Patrizia Buzzi Consulente In Tricologia e Integrazione Metabolica

Patrizia Buzzi Consulente In Tricologia e Integrazione Metabolica

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Wellness Trainer - Formazione Tricologica e Benessere - Consulenze in Tricologia e integrazione

10/10/2026
10/10/2026

CALVIZIE: QUANTO CONTANO GENETICA E ORMONI?

Quando parliamo di calvizie comune, o alopecia androgenetica, sappiamo che esiste una importante componente ereditaria.
Ma cosa significa davvero?

Non si eredita semplicemente la “calvizie”. Quello che può essere trasmesso è una particolare predisposizione del follicolo pilifero a rispondere agli ormoni, legata al funzionamento di alcuni enzimi coinvolti nel metabolismo degli steroidi.

🔬 In altre parole, alcuni follicoli possono avere una maggiore o minore capacità di trasformare e utilizzare determinati ormoni, influenzando così il loro comportamento.
👨 Nell’uomo, alterazioni di alcune vie enzimatiche possono favorire la comparsa della calvizie maschile.
👩 Nella donna, entrano in gioco meccanismi differenti e particolari alterazioni enzimatiche possono contribuire alla comparsa della calvizie femminile.

Ma c’è un altro aspetto interessante. 👇
Il follicolo attraversa continuamente diverse fasi del proprio ciclo di vita. Intervenire sul ciclo del capello, e in particolare sulla fase di riposo (catagen), potrebbe contribuire a favorire successivamente una fase di crescita (anagen) più evoluta.
💡 Per questo, comprendere i meccanismi che regolano il follicolo è fondamentale per capire la calvizie e studiare strategie terapeutiche sempre più mirate.
La calvizie, quindi, non è semplicemente una questione di “caduta dei capelli”: è il risultato di genetica, ormoni, metabolismo e comportamento del follicolo pilifero.

10/10/2026

Oltre al sostegno psicosomatico e al lavoro sul corpo, un ottimo rimedio naturale per affrontare l'autunno è lo sciroppo o la tintura madre di Sambuco (Sambucus nigra), perfetto per rinforzare le difese immunitarie e proteggere le vie respiratorie durante il cambio di stagione.

🌱Perché il Sambuco in Autunno?

✨Azione immunostimolante e antivirale: Le bacche di sambuco sono ricche di flavonoidi (in particolare antocianine) e vitamina C, che aiutano a prevenire e contrastare i classici malanni di stagione come raffreddore e influenza.

✨Supporto alle vie respiratorie: Ha proprietà diaforetiche (favorisce la sudorazione in caso di febbre) ed emollienti, utili per lenire la tosse e fluidificare le secrezioni mucose.

✨Azione drenante e antiossidante: Aiuta l'organismo a eliminare le tossine accumulate, favorendo un'azione di pulizia profonda in sintonia con i ritmi dell'autunno.

Altri Rimedi Autunnali Complementari:

🌹Estratto di Semi di Pompelmo (GSE): Considerato un vero e proprio "antibiotico naturale", ottimo da tenere in casa ai primi sintomi di mal di gola o raffreddamento.

🌹Macerato Glicerico di Rosa Canina: Ricchissimo di vitamina C naturale, ideale da assumere ogni mattina per prevenire i cali di energia e sostenere le difese.

🌹Diffusione di Olio Essenziale di Ravintsara o Eucalyptus Radiata: Perfetto per purificare l'aria degli ambienti chiusi e favorire una respirazione libera e profonda.

Sciroppo di sambuco: https://www.macrolibrarsi.it/prodotti/__sciroppo-di-sambuco.php?pn=7581

🙂Come ti stai preparando solitamente all'arrivo del freddo sul piano della salute e del benessere quotidiano?

10/10/2026

🌿ARTROSI vs ARTRITE: CONOSCI LE DIFFERENZE E I RIMEDI NATUROPATICI🌿

🌿​Comprendere la distinzione tra artrosi e artrite è fondamentale per affrontare correttamente i disturbi articolari.

