Rigenera le Tue Cellule

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buongiorno amici, sono pensionata e mi occupo di integratori per mantenermi in buona forma e anche per coloro che vogliono seguirmi. dall'azienda "SUIYCH"

Ho scelto SWYCH che produce integratori in nanotecnologia METODO ZORBMAX
per maggiori info contattami su WS 3298289721 Tutti i prodotti di "SWYCH" azienda americana, sono lavorati in NANOTECNOLOGIA. NANO è l'abbreviazione di NANOMETER o un miliardesimo di metro. Per la nutrizione, la nanotecnologia riguarda la riduzione della dimensioni dei nutrienti a livello molecolare per aumentare il beneficio per il corpo, con conseguente elevata BIODISPONIBILITA'. LA NOSTRA MISSIONE è aiutare le persone a immaginare più successo, benessere, comunità e felicità connettendosi con il loro "Y" (scopo). LA NOSTR VISIONE
Guidare l'industria globale degli integratori con metodi di nanotecnologia nuovi, unici e brevettati che ci consentono di creare integratori nutrizionali più potenti ed efficaci.

26/08/2026
24/08/2026

Schopenhauer and Friends

24/08/2026

Lo bruciarono vivo, nel cuore di Roma. E qui, a Campo dei Fiori, Giordano Bruno fu arso vivo. La sua colpa? Essere un uomo LIBERO.

Giordano Bruno aveva attraversato l’Europa insegnando ciò che non doveva essere detto. Parlava di un universo senza confini. Di stelle che si muovevano nel cielo. Di mondi che potevano essere infiniti. Ovunque andasse faceva una cosa pericolosissima: faceva domande e apriva le menti. Non cercava protezione. Cercava interlocutori. Credeva che la cultura fosse un bene che appartenesse a TUTTI e non soltanto un privilegio per pochi.

Nel 1592 viene arrestato. Con l’accusa di essere ERETICO. Così finì tra le braccia dell’Inquisizione romana. E lì vi rimase per otto lunghi anni. Otto anni di interrogatori, minacce, pressioni. Gli intimarono di piegarsi. Gli offrirono la vita in cambio del silenzio. Lui disse no. Non implorò. Non cedette. Non si inginocchiò. Non perché fosse f***e. Ma perché aveva capito che c’è qualcosa di peggiore della morte: rinnegare ciò che si sa essere vero. Perché la verità non è in vendita. E la coerenza nemmeno.

Così lo condannarono a morte. Quando pronunciarono la sentenza, disse ai suoi accusatori: «Forse tremate più voi nel pronunciare questa sentenza che io nell'ascoltarla». Poi consegnò il suo corpo al fuoco, ma non il suo pensiero. Il 17 febbraio lo legarono al palo e accesero il fuoco. Volevano fare un esempio. Ne fecero un SIMBOLO. Perché da quel rogo non uscì solo fumo. Ne uscì un’idea: che niente e nessuno può mettere in catene una mente libera.

E il libero pensiero, quando provi a bruciarlo, non si consuma. Si propaga. Si può spezzare una voce. Ma non una convinzione. Oggi Giordano Bruno è riconosciuto come uno dei più grandi filosofi mai esistiti. Le sue idee fanno ancora discutere. Il suo coraggio ancora turba. Perché basta una mente che NON SI PIEGA per incrinare un intero sistema. E allora ricordiamo e rendiamo omaggio a Giordano Bruno, martire del libero pensiero.

