Le Spose di Andrea
Il tuo abito da sposa non esiste, realizziamolo insieme
24/09/2026
Claudia e il suo “Mondo”
Per Claudia, il modello “il mondo” della collezione 2026 è diventato il punto di partenza per costruire una versione su misura, pensata intorno a lei e completata da un bolero removibile in pizzo, realizzato per coordinarsi perfettamente all’abito.
Mi piace particolarmente quando un abito di collezione smette di essere semplicemente un modello da scegliere e diventa l’inizio di un progetto nuovo.
Perché il su misura, per me, è anche questo: partire da qualcosa che esiste già e capire insieme come farlo diventare tuo.
Ph. Fabio Bellinzoni | Fotografo di Matrimonio
19/09/2026
Il primo appuntamento in atelier non dovrebbe essere una corsa contro il tempo.
Per me è il momento in cui ci si conosce, si parla, si prova, si osserva e, soprattutto, si comincia a capire quale potrebbe essere la direzione giusta.
Per questo ho scelto di non stabilire un numero di abiti da provare né una durata prestabilita dell’appuntamento.
Una sposa alla volta, tutto l’atelier a sua disposizione e tutto il tempo necessario per prendere una decisione consapevole.
Gli abiti della collezione sono il punto di partenza: servono a scoprire silhouette, volumi, tessuti e lavorazioni, ma anche a capire cosa ci piace e cosa, invece, non ci appartiene.
Da lì può iniziare qualcosa di nuovo. Un dettaglio, una proporzione, un tessuto o un volume possono cambiare, incontrarsi con elementi di altri abiti e diventare parte di un progetto pensato per quella sposa.
Perché scegliere un abito da sposa, per me, non significa semplicemente trovare quello che ci piace di più.
Significa avere il tempo di capire quale abito ti fa sentire te.
E questo, in atelier, è da dove cominciamo.
Ph. Letizia Maccarini Wedding Photographer | Tuscany | Italy
09/09/2026
Prima dell’abito, c’è sempre una costruzione.
Per Teresa tutto è partito da una base di organza e tulle plumetis, sulla quale è stato costruito il volume della gonna e definita la silhouette.
Al centro, un bustino interno in tulle color n**o, strutturato e foderato in georgette, ha dato sostegno alla costruzione lasciando che il pizzo Chantilly potesse rimanere protagonista.
È proprio nel passaggio tra ciò che si vede e ciò che rimane nascosto che l’abito prende forma: strati, sostegni, proporzioni e lavorazioni vengono messi a punto fino a trovare l’equilibrio desiderato.
Il risultato è un abito interamente in pizzo Chantilly francese, leggero nell’aspetto ma costruito con una precisa struttura sartoriale.
Teresa nasce così: punto dopo punto, prova dopo prova, fatto a mano, per davvero.
Ci sono parole che continuano a essere vere, anche nel tempo.
Raccontano un modo di lavorare, prima ancora di un risultato.
Un’idea precisa di ciò che significa costruire un abito, e di ciò che resta, anche quando tutto cambia.
Rinnoviamo il ringraziamento a per aver saputo raccontare tutto questo.
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