🌿L' artrosi rappresenta
un' usura meccanica e una degenerazione della cartilagine dovuta a invecchiamento, sovraccarichi, traumi, cattiva postura o sedentarietà. Si manifesta tipicamente con dolore graduale, rigidità al risveglio, scricchiolii articolari e ridotta mobilità.

🌿L' artrite è invece
un' infiammazione della membrana sinoviale legata a malattie autoimmuni, infezioni, alterazioni metaboliche, predisposizione genetica o stress. I suoi sintomi principali includono dolore intenso, gonfiore, calore, rigidità prolungata, affaticamento e limitazione funzionale.

🌿​Per sostenere la salute delle articolazioni, la naturopatia offre risposte concrete e integrate:

​*Alimentazione antinfiammatoria: predilige cibi ricchi di omega 3, polifenoli e antiossidanti, frutta, verdura, semi e legumi.

*Erbe e piante officinali: curcuma, artiglio del diavolo, boswellia, zenzero e salice bianco aiutano a ridurre infiammazione e dolore.

*Integratori naturali: glucosamina, collagene, acido ialuronico e vitamina D supportano cartilagini e ossa.

*Attività fisica e movimento: esercizi dolci come yoga, pilates, nuoto e camminata migliorano la mobilità e riducono la rigidità.

*Rimedi naturali complementari: massaggi con oli essenziali, impacchi caldi, bagni di sale e terapie manuali contribuiscono a ridurre tensioni e dolore.

*Stile di vita equilibrato: un buon riposo, la gestione dello stress e il mantenimento di un peso corporeo adeguato completano il percorso.

🌿​Prendi cura del tuo corpo oggi, per vivere meglio domani.
​
🌿A cura di NATUROPATIA STE.MA Stefania Manzoni

10/10/2026

IL FERRO PUÒ ESSERCI, MA IL CORPO PUÒ TENERLO SOTTO CHIAVE

(Di Patrizia Coffaro)

Quando si parla di ferro, pensiamo quasi sempre a una dispensa... se manca, bisogna riempirIa. È un ragionamento che non regge perchè lascia fuori una domanda importante.... e se il ferro fosse presente, ma non riuscisse a uscire dai depositi e raggiungere le cellule che ne hanno bisogno?

Esiste un legame tra sistema immunitario, fegato e intestino che può creare proprio questa situazione. ConoscerIo aiuta a capire perché una ferritina apparentemente rassicurante non risolve sempre tutti i dubbi e perché aumentare un integratore, senza comprendere il contesto, può non essere la risposta.

La protagonista si chiama epcidina... è un piccolo ormone prodotto soprattutto dal fegato, che contribuisce a regolare quanto ferro entra in circolo. Immaginate un portiere che controlla alcune porte di uscita. Queste porte hanno un nome: ferroportina, si trovano, tra le altre sedi, sulle cellule intestinali che trasferiscono nel sangue il ferro assorbito e sui macrofagi, cellule del sistema immunitario che recuperano quello contenuto nei globuli rossi arrivati alla fine della loro vita.

Il ferro, infatti, viene anche riciclato... il nostro organismo non dipende soltanto da ciò che mangiamo ogni giorno. Quando l’epcidina si lega alla ferroportina, questa viene rimossa dalla superficie cellulare e degradata. Di conseguenza, meno ferro passa dall’intestino al sangue e meno ferro viene liberato dalle cellule che lo hanno recuperato... è come se il portiere chiudesse contemporaneamente l’ingresso delle nuove forniture e l’uscita del materiale già conservato.