Guendalina Middei, anche se voi mi conoscete come Professor X

Tratta da una lettera al suo professore Augusto Monti, scritta nell’agosto 1926.
Pavese aveva appena 18 anni; gli sta raccontando le sue occupazioni estive e gli confessa di essere “abbagliato dai grandi nomi” e “infunghito sui libri”. Pavese va letto tenendo insieme il ragazzo che vibra e scopre il mondo del sentire, non della logica nei libri, e colui che finisce la sua vita come scelta ‘senza pettegolezzi’! Calvino, che era il suo miglior amico, dice: “Pavese non si è ucciso per disperazione, ma per coerenza con una visione del mondo che aveva costruito pezzo per pezzo.” Irrimediabilmente deluso, rifiutato, non appartenente a nulla di ciò che aveva intorno. 
Insieme il ragazzo di 18 anni che crede che i libri salvino la vita, e l’uomo di 41 che scopre che a volte non bastano. Questa dualità risiede nell’essere umano e noi, troppo spesso, giriamo lo sguardo, giudichiamo, invalidiamo addirittura il ‘bene-dire’ per una fine che non contempliamo! Grandi sentimenti e grandi valori hanno un prezzo alto con cui confrontarsi per non disperdersi e distruggersi, lavorare sui traumi antichi e le ferite di disamore che, continuamente, riattiviamo è parte essenziale affinché quel ‘sentire’ che troviamo nell’umanesimo diventi linguaggio di sostegno e balaustra di supporto nelle tempeste buie e disperanti che troviamo lungo il corso di una vita che ci bagna in ogni angolo senza protezione. 
E abbiamo bisogno di umanesimo, nonostante il suo alto costo, non ci abbrutisce ma ci scava dentro e ci costruisce intorno, sguardi più umani ci servono per formare quel cordone che tiene anche il più pericoloso dei ponti sull’abisso della vita ..

#comunità #umanesimo #libridaleggere #autori #cura 24/08/2026

Tratta da una lettera al suo professore Augusto Monti, scritta nell’agosto 1926. Pavese aveva appena 18 anni; gli sta raccontando le sue occupazioni estive e gli confessa di essere “abbagliato dai grandi nomi” e “infunghito sui libri”. Pavese va letto tenendo insieme il ragazzo che vibra e scopre il mondo del sentire, non della logica nei libri, e colui che finisce la sua vita come scelta ‘senza pettegolezzi’! Calvino, che era il suo miglior amico, dice: “Pavese non si è ucciso per disperazione, ma per coerenza con una visione del mondo che aveva costruito pezzo per pezzo.” Irrimediabilmente deluso, rifiutato, non appartenente a nulla di ciò che aveva intorno. Insieme il ragazzo di 18 anni che crede che i libri salvino la vita, e l’uomo di 41 che scopre che a volte non bastano. Questa dualità risiede nell’essere umano e noi, troppo spesso, giriamo lo sguardo, giudichiamo, invalidiamo addirittura il ‘bene-dire’ per una fine che non contempliamo! Grandi sentimenti e grandi valori hanno un prezzo alto con cui confrontarsi per non disperdersi e distruggersi, lavorare sui traumi antichi e le ferite di disamore che, continuamente, riattiviamo è parte essenziale affinché quel ‘sentire’ che troviamo nell’umanesimo diventi linguaggio di sostegno e balaustra di supporto nelle tempeste buie e disperanti che troviamo lungo il corso di una vita che ci bagna in ogni angolo senza protezione. E abbiamo bisogno di umanesimo, nonostante il suo alto costo, non ci abbrutisce ma ci scava dentro e ci costruisce intorno, sguardi più umani ci servono per formare quel cordone che tiene anche il più pericoloso dei ponti sull’abisso della vita .. #comunità #umanesimo #libridaleggere #autori #cura

12/03/2026

Alcuni dicono che le città non siano fatte per la fauna selvatica. La Danimarca non è d’accordo. Sta installando isole di fiori selvatici nel porto e lasciando che la natura si riprenda il suo spazio.

Copenaghen ha introdotto isole galleggianti di fiori selvatici nel suo porto come parte di un progetto pensato per riportare la natura nei corsi d’acqua urbani. L’iniziativa, conosciuta come “Copenhagen Islands” o “Parkipelago”, è stata sviluppata dall’artista e architetto australiano Marshall Blecher insieme allo studio danese Fokstrot. Le piattaforme sono costruite con materiali riciclati e piantumate con fiori selvatici, erbe e piccoli alberi.

Le isole fungono da habitat per uccelli, api, insetti e fauna marina in un’area che prima era soltanto acqua aperta circondata dal cemento. Galleggiano liberamente nel porto e sono accessibili a chi va in kayak o nuota. Alcune vengono utilizzate dai residenti per fare picnic, mentre altre vengono lasciate intatte per diventare veri e propri rifugi per la fauna selvatica.

Il progetto ha attirato l’attenzione internazionale come esempio di come le città possano integrare la biodiversità nelle infrastrutture esistenti senza occupare nuovo suolo. Diverse di queste isole hanno già attirato uccelli nidificanti e insetti impollinatori, dimostrando che anche piccoli interventi possono produrre cambiamenti significativi negli ecosistemi urbani.

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