI li leggo tutti i giorni, anche quelli dei prodotti che non ho fatto io. È la prima cosa che guardo, prima del packaging e prima del prezzo.

Salvalo per la prossima etichetta. E mandalo a chi si spaventa davanti ai nomi in latino, oppure a chi ti passava la versione quando eri a scuola.

13/10/2026

Oggi Double B compie 12 anni.🎂

In dodici anni ho visto tanti brand green con cataloghi enormi, dieci versioni della stessa crema idratante con nomi diversi. Rispetto le scelte degli altri, io ho deciso diversamente.

Prima di mettere in produzione qualsiasi cosa mi faccio una domanda: perché esiste questo prodotto, e cosa aggiunge a quello che ho già? Se non so rispondere, quel prodotto non entra nel catalogo. Punto.

Se questa idea di catalogo ti piace, condividila: per il compleanno di Double B è il regalo più bello.

E un regalo te lo faccio io: commenta EBOOK e ti mando la mia guida “Cosa c’è nella mia crema?”

12/10/2026

Il primo ingrediente di una crema dice pochissimo. Il quinto dice molto di più.

Quello che non si legge da fuori è che sotto l’uno per cento l’ordine si può scegliere. Due formule identiche possono avere code diverse solo per come sono state scritte, ed entrambe sono perfettamente in regola.

Commenta INCI e ti mando la guida per leggerle da sola.

11/10/2026

Esce la crema nuova, c’è la recensione entusiasta, e il cassetto si riempie di barattoli a metà.

Cambiando in continuazione, la pelle non fa in tempo a dirti niente. Ci mette circa un mese a rinnovare gli strati superficiali, e un prodotto va giudicato su quel tempo.

Cosa funziona: un prodotto nuovo alla volta, almeno quattro settimane, e intanto ti segni come sta la pelle. Noioso? Sì.
Ma è l’unico modo per sapere cosa funziona su di te.

Faccio cosmetici di mestiere e ti sto dicendo di comprarne meno. Commercialmente non ha molto senso, lo so.

Mandalo all’amica col cassetto pieno.

Prima di comprare la prossima, commenta EBOOK: ti mando la guida per leggere l’INCI di quelle che hai già.

10/10/2026

Quando formuli cosmetici, sai quanto costa ogni grammo che finisce nel cestino. Io l’ho imparato nel 2014, quando Double B è partita con lotti da cento pezzi al massimo.

✂️ Taglio i tubetti.
Quando non esce più niente, prendo le forbici e taglio la confezione. Non hai idea di quanto prodotto rimanga ancora sulle pareti! Lo recupero con una spatolina pulita e lo utilizzo rapidamente.

🙃 Capovolgo i flaconi.
Shampoo, balsami, detergenti, creme: quando stanno per finire, li metto a testa in giù e lascio che la forza di gravità faccia il suo lavoro.

🧴 Smonto i dosatori.
Quando la pompetta non pesca più prodotto, svito il dosatore e recupero quello che è rimasto sul fondo con una spatolina pulita. Perché il fatto che la pompetta non funzioni più non significa che il prodotto sia finito!

Una sola accortezza: quando apri o tagli una confezione, usa sempre strumenti puliti, evita di lasciare il prodotto esposto all’aria e consumalo rapidamente. E non aggiungere acqua per recuperare gli ultimi residui: rischi di alterare la formula e comprometterne la conservazione.

Condividilo con chi butta il tubetto quando dentro c’è ancora mezza crema. 🌱

09/10/2026

Il lucido è la cosa che si vede, quindi è quella che proviamo a togliere. Ma il lucido che ti levi dalla faccia è grasso, e l’acqua resta un conto a parte.

Te lo dico da formulatrice, perché è lì che si capisce bene. Una crema è fatta di due parti: la fase acquosa e la fase grassa. Quando formulo per una pelle che di sebo ne produce già tanto, la fase grassa la tengo bassa, e quel poco che resta lo scelgo leggero, roba che entra e sparisce invece di restare lì a fare da coperta. Il lavoro vero lo faccio sulla parte acquosa: più umettanti, un gelificante al posto delle cere, e una texture che si assorbe in dieci secondi.

Gli idratanti che su una pelle mista o grassa lavorano bene, e che puoi cercare in INCI:

- Glycerin, in percentuali contenute
- Sodium hyaluronate, l’acido ialuronico in forma di sale
- Panthenol, la provitamina B5
- Beta-glucan
- Aloe barbadensis leaf juice
- Niacinamide, che idrata e lavora anche sul sebo
- Squalane, se vuoi un filo di lipidi senza l’effetto coperta

E il segnale pratico quando leggi un’etichetta: se nei primi posti trovi burri e oli pesanti, quella crema è pensata per una pelle che ha bisogno di nutrimento. Se invece trovi acqua, umettanti e un gelificante, è pensata per una pelle che ha bisogno di idratazione.

Mandalo a chi si lava la faccia tre volte al giorno sperando che smetta di luccicare.

09/10/2026

L’olio sulla pelle mista fa paura a tante.
Comprensibile: se la zona T luccica già alle 11, l’ultima cosa che vuoi è aggiungerne.

Gli oli però sono diversi tra loro come gli invitati a una cena: alcuni sono pesanti e restano in superficie, altri sono leggeri e spariscono in fretta.

Tre che conosco bene e che non ungono:

👉🏻 olio di jojoba, che tecnicamente è una cera liquida, molto simile al sebo della pelle

👉🏻 squalano vegetale

👉🏻 Caprylic/Capric Triglyceride, nome da scioglilingua per un olio leggerissimo: si ricava dal cocco, ma sulla pelle scorre e sparisce senza lasciare la patina

Condividilo con l’amica che il siero nutriente non lo tocca neanche col bastone.

Gli oli nell’INCI si riconoscono, se sai cosa cercare: commenta EBOOK e ti mando la mia guida.

08/10/2026

La cosa che noto di più nei messaggi che ricevo è che quasi tutte si scusano prima di chiedere. “Scusa il disturbo”, “sarà una domanda stupida”, “immagino che avrai da fare”.

Non è una domanda stupida. Nessuno ci ha mai spiegato queste cose, e a un certo punto ci siamo convinte che non saperle fosse un nostro problema.

Niente scuse quindi, chiedi e basta.

E se hai un’amica a cui avresti sempre voluto far provare Double, mandale questo reel: è un buon momento per conoscerci.

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