Ma perché il corpo dovrebbe limitare la disponibilità di una sostanza così importante? Qui entra in scena l’immunità, durante una risposta infiammatoria, alcuni segnali possono aumentare la produzione di epcidina. Uno dei più studiati è l’interleuchina 6, o IL-6. In una ricerca, che comprendeva esperimenti cellulari, animali e un piccolo gruppo di volontari umani, la somministrazione di IL-6 fece aumentare l’epcidina e diminuire il ferro circolante. Il passaggio tra segnale immunitario e metabolismo del ferro, quindi, è stato osservato anche nell’uomo.

Mi colpisce questo punto... il sistema immunitario può cambiare la distribuzione di un nutriente, senza che sia cambiato ciò che abbiamo nel piatto. Nell’infiammazione persistente, la limitata disponibilità di ferro può contribuire all’anemia dell’infiammazione. Non significa che ogni malattia autoimmune provochi questo fenomeno, né che avere Hashimoto equivalga ad avere il ferro bloccato. Una diagnosi autoimmune, da sola, non ci dice quale sia il comportamento dell’epcidina. Sarebbe una scorciatoia trasformare un collegamento biologico reale in una spiegazione valida per tutti.

Arriviamo alla ferritina, il valore che tante persone controllano con attenzione.... è una proteina legata al deposito del ferro, ma la sua concentrazione nel sangue risente anche dell’infiammazione. Una ferritina bassa suggerisce riserve ridotte; una ferritina normale o alta richiede invece di conoscere il contesto. Può aumentare anche per ragioni diverse dall’abbondanza di ferro, comprese infiammazione e malattie del fegato. È importante sottolineano proprio la necessità di tenere conto di questi fattori e di non usare la ferritina, da sola, per identificare un sovraccarico.

Questo non rende l’esame inutile, ci ricorda che una misurazione risponde a una domanda precisa e non può raccontare, da sola, tutta la storia. La dispensa vuota e la dispensa con la porta chiusa sono immagini utili per distinguere due problemi; nella realtà, però, le situazioni possono anche sovrapporsi. Per questo eviterei sia il rassicurante troppo rapido, sia il sospetto automatico di un’infiammazione nascosta. La stanchezza non misura l’epcidina, e un referto non si interpreta scegliendo soltanto il numero che sembra confermare la nostra idea.

C’è poi un secondo paradosso... anche il ferro assunto come integratore può stimolare l’epcidina. È uno dei motivi per cui i ricercatori hanno studiato la frequenza delle somministrazioni. Nel 2023, uno studio randomizzato su 150 giovani donne con riserve di ferro ridotte ha confrontato assunzioni quotidiane e a giorni alterni. A parità di quantità totale somministrata, la ferritina finale risultava simile, mentre il gruppo a giorni alterni riferiva meno disturbi gastrointestinali. Attenzione a un dettaglio... raggiungere la stessa quantità totale richiedeva tempi diversi nei due gruppi. Non possiamo quindi tradurre il risultato in una regola universale secondo cui assumere meno spesso sia sempre meglio o corregga più rapidamente una carenza.

È un esempio di quanto conti distinguere il meccanismo dall’effetto clinico. Sapere che un ormone frena l’assorbimento non basta a scegliere dose, prodotto e frequenza per chiunque. Quello studio riguardava una popolazione specifica... non tutte le persone con anemia, malattie infiammatorie o difficoltà digestive. La conclusione utile è che quantità ingerita, quantità assorbita e risultato nel tempo sono cose diverse. Se una cura dà fastidio o sembra funzionare poco, quella difficoltà merita di essere descritta bene, anziché affrontata aggiungendo dosi per tentativi.

Il suggerimento concreto di oggi è questo: se state seguendo una carenza di ferro, preparate una piccola cronologia prima del prossimo controllo. Bastano una pagina e pochi dati: date degli esami, risultati completi con unità e intervalli del laboratorio, prodotto assunto, quantità prescritta, giorni effettivi di assunzione e disturbi comparsi. Annotate anche eventuali infezioni avvenute vicino al prelievo. Portate il foglio insieme ai referti. Non serve ordinare autonomamente una lunga lista di analisi... serve rendere visibile ciò che altrimenti si perde tra un controllo e l’altro.

Una domanda precisa può essere questa... questi risultati indicano riserve ridotte, disponibilità limitata o una situazione da approfondire? Questo non cura una carenza, ma può migliorare la qualità della conversazione e impedire che ogni controllo riparta da zero. Prima di chiedere quanto ferro aggiungere, possiamo imparare a chiedere che cosa sta succedendo a quello che c’è già. Il corpo ha depositi, porte e segnali che ne regolano l’utilizzo. Quanto cambia il nostro modo di occuparci della salute quando cominciamo a guardare anche le porte?

XO - Patrizia Coffaro

10/10/2026

🌿 Il Complesso delle Vitamine B: Energia, Benessere e Equilibrio Ogni Giorno🌿

​🌿Le vitamine del gruppo B sono elementi essenziali per il corpo e fondamentali per la vita. Questo gruppo di nutrienti idrosolubili agisce in modo sinergico per una funzione cruciale: trasformare gli alimenti in energia e mantenere corpo e mente in perfetto equilibrio.

​🌿I benefici principali di ciascuna vitamina:

​*B1 - TIAMINA: Trasforma i carboidrati in energia, supporta il sistema nervoso e favorisce concentrazione e memoria.

​*B2 - RIBOFLAVINA: Favorisce la produzione di energia, protegge le cellule dallo stress ossidativo e mantiene pelle e mucose sane.

​*B3 - NIACINA: Aiuta il metabolismo energetico, migliora la circolazione e contribuisce alla salute della pelle.

​*B5 - ACIDO PANTOTENICO: Partecipa alla produzione di ormoni e neurotrasmettitori, riduce stanchezza e affaticamento e promuove la salute della pelle.

​*B6 - PIRIDOSSINA: Favorisce il metabolismo delle proteine, supporta il sistema immunitario e aiuta a regolare l'umore.

​*B7 - BIOTINA: Favorisce la salute di capelli, pelle e unghie, supporta il metabolismo dei nutrienti e mantiene la pelle in buone condizioni.

​*B9 - ACIDO FOLICO: Fondamentale per la sintesi del DNA e la rigenerazione cellulare, contribuisce al benessere emotivo e mentale.

​*B12 - COBALAMINA: Essenziale per la formazione dei globuli rossi, il buon funzionamento del sistema nervoso e la riduzione della stanchezza.

​🌿 Fonti Alimentari Vegetali:

​*Cereali Integrali: Avena, riso integrale, orzo, farro, segale, germe di grano e pseudo-cereali come quinoa e grano saraceno.

​*Legumi: Lenticchie (ottima fonte di B9), ceci, fagioli neri, fagioli azuki, piselli e soia (compresi i derivati come tofu e tempeh).

​*Frutta Secca e Semi: Noci, mandorle, nocciole, anacardi, semi di girasole (ricchissimi di B5), semi di sesamo (tahin), semi di zucca, di lino e di chia.

​*Verdure a Foglia Verde e Ortaggi: Spinaci, asparagi, broccoli, bietole, cavolo riccio (kale), cavolini di Bruxelles e carciofi.

​*Funghi e Tuberi: Funghi (in particolare shiitake e prataioli, ottime fonti di B3 e B5), patate e patate dolci.

​*Superfood e Fermentati: Lievito alimentare in scaglie (eccezionale fonte naturale di tutto il complesso B), alga spirulina e prodotti fermentati.

✋Nota: Per la vitamina B12 nei regimi rigorosamente vegetali, resta fondamentale l'integrazione o l'uso di alimenti fortificati, in quanto le fonti vegetali non contengono forme biodisponibili e stabili.

🌿​Scegli la Natura, nutri il tuo benessere!

🌿A cura di NATUROPATIA STE.MA Stefania Manzoni

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